Non credo alle coppie che stanno bene, vanno d'accordo. Credo a quelle coppie che ogni tanto maledicono il giorno in cui si sono incontrati, a quelle coppie che ogni tanto dicono di odiarsi e magari si odiano davvero a volte, a quelle coppie che hanno sempre paura di perdersi, credo a quelle coppie che quando fanno pace si sentono più unite di prima. (Fabio Volo)
lo spero
lucciola dai piccoli fremiti
la notte ha gli occhi vili delle erbe spontanee
tra i campi inesplosi di nigella
nella pianura subito sotto la montagna
vive ogni giorno
un amore
si riconosce nelle parole belle
mentre ancora aspetta
le chiavi del fiume
Ecco
il fiore nero
(quello del male)
che si accompagna
col trionfo del Valium
sui gemiti del cuore.
Io mica scherzo
da quando
immagino
la fantasia
che tracima
dal concavo
del bicchiere
per scendere
fino ai cunicoli
più bui e secchi
delle mie segrete
e nutrire col bordeaux
i pensieri più importanti.
Quelli che sbocciano solo
lontano dalla luce del sole.
Sono d’una bellezza sinistra
i poeti quando invocano i sogni
(quando muoiono per rinascere)
-poco prima di dormire-
Respiro nel sospiro perpetuo, bruciamo, lasciandoci alimentare dal vento come fiamme senza tempo... Accresce in me in silenzio, l'infinita melodia del divenir strumento desiderato, dal tocco tuo strimpellato.
Voglie mutabili come alberi di primavera, robusti tronchi pronti sostegni delle nostre vite, aggrovigliate tra rami e spini. Alziamo gli occhi al cielo nell'unicità delle nostre anime rivelate, eccole sbocciate, nel trionfo dell'amore.
Ve lo dico
in versi sciolti e liberi,
da persona cosmica (ottenebrata),
che non si passa da un mondo all’altro
senza chiudersi in un cerchio perfetto.
Senza che arrivino le marionette
a bere la vodka degli altri
e a ribollire
con loro
nel
calderone.
Bisogna saper
martoriare i metalli
per non essere divorati,
e saper sradicare la brama
dalle illusioni della mente
se non si vuole soltanto
crogiolare nella fama
di qualcun altro.
Ho un numero
incalcolabile
di desideri terreni
che si aggrappano
disperatamente
al mio ultimo
respiro.
Ma
gli
darò
la vita,
prima del
gesto fatale.
Il piacere d'essere matti
è cosa breve, il resto poi è prigionia.
dovrei scrivere
ma poi sono la stessa
con le stesse parole con le spine
e le rose marcite in un respiro
che fatica a salire
senza paesaggi
suggerimenti maschere sorrisi
e trasformismi, sono reale
non cambio specie o nome
seduta sulla spiaggia
banalmente piove
e già mi sembra tanto
questo mare
che non so se ha più plastica
o poeti
banalmente il vento
è un brivido che veste e
tocca l’ora
io guardo le mie spalle
e vedo il niente
Ad avanzar allegria un
musico di stormi in cielo
concerto autunnale.
Foglie al vento a fluttuar lievi,
posar inermi sul selciato, ed
allegri stridolii ad invader lo spazio e
una tortorella su rami spogli canta.
Ambrati colori e paesaggi ad
osannar l'autunno
stagione ad inondar fluide immagini.
Oh Ottobre d'amor seguirti ed inseguirti e
ceste d'uva a riempir le tine,
campi di zucche da gustare e
succose mele nelle ceste.
Rosolio tempo che ogni anno
m'invitavi a viver il breve tempo e di
ogni minuto farne ore,
pensier fra vento e pioggia il cuore t'ascolta.
Autunno t'aspetto quest'anno
per viverti come ogni anno...
la via è lastricata di gobbe
e il fango già si fa largo.
L’aria ancora non è fredda
ma copro le spalle per cercare
quel tepore che mi fa sentire meglio.
Verso l’inverno
ordino e raccolgo i miei anni
per mantenerli più al sicuro.
Forse sarà la paura del buio
che prima davvero non conoscevo
ingenuo come sono sempre stato.
Verso l’inverno
proteggo il cuore dalle tempeste
e intanto bevo questi ultimi raggi di sole.
autunno in cartolina
lungo filo di panni
sull’orto sospesa
dai monti fino al piano
e laggiù sul mare illustrata
d’un tramonto che rosso brilla
con lo scialle di campagne in tinta
a coprire un brivido
sul primo freddo di sera
è stagione più bella
nei colori di campi
in semina per la vita
sono qui alla finestra
in cerca della prima stella
che sul comodino rimane
la notte tremula
così mi capisce
ascoltando del tuo bacio in fronte
un sussurro d’aria
a muover tende sul corridoio
il tempo come rapisce
Le luci vacillavano nel loro perdersi
ai confini del cielo
le tue acque continuavano ad agitarsi
d’oscuri sogni
spinte dal vento
contro le mie amate rocce
la spuma ribolliva frustata dalla marea
in un moto perpetuo di imperituro
succedere di cicli vitali, sensi ed emozioni
che non davano tregua, non conoscevano la quiete
di una calma piatta
era difficile navigare sulla tua corrente
così mutevole così suadente al calore del sole
terribile all’addensarsi delle nuvole
per questo mi son tramutato in roccia
di scogliera
starò lì fermo immerso nel tuo tepore
attenderò i tuoi umori con la pazienza
di chi non giudica sempre veglierò sull’eterno
movimento delle tue maree
mentre la luce della luna continuerà
a battere sulle mie rocce
la mia pietra starà sempre dove potrà
essere bagnata dal tuo mare
potrai sempre appoggiarti a me
finché la notte succederà al giorno.
negli occhi bui
del soave destino.
Al margine di papaveri rossi
crescono spontanei
fra i sassi.
La bellezza relativa
quando nel mondo
circonda il male.
La libertà di ascoltare il coraggio
la ragione.
La strada più semplice da seguire
non smettere mai di splendere
dei sorrisi,
credi in se stessi
ed il silenzio
diventerà amore,
spianerà le linee
di esseri speciali.
Spirito di misura
rispetto
e complicità di riflessione.
Quando non si trova
la luce in se stessi
limitarsi a vedere
la distanza
che impedisce
di vedere uno sguardo
al risveglio
quando arriva il sole
dalla finestra dei sogni
e i pensieri volano.
È l'inverno della mia anima
Una tormenta mai placata
È il villaggio fra le montagne
Rifugio dal buon riposo
È il calore evaso dalla casa
Accolto il viandante
È l'odore dei miscugli sicuri
Brace morente nel giaciglio
È luce della luna
In ombra freddi specchi
È il vento non invitato
bussa alla porta
È l'inverno della mia anima
Sogno di un fuoco sopito
È inverno sulle cime
Vette mai raggiunte
Cammino confusa in queste strade conosciute
la pioggia insistente accompagna i miei pensieri
i passi giocano con l’asfalto bagnato
e i ricordi non lasciano la presa
ballano trasparenti
una danza stringente
che afferra la mia anima
e mi riporta a quella
luce segreta
del mattino
che coraggiosa
inondava la mia vita
parlandomi di te.









