L'esuberanza della mente
è molesta ricorrenza
in un cipiglio che rincuora
dolore appena accennato
per insubordinazione
tra le mascelle aperte
a suggere aria nuova.

Tu eri appena rinata
dopo aver scorto l'oasi
che verdeggia e spera
confusa aureola d'oro
a intrecciare i capelli
a sublimare il sesso
che disfece la notte.

Conforta d'amore
il bisogno solido
e urge il pianto
di gocce chiare
per celebrare
la  muta felicità. 

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Profilo Autore: Libero  

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Tocco cristalli,
cristalli di felicità,
quando i tuoi occhi,
messaggeri d’amore,
sorrisi aprono al cielo
dove l’antica mia vela
brezza su brezza guadagna
per giungere nuova,
immacolata e bianca
come vita che nasce,
nel punto di un blu
che al mare ha rubato
e pantone non ha.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Blu oltremare, nero e bianco avorio:
dipinse la notte. 
In questa oscurità mi sento sprofondar, 
per poi riemergere e tra le stelle naufragar.
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Profilo Autore: Giovanni Ciani  

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Luce, buio, luce

Ospite ingombrante,

nel posto più sperduto,

scivola nel limbo

costretto a non capire,

coglie l'occasione

perfetta su misura,

note musicali

continuano a salire.

Luce, buio, luce,

spegne e accende,

l'interruttore della mente.

Liscio come l'olio

tappeto di rimorsi,

luna aspetta al varco

nuvole di spugna.

Scotta la risposta

rivolta al mondo vero,

libere perfette

le dita del pensiero.

Scorre via il ricordo

di piccoli peccati

che leggeri pesano

su sogni mai scordati.
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Profilo Autore: Michelina  

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Sola trovo nel tuo volto
un cuore

ah mendace ingannevole vita...
ci osservi rincorrere il vento in un incessante crepitio 

sofferente accolgo le tue
esili membra

ah oscura divinità custode del tempo
trepidamente assapori i granelli sparsi dalla clessidra

stringo con i pugni il tuo anelito di fiato
seguo le vitree pupille che sol poc'anzi si soffermavano curiose al mondo,
ossute mani e vuote orbite formano minuscoli grumi di sabbia ove la clessidra incalza,

pur tuttavia le tue spalle forti, un sorriso, l'amore eterno,
lieta son che il tempo nulla possa ordire
e che la tua essenza volga verso l'infinito.
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Profilo Autore: Amalia  

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Foglie ormai sbiadite
stanno su alberi stanchi
di siccità, aspettano
pioggia, 
vento e bruma. 
L'autunno giunge
con pennellate d'oro,
rosso ed arancio, 
colora colline, 
vigneti e viali, 
prima di arrendersi
alla candida neve.
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Qua dove le pretese

continuano a salire

e a scendere le possibilità

di raggiungere equilibrio

nella desertica aridità

del nostro spingerci

dei nostri più intimi

e acuti sentimenti

effettivamente inutili

tutti i baci e gli abbracci

… persino i contatti.

Chi se n’è accorto

per primo?

Non di certo bacillo

prescelto figlio di ascella

e del rude influencer

spregiudicato e loquace

sempre al passo coi tempi

quanto basta al lockdown

per spostare l’ago a wall street

e giocare a ping pong.

Qui siamo oltre le case

i bianchi castelli e i terreni

sentimenti ottusi e sbiaditi

qui siamo nell’oltre pregresso

che già da prima del tempo

si  prodiga ad indirizzarci

solo verso il progresso

- … a comprenderne nesso -

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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inizio autunno-
si rincorrono voci 
dentro le foglie
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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Liquidare l’uomo. La contabilità delle angosce sul treno
Persino l’Africa diventò America e nell'infiorescenza il voodoo.

Tutto scorre perché un virus abolì la complessità degli organi
Bisognava ricostruire Berlino su un’idea di Tito 70 d.C.

Quali differenze?

Mettere un capriolo al posto di una mela
Invece dell’albero della conoscenza il gruppo sanguigno.

Una schiuma antropomorfa divenne simbolo di intelligenza
Il chopper in mano a un broker vendicava Abele.

Salì sul palco la campagna d’Italia.
Due o tre australopitechi al posto di Napoleone.

Un trasfigurare Austerlitz e diventare marzo 2020.
Dinnanzi ai popoli la mitraglia da cui discese l’ossidiana.

In un angolo della savana la termite accumulò membrane
in salvo la discendenza dei fosfolipidi.

I Dna invece giacevano a distanza
sapevano di pesce marcio, ancora infetti.

Non se ne sarebbe fatto niente senza un’idea volgare.
Al figlio magro l’esilio del fiume.

