Sono io... quella che ti pensa di notte
quando si sveglia e non ti trova accanto,
quando il tempo si ferma e la pelle suda,
quando la fame sale e non è di cibo,
quando una mano trema ma... sa ciò che vuole.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Necessità di una società

civile, sarebbero dei geni

pionieri di ponti e tanti

tanti posti  a sedere

per dei  liberi passaggi

comodità calzanti

che parlino da soli, distanti

da lamentele inefficaci

di certa, pressoché pari

opportunità.

Ma prevaricazione vince

e tutta l’umana opera

verso il basso spinge

nel tentativo vano

di potersi scoprire

il primo della classe.

Dal mancato accordo

serve andare oltre:

finiamo questa scuola

maturando …

risplenderebbe il tempo

rendendosi fecondo.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Di là, dove morire pare l’onda,

l’orizzonte che vedo ma non tocco

mi chiama, mi richiama, mi reclama.

Vorrà forse raccontarmi il tempo

di quando lo inseguivo a piedi nudi

scagliando sogni a ripetizione.

Ed or che mi vorrebbe tra le mani,

incredulo coltiva  antica speme

nel mentre io non sono stanco,

non mi fermo.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Rileggimi in questo vuoto,

stringimi alla luna

in un diario di brina

emozionato di dolore,

annodami al tuo tempo

come quell’ultimo girasole

baciato dalla notte,

cerca l’indirizzo dei miei battiti

in un labirinto d’illusioni

ora che ho spento anche il cuore

in questo infinito d’anima

privato dell’orlo del suo cielo.

Mordi la mia vita

col confine dei tuoi sguardi,

brucia un temporale di parole

fra i meridiani del silenzio,

ricordati di me

fra questi spiccioli d’eterno.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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vi sono due isole che s'incontrano.

Sveglio so come sono,

 un magazzino che esce dalla testa,

invece tu

sei un nocciolo di pesca nel mio sonno.

I congiurati analizzano  il frullato,

la mia rivoluzione è un vagito,

la tua semplicità è quel seno femminile.

Continuo a frastagliare visi,

Dio mi parla in modo inquietante,

come contare  e risalire dove non s'arriva.

Capita che le unghie friggano il palmo,

capita di essere nell'arena,

un sangue irragionevole sulla ghirlanda.

Capita di essere all'osso del respiro

 con la tua criniera,

con la tua pala,

con il tuo veleno.

Servi Buddha ai bordi di una piscina,

sei nel mondo di Picasso,

 involtini primavera in tovaglioli di carta.

Amo rassodare le nuvole

puzzle il tuo messaggio di sabbia,

ma quello che ti darei

 s'avvicina a una fucilata.

Gironzoli cauta,

tramezzi negli occhi,

dovrei alleggerirti scavando le ferite.

 Quell'idea è gustabile,

sono un sassolino sotto il plantare

o lana di gregge dove accarezzi l'inquilina.

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Profilo Autore: dario moletti  

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 Passi felpati

riveste la notte

tra riccioli di luna

e briciole di stelle

a proteggere sospiri

d'un amore sognato.

E tu sei lontano

a sognare come lei

quel sincero bacio

mai dato.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Era di un azzurro vivo

lo guardavo dalla terrazza grigia

del condominio

rondini, tortore e gabbiani

erano gli ospiti che banchettavano

all’allegro simposio della libertà

guardavo questo tutto ed in esso

volevo perdermi volando anch’io

tra i tetti e tegole lasciando che la terra

marcisse nelle sue costrizioni

occhi chiusi mi tenevano appeso

a quel volo libero

era solo l’immaginazione di un momento

dispersa dall’istantanea della realtà.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Vista da lontano, dal treno, quando ci arrivavamo prima di Pasqua, Combray era, in un cerchio di dieci leghe, soltanto una chiesa che riassumeva la città, la rappresentava, parlava di lei e per lei ai lontani orizzonti e poi, quando ci si avvicinava, teneva stretti intorno al suo alto manto scuro, in aperta campagna, contro vento, come una pastora le sue pecore, i dorsi grigi e lanosi delle case raccolte, contornate a tratti da un resto di bastioni medievali con un disegno così perfettamente circolare da far venire in mente certe piccole città nei quadri dei primitivi. Ad abitarla Combray era un po’ triste…

                                                                              Marcel Proust, da "Alla ricerca del tempo perduto" (Combray)
                                                                                                                                                                                                  


