Apro il file:
le bandierine rosse circoscrivono gli ordigni,
navigo come un hacker nel sistema,
labbra secche
e una carica a molla conficcata nelle vertebre.
Ero? O sono?
Adesso non importa molto,
percorro questa strada in fretta
evitando di curvare,
tanto non scorgo poeti
tagliarsi le vene alla mattina
per ricucirle alla sera.
Raggomitolato nel sonno subacqueo
ti cerco per spogliarti
dal cotone intrecciato e un’anfora colma,
hai ancora Mogadiscio nel respiro
ed alcuni di quei numeri segreti,
il diavolo tra le bancarelle del pane
l’acqua e limone contro la dissenteria.
Sono sempre armato da cattivi propositi
pur accarezzando goloso
l’odore della folla,
posso comprare quello che voglio,
ma mai quello che spero
con questo dito levigato dal grilletto
non vendo porta a porta spazzole e affini.
Se tu mi sposassi
aggiungerei un posto sull’aereo
non uno via mare con burrasche.
Accetto il latte di capre filtrato
come pure il formaggio stagionato
con le focacce,
questo paese che m’umilia
con un dialetto gutturale,
ma se lo amo è decifrandoti.
