Novembre partorisce Aprile. Tra le gambe
s’intravvede la placenta d’ elio fuso.
Alla spremitura parteciparono in massa
E anche quella volta ci rimise il mosto.
Piazza Venezia, la sorpresa dell’assenza.
Dalle astronavi piovve stramonio.
Filini annuncia Amarcord. Resuscitando
in una sciarpa. Giulietta si sporge dal cappello.
Hai visto Goya passeggiare
A piazzale Loreto?
L’odore di focaccia non risente delle epidemie
una pizza per Fellini alla Fontana Mangia e Bevi.
Le twin towers rimesse in piedi
Scriminatura a fulmine e ira di vetrate.
Saliscendi alle 14 punto zero
Liane e corrimani fino all’anno mille.
Avrei voluto un’altra epoca, dice
Ma il cielo propina topi alle code in pizzeria.
La stagione è prossima all’ inverno
su Plutone si declama Faust. Regia di Salce.
E tra le barche le buone digestioni
Inseguono alici.
Padelle sui campanili annunciano
Che bisognava rinascere melanzana.
Rimbalzi fino ai sessanta di una pietra focaia.
Russano sartie tra un cefalo e l’Uomo d’Altamura.
Il porto conserva la regola di fissaggio
dei cormorani all’ indice di regressione.
Iene ridens su picche dopo il vespro
Stagioni in bilico come stambecchi.
Ex santoni tibetani senza dita nel naso
né altro da aggiungere alla vita d’aglio.
Arrivano in un nero che nemmeno si riconoscono
Pinguini con un gladio tra le labbra.
E poi c’è da fare il conto dei piani di grafite
su Therese. In Nulla il rebus.
Rinascere Yersinia, rinnovare il Partenone
o l’intestino di Milano, per entanglement
ovvio.
s’intravvede la placenta d’ elio fuso.
Alla spremitura parteciparono in massa
E anche quella volta ci rimise il mosto.
Piazza Venezia, la sorpresa dell’assenza.
Dalle astronavi piovve stramonio.
Filini annuncia Amarcord. Resuscitando
in una sciarpa. Giulietta si sporge dal cappello.
Hai visto Goya passeggiare
A piazzale Loreto?
L’odore di focaccia non risente delle epidemie
una pizza per Fellini alla Fontana Mangia e Bevi.
Le twin towers rimesse in piedi
Scriminatura a fulmine e ira di vetrate.
Saliscendi alle 14 punto zero
Liane e corrimani fino all’anno mille.
Avrei voluto un’altra epoca, dice
Ma il cielo propina topi alle code in pizzeria.
La stagione è prossima all’ inverno
su Plutone si declama Faust. Regia di Salce.
E tra le barche le buone digestioni
Inseguono alici.
Padelle sui campanili annunciano
Che bisognava rinascere melanzana.
Rimbalzi fino ai sessanta di una pietra focaia.
Russano sartie tra un cefalo e l’Uomo d’Altamura.
Il porto conserva la regola di fissaggio
dei cormorani all’ indice di regressione.
Iene ridens su picche dopo il vespro
Stagioni in bilico come stambecchi.
Ex santoni tibetani senza dita nel naso
né altro da aggiungere alla vita d’aglio.
Arrivano in un nero che nemmeno si riconoscono
Pinguini con un gladio tra le labbra.
E poi c’è da fare il conto dei piani di grafite
su Therese. In Nulla il rebus.
Rinascere Yersinia, rinnovare il Partenone
o l’intestino di Milano, per entanglement
ovvio.

Commenti
Un incipit fantastico: la rinascita dell'incubo in questo 2020,una ferita aperta.
Sembrerebbe una poesia disorganica,framment ata,dai pensieri intermittenti, invece è proprio quell'entanglement a intrecciare,a far da collante fra le epoche, i ricorsi storici, a denunciare l'attualità e i suoi paradossi.
Filini e Amarcord:)
Una poesia stratosferica, davvero un privilegio per me leggere testi come i tuoi.
Ciao