Sembra vicina la Vivonne
con il ciarlare in nuances delle ninfee
io mi trasporto fuori
al flusso che si estingue
pure tra sassi scollegati
e le ombre chine mi rallegro
lasco dagli orizzonti soliti.                
Vivo profumi soggiogato qui
da infinitezze
quasi è una trama d’abito
a frusciare mentre parole d’acqua
bisbigliano a un assente
nella camera satura
di tempo incontrastato.
Non di cadenza certa
si aggirano a cantar sé stesse,
cocci lisciati a battere e toccarsi.
Le spio, gote d’avorio   
e fronte imbambolata nei cuscini
molli ai singulti.
Non c’è una ruga, un biasimo,
eppure - a chi sta offrendo
appassionati oggetti, gli anni immobili,
qual è il segreto del suo vago
modo di respirare?
Io non lo so, racconto   
il non sapere quel profilo
dolce accudente
e il raro stordimento
nausea divina che mi avvolge.
 
 
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Bramano tregua e respiro
queste labbra viziate dall'ardore.
L'anima si lascia corrompere,
arresa... di fronte a questi corpi
avidi di veleno e lussuria.

Sospesi nella penombra della libidine
il cuore non si oppone a questa
impulsiva e ossessionata depravazione,
di un pensiero malsano e contorto...
di un'audace trasfusione di sesso.

Momenti, di un carnale scambio di brividi,
tra stille di sudore, sospiri temerari
e gemiti profondi di beatitudine...
rimangono scolpiti tra le lenzuola che
hanno ancora il marchio indelebile,
della furia di una notte di passione.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Immote stelle, 
da confini sconosciuti
scrutano la nostra vita. 

Non ci rendiamo 
conto della nostra 
precarietà, 
se non alla fine. 

Stelle che scrutano 
cuori, spesso
troppo presi 
di sé... 

Ogni tanto cadono, 
per darci illusioni 
d'infinito...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

Questo autore ha pubblicato 312 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fu tempo breve, quello della giovinezza,
un faro acceso sul futuro atteso,
cadente stella da inseguire in fretta
per la paura di perderla di vista.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ed il giorno frazionato d’ombre

pianse su silenzi d’agapanto,

su appuntamenti sfiniti,

su questo pomeriggio d’ottobre

indaffarato di malinconie

e tu che m’assaggi d’infinito,

affaccia l’eco del dolore

in questo naufragio di blu,

raccontati ai miei sguardi,

amami come luce d’aurore.

Ed un meridiano d’anima

partorirà cieli senza casa,

petali di noi accesi da un respiro,

scommesse di cuore

rubate alle geometrie del destino:

grondiamo sul crepuscolo

come dolce promessa d’amore.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Tu che sei il sostegno
dei miei passi incerti
e so quanto mi ami
e sai, quanto amo te.
L'amore non abbisogna
di tante parole.
È come una magìa!
E leggo i tuoi pensieri
che come aquiloni
si perdono nel cielo.
Ma niente è perso
del nostro amore.
Tutto resta nel bagaglio
del nostro viaggio,
lungo questa vita.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Facce sorridenti lacerano l'oscurità.
Demoni maledetti erranti per la città,
Ti stringono le mani per piacere
di conoscenza;
frode e infamia archetipi di scienza.
Attirati. dalla sigaretta che hai 
in bocca;
dal gonfiore di una tasca.
Alcun rossore a chiedere
con petulanza.
Numerosi e spavaldi.
E' meglio averli sempre
di fronte.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Tu, sei sempre tu,

che nella mia chiusa sfera

crei colorate immagini,

di una stupenda primavera.

 

Come un grande amore,

che sa sempre meravigliare,

fai volare le mie emozioni,

le più eccelse, le più rare.

 

Quei tuoi occhi azzurri,

come un limpido mare,

sanno sempre coinvolgermi

e mi danno di che sperare.

 

Il tuo sorriso semplice,

che sa soltanto dare

delle emozioni uniche,

che non posso dimenticare.

 

Sei una stella limpida

in questa notte buia,

che rincuora l’anima

e allontana la mia paura.

 

Si, sei tu ch’io amo

di un amore limpido e puro,

che mi addolcisce il cuore

e che illumina il mio futuro.

 

Sei come un forte vento,

che mi trascina via,

da questo luogo squallido

della mia follia.

 

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Profilo Autore: Luigi  

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