Tregua sul lancio delle pietre
Carissima, al secondo scatto il nottolino sforza
piegando la chiave made in Taiwan:
le do di Svitol
come sulla mia sporca lingua,
o alla carta da zucchero che trattieni
sotto i tuoi vestiti
fin dove firmo con le fiamme
tacendo sui cucchiai sporchi di burro d’arachidi.
Sorgenti luminose sul soffitto
e donne ottuse a gridare dabbasso
in un tosto mal di testa,
ho ancora dei coriandoli nelle tasche
insieme alle mentine.
Dal belvedere le dune sembrano più sporgenti:
le conosco e le temo,
qualcuno non è tornato,
le ossa sbiancate da qualche parte
ora raccontano alle intemperie
della iella in un giorno assassino.
Cinque secondi per girarmi
dieci per fuggire,
surrogati di caffè e Coca-Cola,
Depalgos per alleviare il dolore,
così discendo dalla grondaia fino in strada
e raggiungo la tua mano
per baciarti da ventenne.
Oggi non scriverò niente di buono,
me lo sento,
anche scandagliando qualsiasi immensità
che m’invita,
ti siedo accanto e sbircio il seno
e chissà perché mi viene in mente lo sciroppo di ciliegie
spremendo le tue labbra che circondano la voce.
A volte sento d’essere un materassino sgonfiato
sul fondo della piscina,
ma ti girerò come un vortice del vento
afferrandoti dal trapezio.
In fondo la vita è una bilia che rotola:
tutto dipende
dallo spazio che si prende.
La serratura solletica i miei occhi
cosa scelgo,
d’essere un cane che azzanna,
o il pesce che abbocca?
Sono avanzato fino nel giorno
che mi hai rapito
camminando all’indietro,
ti ho salutato sulla maiolica.
A volte ritorno ad anni prima
e li limo per non trasformarmi in iena.
1600 anni di ripetizioni permalose,
di pire perennemente accese,
di felini gettati insieme a un ballo
invocando il nulla
per uccidere il garbo.
Intingo il pane vicino a una grotta,
Gerusalemme mi guarda,
i soldati pretendono,
gli ortodossi m’offendono,
un giorno prego, l’altro saccheggio…
Ho abbandonato i discorsi eroici,
i cibi precotti,
posteggio nei posti bui
anche se mai sono a mio agio
nei territori arabi
ma non do nessune colpe,
suono da te e salgo
per un budino al caramello.
