Non è piacevole sentirsi come un'onda di mare che va e viene dalla battigia. Non è per niente bello sentirsi in bilico tra quel che credevi di avere e le incerte speranze di quello che avresti ottenuto e quello di cui sei sicuro d'aver perso per sempre e vorresti che tutto tornasse come prima.
Rimpianti? Nessuno. Rimorsi? Forse quello di fidarmi troppo delle persone sbagliate.
Scoraggiata? Si, ovvio. Ma non demordo.
Ho sempre lottato per ottenere ciò che ho voluto e ottenuto, mai nulla gratis, mai nulla mi è stato donato col cuore ma sempre con un fine, mai nulla mi è stato facile. Lotto ancora, anche se a volte mi cadono le braccia, anche se a volte tocco il fondo, anche se a volte vedo tutto nero, senza fermarmi un attimo per prendere fiato, perché è quell'attimo che mi fotte.
La vita? La prendo come mi viene... con sacrifici annessi e gioie quasi assenti.
Chiedo? Cosa? Perché, se poi alla fine ringrazio sempre e solo me anche quando non riesco.
A chi, che non mi fido più nemmeno di me stessa.
Fanculo a me, per tutte le volte che ho sorriso, di tutto il tempo che ho dedicato. Fanculo a me, per le volte che ho dato fiducia, per le porte che ho aperto. Fanculo a me, che ho dato tutto per scontato mentre lo sconto a me non lo ha mai fatto nessuno. Fanculo a me, alle mie scelte, alle mie decisioni, ai miei pensieri, ai miei dubbi. Fanculo a me e a queste lacrime maledette bloccate in fondo al cuore. Fanculo a me e alle onde del mare, alla battigia monotona, alla brezza ingannatrice, ai tramonti ammaliatori, alla sabbia bollente, al sole cocente. Fanculo a me e ai miei piedi malati, alla mia schiena rotta, alla testa che mi scoppia, al cuore che si spacca, al fegato stantio.
E fanculo anche a te che mi hai distrutta!
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Fra albe e tramonti
si susseguono i giorni.
Inarrestabili
e implacabili
nel loro divenire.
Sembra solo ieri
che sognavo
traguardi impossibili,
lontani nel tempo.
E quali vittorie
quali trofei
ora giunto, mi aspettano?
Solo il voltarmi
e gioire...
O morire di ricordi!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Avanzano
colli di ginestra agli occhi

luminosi sentieri
e vigne pampinose

là ...dove l’aria prende e riempie
di sorelle querce e 
affreschi polverosi
di grano al sole .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Persiane chiuse, 
asfalto bollente, 
bibite ghiacciate, 
aver nostalgia 
della neve.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Carissima/

un vento farsesco

ha ingoiato l’angolo del mio breve giardino

in cui di solito mi rintano.

Ha appiattito il basilico

e fatto sanguinare i gigli.

Sono furibondo anche per il vestito di fogliame

con cui sconfissi Montezuma.

Aspro, recupero dal pozzo

ciò che scriverò sul diario

da cui difficilmente mi divido,

magari mentre la pioggia incardina

quel picchiettare conciliante

o le nuvole nascondono il sole a tratti

creando momenti fulgidi

ed altrettante ombre

sicuramente diverse da come le vedi tu.

Lo sai come scendo nel metodico

segnando tutto,

perfino gli anticorpi,

unico chiasso che emetto dalla penna

in questa vita così abituale

da sfiorare la noia, che tu odi.

Mi domando se hai già letto

la penultima lettera che ti ho spedito,

magari sorseggiando il caffè all’americana

nella tua vestaglia rosa,

seduta sul terrazzino

affacciato alla riviera di ponente,

le gambe accavallate con malizia

tanto da permettere una sbirciatina.

Se chiudo gli occhi vedo mentre sbuffi,

con in una mano la busta strappata

e nell’altra il foglio

contenete le curiosità ( si fa per dire )

che ti espongo.

