Vedo i tuoi occhi
scrutarmi l'anima
e in essi mi perdo.
E sento una musica
sfiorare il mio cuore
ravvivando ricordi
d'un passato lontano.
Una fiamma mai spenta
danza ancora con me
conducendomi a rapidi passi
alla soglia del tramonto
a contemplare l'attesa
dei giorni a venire
fino a che il tempo senza bussare
mi imporrà di dormire
per farmi entrare
in quel mondo a te vicino,
Sarà solo là
che il mio pensiero si poserà.
l'equilibrio della mente portando la tristezza in fondo ai cuori.
S'adagiano al ricordo un po' ingiallito di un alito di vento impazzito e pare ora spoglio e senza tempo, l'albero, in autunno è un po' scontento. Peccato invece non s'accorga di quanto è fortunato, alzando i rami al cielo e al firmamento, con tanto d'uccelletti migratori che solo per un attimo fan sosta e prima di ripartire tutti in coro, ringraziano cortesi l'ospitalità con cinguettìo sonoro.
È tangibile
si tocca con mano,
il consiglio
che un tempo
mi dicevi,
quando piano
chiudevi la finestra,
per lasciare
tutto il mondo fuori.
Solo noi,
restavamo stretti, stretti,
mente in sottofondo
i rumori del giorno.
Lasciati andare
ripetevi piano,
lasciati andare
butta via i pensiei,
solo noi e
un flebile respiro.
I ricordi,
i viaggi da noi
narrati e
poi quelli
immaginati insieme.
Se mi tuffo sul letto
solitaria,
come in un film
le immagini
son piene.
guancia a guancia
ci siamo seduti
di fronte al mare
al confine d’un tramonto
oltre vele e gabbiani
quando un bacio
il primo
è saltato via tra le onde
mute le nostre labbra
così strette di voglia
e
stasera qui in spiaggia
a chiudere ombrelloni
e vacanze
manchi tu
con quel sorriso
gelato in mano
baffi alla crema
dio
come eri bella
se davanti ho il sorriso di un bambino,
allo stesso modo, se il mar m’è lì di fronte
non guardo quasi mai il cielo su di me.
Ma quel meriggio di settembre fui distratto
dal fragore di un tuono impertinente
che decretava cosa buona e giusta
rinunciare all'idea di andare a pesca.
Ricordo astruse forme di nuvole obese
abbassarsi sempre più e mostrare il ghigno.
Non ebbi paura neanche d’un vanesio lampo
che vidi contorcersi fino al confine del tempo.
Così, dalla mia duna preferita
scesi giù con calma verso la battigia
dove le onde, in sincronia perfetta,
muoiono di bellezza e nella bellezza rinascono.
Fresche, or mi lambivano or mi toccavano
i piedi offerti come pegno della mia fedeltà.
Non so per quanto tempo feci sosta
su quella striscia d’imperdibili miracoli.
A sera mi fu detto di un forte temporale
con acqua a catinelle e a fare danni.
Non era stata la mia acqua…
Li hai sentiti,
quel giorno
hanno respirato acqua
e poi di seguito senza pace
bocconi a pieni polmoni.
Tu in un altro posto, poi, trovavi aria,
ma loro?
Andavano giù, sapevi cosa li spingesse
e che non bastano due mani
per tirarli via da lì,
neanche cento.
È dolore senza fondo, abisso.
Certo parleranno ad un certo punto,
potremmo forse anche vederli
camminare per strada come nulla fosse,
ma come potranno mai farsi capire?
Parole liquide, anche le urla più strazianti sott’acqua non fanno rumore,
bolle forse, aria, non siamo che quello,
un po’ di vento, poi passiamo.
E poi
cosa potranno mai sentire?
Ci sarà sempre un brusio in sottofondo
un dolore sordo che appannerà anche la vista se decideranno,
e quando, di aprire gli occhi.
Per sempre saranno ovattate le voci,
tutto sarà un’eco dentro un’eco,
per sempre.
Da certe cose non si torna su.
Il silenzio s’indora d’ocra
in un tramonto di pace che accheta.
Saranno tappeti di piogge mogie
sulle ore di questo autunno
che già si stende, ma quest’aria
sa ancora di mare, anche se tace.
Solo la mente mugola, gorgoglia
si abbevera alla fonte dei ricordi.
Piedini tuffati sull’oro dei chicchi
vocine stridule a riempire
spazi tra i filari.
Giorni agghindati di favola, magia
nei colori d’arancio e d’ambra.
Tempo di vendemmia,
ancora il settembre dorato
e l’eco nella sera,
lo scricchiolio di foglie
e ricordi un po’ ingialliti, nell’anima….
Se potessi cancellerei le giornate di pioggia
e tornerei indietro a quel primo giorno…
Se potessi camminerei per ore e guarderei
la schiuma del mare posarsi dolcemente sulla sabbia
dormirei per giorni e notti sognando l’impossibile.
Se potessi prenderei le tue mani per non lasciarle più
guarderei i tuoi occhi per annegare fino in fondo…
Se potessi, bacerei la tua fronte
per tornare indietro nel tempo
e vederti bambino…
ti racconterei miei sogni segreti
che spariscono per sempre
in questa fredda giornata
di sole invernale.
l’immagine
della Tua anima
in un riflesso
di raggio di sole antico
quella luce
parlava con un colore
di vetusti idiomi.
Mi ha riportato così
in uno spazio della mente
che avevo scordato.
Forse il Mio giorno
necessita
di una rivisitazione consapevole.
il verde il giallo il rosso
una bandiera, poi sfrigolava l’aglio
e l’ombra
tra i tacchi le stelline
di latta, un vezzo sulla cinta
qualche volta
non arrivavo al volto
non piangevo
ma tu dov'eri dalle tre alle quattro?
già lo sapevi
quanto può essere alto
un muro dentro il cielo?
intravedo dinanzi
sorgere l'aurora.
Non posso sentire la catena
che mi lega alle tue tracce
perse... lontano.
Una salita,
mi porgi le tue mani...
lasciati andare.
Ci sono spiriti
sopra e dietro di te,
visi diventati neri,
occhi che bruciano
splendenti alla luce.
Balliamo,
sotto questo cielo...
le tue braccia avvolgermi,
il tuo corpo mischiarsi al mio.
Balliamo fino alla fine...
Emergerà dall'oscurità
il nostro cielo di gloria
il nostro cielo di memoria.
Se fossi vento sfiorerei le
labbra al mondo, ponendovi parole buone.
Se fossi cielo avrei volato sul
deltaplano a salutar ogni vivente.
Se fossi mare, vi adagerei sull'onda
ad attraversar i mari del mondo.
Se fossi terra, seminerei i campi
di orchidee e magnolie per
profumar l'aria.
Se fossi “Eolo” soffierei
sulle corolle dei fiori e
di petali tappezzerei le strade.
Se fossi il cuore del mondo
ogni mattino vi donerei il bacio del buongiorno!
Se fossi amor ad estensione inimmaginabile
e non un sogno a svanir al risveglio
avrei dato pace al vento,
al cielo, al mare e avrei creato
barriere difensive per
scongiurar ogni pericolo.
Se fossi stata seme di pace e
di misericordia
avrei fatto nascer l'amor mondiale,
seme ad attecchir per cielo, terra e mare.












