Dieci minuti
Per stare con te,
dieci minuti per guardarti,
per dirti parole d’amore,
per farti capire cose su di me,
per cercare di convincerti,
dieci minuti,
poi devi andare,
sei stanca,
hai sonno,
non hai tempo,
dieci minuti e poi scappi via,
dieci minuti per amarti,
in questo mondo di fretta e folle.
sorriso meraviglioso da un fotogramma,
statico
istante indecente di oggi
spietato.
Lucido
mendacemente ardi in un cuore,
povero.
Amabilmenteodoroso
sguardo e membra lascivi ti si abbandonano.
Di
CARTA STRACCIO
artifizio
or freddo nel
cuore.
Sanno darti tanto amore
alleviano ogni tuo dolore
ti fanno tanta compagnia,
e così la tua tristezza
se ne va poi via.
Se hai perso il sorriso
accarezzandoli ti ritorna in viso.
Con loro stai pure a parlare
e loro, dal profondo del loro cuore,
ti sanno ascoltare
ma anche capire.
Ma soprattutto amare.
le stesse stelle ammirate fino all'alba,
si son del tutto perse, ormai ingoiate
da un cielo vorace che non amo.
Mondate d’ogni grumo degli affanni,
nella notte del più intimo riscatto
torneranno per spezzare quest’attesa
così che possa finalmente rivederle:
dal mare mio per sigillarne i riflessi
o anche da questa finestra perché io goda
del viraggio dei colori dal nero alla luce
ed incidere i sogni sul cobalto.
per pensare
in questo mondo
dove tutto è lasciato alla paura,
paura di sbagliare,
paura di svegliarsi
e non trovare più l'inchiostro
per scrivere
la gioia e la delusione.
Troverò il tempo
e la forza
di tornare ad amare la vita
troverò il tempo
per donare ancora sorrisi
e parole impercettibili
Il vento
porterà via le parole...
Ritroverò l'inchiostro
per scrivere nel cielo
fra nuvole e stelle
quello che solo tu capirai.
Ritroverò il tempo
che mi ha lasciata.
Come la neve
Il nostro amore
Non fa rumore
Silenzioso
continua a vivere
come fosse morto
Come la neve
Il nostro amore
è lieve
Troppo
quasi inesistente
E al sole muore
e lascia tracce
di lacrime
su questa terra
dove non c'è più
neanche il nostro odore.
ne custodiscono ogni parte
come tesori preziosi.
Frammenti dispersi
sono schegge impazzite,
agitate da attimi irrequieti
e battenti su lapidi invecchiate.
È una tempesta di umori
scatenata dal vento,
è uragano d'emozioni,
portate via in un istante.
C'è una bellezza nella vita
che puoi cogliere
quando sei triste.
Cosa hai di bello
te lo dice il Cielo
sopra di te
O la Luna che si affaccia curiosa,
per vedere cosa sai
inventarti.
Cosa importa se sei sola,
oggi...?
il mondo ti coccola
in un abbraccio
universale!
Ho portato con me un libro qualunque
per sedermi tra l’erba come la rugiada
a sentire chissà, se l’infinito ti ascolta.
Chinandomi al peso di un cuore, quando
ce l’hai ancora, nell’alba sull’autostrada
dentro l’immagine di copertina, avvolta
in un grande incendio scorgo l’anima mia.
“Eppure nessuno è mai venuto a scaldarsi.
I passanti distinguono solo un filo di fumo
dal camino, e seguitano sulla loro strada”.
Una lettera che profuma di sale scivola
insieme al vento nella pagina sullo sfumo
del disegno nel tenero gioco, per non farlo
forse finire mai, di fili d’erba da contare.
Quando si chiude lo spazio dell’anima, tra
i nastrini fradici riprenditi quello del mare…
(“…”, Vincent Van Gogh)
E questa età che se ne va,
e tutto è già nel vento,
nella nebbia del passato,
ed io sono qua,
non ci posso fare niente,
il tempo vola via
effimero e precario,
e ci restano i ricordi ed i rimpianti,
di come era ieri,
e tu mi guardi,
non capisci bene la mia età,
i miei anni,
che me li sento tutti,
e vorrei saper fare,
saper dire,
come una volta,
ma tutto passa,
tutto va.