Forse addirittura preghi

che io perda la speranza d’attirarti

e mi uccida con le pietre in tasca

in qualche torrentello in piena

come fece Virginia Woolf.

Ma non illuderti

sono troppo stupido

per tentare un gesto così estremo.

 

 

 

 

Vero che altri,

non riuscendo a intraprendere

una vita troppo dissimile

dalla loro voglia d’amare,

son finiti su quella discesa

a velocità smisurata.

Io al massimo rischio di strozzarmi

con qualche boccone mal masticato

o prendo una congestione

dopo aver tracannato acqua dal frigo.

Ah! Passando in rassegna le stanze

ho scoperto come l’acqua si sia infiltrata 

da una finestra socchiusa

radunandosi sotto il tappeto persiano

che tu ami tanto

e che io da tempo penso di buttare.

Anche oggi termino di scriverti

nel silenzio serale

di questo paese montano.

Prima di cena

farò la solita passeggiata fino al crinale

invece di masturbarmi,

sperando d’incontrare

un tasso o una volpe frettolosi

anche se la mia vera speranza rimane il lupo.

Qualche miserabile

s’è mangiato un altro gatto,

i resti gettati alla rinfusa nella pineta

parlano umano.

Spero tutto bene dalle tue parti…

Frequenti sempre certi salotti

decorati d’oro,

dove il pettegolezzo  entra a dismisura

nelle scommesse clandestine

di cani e galli  massacrati

per la follia attorno?

Forse sarebbe meglio un tresette 

col vino a caricare barzellette becere,

avresti quel gancio in su al lato delle labbra,

di ritorno faremmo sesso

dove ci capita.

Ok, ok rischio di inacidire

e non voglio… ti lascio

forse è l’ultima che scrivo,

o…forse…mai!

 

 

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Profilo Autore: dario moletti  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ambivalenti sentimenti
convergono su di te.
Amore possessivo;
indifferenza tanto marcata.
Rapporto nascente nell'oscurità
di quattro pareti.
Ospite: il garbato e discreto
silenzio.
Esso vede e scruta
due cuori.
Si astiene dal profferire
commenti inopportuni.
Inchioda il rumore 
sul letto logorato.
Tacito consenso muove
da equivoco insoluto.
Una felicità vissuta
per pochi minuti appagante;
si trasforma in cronica
amarezza.
Il trillo di un telefono
annuncia una voce
che si vorrebbe spegnere.
Eppure suoni labiali
anelati ardentemente,
istante dopo istante.
La fiabesca tensione
di un imminente abboccamento;
desiderato sul nascere;
confuso nella morte.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Vorrei non essere io

e concedermi la parte

che vi si addice,

rivoltare il calzino

della vita e credere

che l'interesse cieco

urti in contraddizione

coi propri desideri.

Vorrei essere specchio

e soddisfare la curiosità

che resta appesa alle smorfie

di un giorno da incominciare,

credere che non v'importi

se taccio o smusso i pensieri.

Vorrei essere lingua lunga

che dileggi con falsi verbi

le improprietà dell'egoismo,

scrutare lontano i miraggi

che creano solitudine,

piegare le barriere alte

dell'indifferenza muta.

Vorrei essere un faro

che illumini i disastri

della notte affamata,

essere il ripensamento

che allontana il dolore

e dare un premio d'oro

a chi non conosce la via.

 

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Profilo Autore: Libero  

Questo autore ha pubblicato 140 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
alba e tramonto-
in un giorno soltanto 
tutta una vita
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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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In bilico tra crinali d'esistenza,

nel coraggio la forza di non cadere.

proseguo il cammino senza voltarmi.

Ho ancora ferite aperte nel costato

e il cuore ha perduto quel fremito

che solo tu riuscivi a sentire

quando mi stringevi a te.

Ho di nuovo gettato i dadi

allontanando giorni ombrosi e solitari

d'un tempo che avanza senza freni,

riscoprendo così il gioco della vita

e tu, in nuove vesti, mi regali ali

per riscoprire azzurri,

in ritrovati orizzonti.  