La mano andò alle generazioni passate.
L’occasione di ricostruire il canino da latte.

Non si era tentato Dio?

Intorno al tavolo dei Gentili rimase poca entropia
qualche miliardo di ossa ancora da liquefare.

Bastava chiedere aiuto,
ma nessuno se la sentì di pagare il conto.

Si trattava di stabilire una distanza.
Capire l’asintoto sull’inorganico.

Nei test c’è sempre qualcuno più intelligente.

Uno iato divide dal Sapiens Sapiens.
Una rete nella penombra di chissà chi.
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Profilo Autore: fintipa2  

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Come dopo una convalescenza,

o di ritorno da una lunga

vacanza il paese

si rimette sui pedali.

Girata la curva epidemica, piccoli

eroi mascherati ritornano a scuola.

All’uscita i più fortunati troveranno nonni come

fiori recisi ai cancelli, angeli stanchi senza le ali. 

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Rispose il temporale
trafisse querce, i frassini e le felci
picchiettò il sasso
cercandosi
perduto
dentro l'acqua

marcirono gli scalpi
tra i semi della terra

la goccia si lasciò cadere
sul feretro mollica
di un funerale nero

                                                                                                              

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Profilo Autore: pierrot  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ti guarderei con più attenzione
senza la fretta del rapitore,
con fragile ingenuità
mentre raccogli stelle
distesa sul mare nostro di papaveri
dove affondano i sogni
nel ventre della notte
e poserei le mani stanche
sui tuoi fianchi d’alabastro
con la delicatezza cieca
di chi sfiora un monile prezioso.
Osserverei attentamente
le ombre che disegna
la luna sul tuo viso
cercherei di conoscerle
una dopo l’altra
e apprezzerei il tuo odore
quell’impronta lieve di fiori
abbandonati in un cassetto.
Appoggerei l’orecchio sulla gola
per udire il tuo respiro,
il gesto delle labbra quando preghi
e quello delle dita quando godi.
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Profilo Autore: guido mazzolini  

Questo autore ha pubblicato 2 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quand’é che tornerà la bella estate?
Il blu sta ormai precipitando
sul giallo ocra dell’autunno intorno.
Appena giù, l’eremo lo inghiottirà
e lo confonderà tra le speranze
che su di lui avevo mal riposto.

Intanto mi circondano i fantasmi,
bautte nere che s’aggrapperanno
per essere trainate fino al limbo.
Mi chiedo dov'è finita la gente,
quali parole è ora ad ascoltare
così diverse da codesto canto.

Mi faccio un po’ di buona compagnia
guardando una locomotiva vecchia,
portando al naso una rosa finta.
Bramerei sorridere alla vita,
donarle il gusto che le ho sottratto
ma... vedo marciare solitudini.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Amo l’autunno

quando nel cuore

batte un’anima

intrisa dell’odore del muschio

e di castagne caduche

e di variopinte foglie

che la brezza disperde

in pastelli sui viali.

Amo l’autunno

e le sue nebbie

che congiungono la terra al cielo

in una bianca stretta

che da voce solo al silenzio.

Amo il suo vestito fresco

di brina e di rugiada

dove titubanti i raggi si attardano

nel riflesso di una lacrima

zampillata dallo sguardo della notte.

Amo l’autunno

l’odore acre del fumo dei comignoli

che intreccia nell’aria

scampoli di parole

rimestate davanti al fuoco

a consumare braci di ricordi.

Amo l’autunno

quando ricama

sul pentagramma dell’anima

la sinfonia dei suoi colori

e i tessuti del cuore con fili di organza

dove si trastullano sopite emozioni

destarsi improvvise

in questa primavera… di stagione.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Confusi per idoli, inseguiamo fantasmi

sagaci espedienti che pare recidano il male.

- Superficiali -

Siamo imperfetti artefici del nostro domani

dal facile attratti. Privilegiamo la panza

e il ventre basso. Disegno estasiante

per versi perverso: s’appropria dei sensi.

La base ci crede e lavora, l’altezza ragiona

e si sposta. Sceglie altre strade, quelle

del profitto maggiore, di battaglie cruente

per dare spessore alle proprie insane voglie

- … vite dei pochi che appaiono elette -  e, i più

a lasciarci le penne, a non poter più scrivere,

per ludica altrui, la peculiare miglior poesia.

- E consistenza viene a mancare -

Cerchiamo l’america per sempre nuove avventure

la luna per una buona novella. Ora su marte

che, certo, avrà la sua arte, ma inutile

è insistere, volgendo sempre lo sguardo altrove

quando vincente è lo spirito che ci unisce.

Per sfamare realmente l’anima che ci governa

mai che si cerchi sinergia tra realtà e poesia.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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