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Profilo Autore: genoveffa frau  

Questo autore ha pubblicato 351 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Non ha rime questo eco

nell’estate dei tuoi occhi,

neppure questa pinacoteca d’aurore

regalata all’indirizzo del mio cuore

ed un’amaca di solitudine

interroga questo spartito di luglio

confessato ad un girasole

come questo bicchier di mare

perduto nel vuoto dei tuoi baci.

 

Lenzuola d’ombre minute

rincorrono la nostra storia

in un respiro senza sole

ed anche il cielo s’annoda al silenzio

su questo guanciale d’arena

morso dal tempo del nostro passato.

 

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Dormiente precluso
simulacro del male 
il velo sorride 
del tuo boia graziato 
Sinuoso finire
dal pregio serrato 
brinda al rullare 
di un circo bendato 
Serpe ingabbiata 
 bisbiglio assetato 
dolce attesa 
non serve 
il paggetto è beato 
 non salta di corda 
lo scorcio è deviato !




















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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


L'antipasto


Di poca nebbia e molto fumo.

Incalza, a volte la domanda

se funerale sia su misura

per chi resta o chi va via


e, nell'unità stessa

dove sia posto il confine,

a ridosso del punto, poi morto

o del vivo, che frenetico balla,

tra il sì ed il no. Capisaldi

d'evoluzioni inverse

da barriere indivisi.


Neppure scoscesi livelli

affaticano il passo

da un estremo all'opposto.

Sicché facile risulta la scelta

un piede salva l'altro

e la palla avvelenata

non fa più da giustiziere.


Vien diviso il fai dal faccio

e poi tutto... diviene intreccio

un laccio - radicato groviglio -

e nel districarsi in questa vita,

nascosto, è l'atto di coraggio

di un eroe... vero.




Il primo


Di poco sole e molti lumen.

Come quel: cerchiamo il pusher

l'altro gladiatore gettato nell'arena

buttato, per le fiere in pasto

sacrificato per il buon nome

che deve mantenere questo colosseo

ristorante d'avanguardia

- finché pentola non bolle -


Ma oltre il dito verso, oltre i fili

cambieranno le sembianze?


Di fronte iene, facilmente

i veri leoni del circo

che, nel circolo vizioso

cercano solo d'allietar la noia


- pori animali, anche loro, pare

debbano campare -



... e domani all'atelier, oggi

tocca cercar tra 'l fumo

con la lampada negli occhi

... fissa.


Il secondo


... e se

ancora non bastasse

ogni angolo di mondo rimasto

senza voce, per aver urlato al pasto

a buon mercato, di bombe e artiglierie,

certo non tace inique, immonde nefandezze

di molto caro petrolio e la troppo poca acqua.

Dove la raffinazione incide e più sono versanti

dove purtroppo uccide, senza lasciare traccia

tra i rannicchiati agli angoli rimasti al mondo

nascosti tra la pece per aver usato la peste

in modo improprio piuttosto che artigliare

e difendere re, ori, reliquie e bandiere

a spron battuto. E sembra che

finanche l'aria arranchi.

Osare, ma non per Marte, per riuscire a fermare abusi e poter servire

un mondo nuovo su piatto d'argento.



- Ed il futuro, se vorremo

ci regalerà frutta, dessert

caffè e chi l'ammazza

e un grazie

per un conto a basso costo -


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Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Non avrei mai voluto

essere un poeta

per non scrivere

con quella frenesia

di raccontare

l’anima a brandelli

cercando poi di ricomporli

per non offendere quel cuore

che d’improvviso può tacere.

Non avrei mai voluto

essere un poeta

per non forgiare le parole

sopra un incudine di fogli

e non fare morire quella fiamma

che arde sotto ad un’emozione.

Non avrei mai voluto

essere un poeta

per non mentire ai miei pensieri

solo per quella forza che hanno

di graffiare anche la pietra.

Per tutto questo

e per molto altro ancora

non avrei mai voluto esserlo.

Avrei magari voluto

essere un menestrello

e cantare

alla polvere dei cortili

e come lei dissolvermi

per non provare quella vergogna

nel denudare i sentimenti.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

Questo autore ha pubblicato 78 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

21 Marzo/ Carissima non ho ancora letto Moby Dick,

ma frequento  casa sua come la mia,

con gli anni inventati da un sopralluogo,

la testa ricamata da flirt.

Per ora trattengo l’idiozia fuori dalla porta,

prima di andare all’inferno

consigliano di passare da New York (Bukowski).

Avrei delle cesoie da regalarle

per quel perdono ombelicale,

vomito a pensarci che con la scusa dei dinosauri

Papy è scivolato  con la mano nell’incesto,

sulla prospettiva circolano un miliardo di caramelle

e qualche farmaco con peluche.

Lubrifico due canne rigate,

so sparare fino a un chilometro,

ma essere anche un bravo chierichetto.

10 Settembre/ Mamy che resiste

ama frequentare alle 21,30 del mercoledì

 l’anonima alcolisti:

lì non la perseguitano,

racconta favole e speranze

con i suoi occhiali neri

 ingoiando biscotti.

Invece, gigolò numero 5

dorme fino a mezzogiorno

e il suo alito puzza come un mattatoio,

giura di possedere 3 jolly

mentre sniffa anfetamine:

lei preferirebbe fosse già morto,

nessun testimone sulle ali dei gabbiani.

7  Maggio/ Lo sai? Siamo nati lo stesso anno degli sciacalli.

Lei in cima alla montagna,

io al numero 70 di un buco del guappo,

periferia sgarbata,

però non sono dalla parte loro

o dell’agnello divorato,

non ucciderei nel plenilunio

per tirare a campare.

La neve al 26 febbraio è già bollita

lasciando viottoli in pessime condizioni,

conosco chi butta il naso oltre lo steccato,

le siringhe nel lavatoio,

chi di una frase fa scompiglio al piano bar.

So quanto ho scritto in 2 anni,

30 cartoline e 11 lettere d’amore,

che ho trovato puntualmente nei raccoglitori gialli.

10 Giugno/ Gli scarafaggi escono dal battiscopa

nonostante il lusso circondi,

chi l’ama non afferma,

mentre Tom e Jerry sullo schermo

scontatamente s’inseguono.

Sono così esaurito d’essere il moccolo

del suo affare,

d’averla quando è stanca di rosicchiare,

so che alza il prezzo  della corrida

nel sole delle quattro,

in fondo ha l’abilità negli interrogatori,

stringe il cappio senza sudare,

 nel 50% della benedizione.

 Così accarezzo la mia 98fs sotto il braccio,

mi soppeso gli attributi,

studio il russo come una grattugia il pane:

era bello a suo modo ieri

quanto noioso oggi.

3 Agosto/ Paranoia a volte ritorna

dal suo mondo di banche,

con la Porche 911

passa dalla porta di servizio

col  golden retriever castrato,

intinge non soltanto il pollice

in tutto quello zucchero,

e sussurra con l’erre moscia

“ovunque tu vada non fermarti

finché non vedi il mare, baby”.

So che scekera  red bull con variopinti pappagalli,

sdoppiamento d’immagini.  

Per i miei gusti non ho quel tempo

d’entrare nel vortice di una tossicodipendenza

con le masserizie sulla veranda a puzzare,

il 70% delle persone già esplode

per mancanza di fellatio.



Evito di parlare di vittorie per non cadere in altrettante sconfitte

  

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Profilo Autore: dario moletti  

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Non caro coronavirus 
tragediante nel mondo 
Uno di questi giorni 
la tua folle corsa assassina 
finirà per sempre 
La pioggia e il vento cancelleranno 
le orme del tuo passaggio 
su questa terra 
Di te rimarrà solo un ricordo sbiadito 
come una cartolina 
mai spedita.
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Profilo Autore: Ventus spei  

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