nelle acque grigio piombo
scuro riflesso di
un'anima catrame
spugna ormai intrisa
degli infiniti mali
tra i cocci sparsi
di un vaso di Pandora
È una malerba che ci
infesta il mondo
viscida serpe che
avvelena menti
dove anime stinte
ormai prive di speranze
aspettan rassegnate
una nuova apocalisse

Ti prego, no! Non mi cercare!
Se hai un briciolo di pietà,
di compassione,
non riaprire la ferita che ho nel cuore
ho sofferto troppo per amore
questa volta potrei . . . anche morire!
E' stata dura andare avanti
fingere di vivere . . .
dimenticare,
mi è sembrato quasi d'impazzire
non poterti più abbracciare
sentire il tuo profumo
il tuo sapore.
Un incubo tremendo, senza fine
una follia, una pena immane.
Come potevo farti del male
negarti la vita che volevi
impedirti ancora di volare
io che ti volevo tanto bene
così . . . ti ho lasciata andare
tarpando con forza le mie ali.
Mi sono accontentato di strisciare
di vivere in penombra, senza rumore
con la morte chiusa dentro al cuore.
Ho affidato al tempo il mio dolore
gli ho chiesto di non farmi più soffrire
di lenire presto le mie pene
ma le preghiere sono state vane
fissa nella mente sei rimasta
insieme alla speranza di un domani.
Ho passato insonne molte notti
per evitare sempre di sognarti
ma pure quando stavo ad occhi aperti
splendida nell'ombra mi apparivi
e la mente ancora mi turbavi.
Non so se ti vedevo o ti sognavo
confondevo i sogni coi ricordi
a volte dubitavo che esistevi
quasi fossi solo un'illusione.
Ora che ho trovato la mia pace
che so per certo che non sei più mia
e non sei stata neanche un'utopia
voglio pensare che sei morta allora
quando ti amavo e tu . . . mi amavi ancora
Per questo oggi ti prego:
No! Non mi cercare!
Questa volta potrei . . . anche morire!
Sei donna
non per lo spacco che fende le gambe
rinforzato a non avere sorprese
o per il tacco
che come poesia
calpesta gli occhi e tormenta
la testa e il cuore.
Sei donna
non perché hai un sapore floreale in bocca
pari ad un vinello corposo
rubino intenso
o per l’amore
che fondendosi alle labbra
ubriaca i sensi e svela
l’euforia e l’ardore .
Di mescolanza
ogni sorriso che riempie il petto
ogni lacrima che scivola sul cuscino
il buio che dissipa gli occhi
le sfumature morbide dei seni.
D’antan l’armonia
i sentimenti,
la saggezza ,
la perseveranza
nell’equilibrio silenzioso nutrito di fragilità
sei eterna e infinita
e a centinaia di stelle
doni la vita .
L’estate ancora viveva tra la gente
mentre io ero lì,
nascosta nel buio della notte,
mescolando lacrime e pioggia.
Tormenta di vento mi trasportava
in balia di un gelido dolore
nuda all’ombra della luna,
sola, catturata dall’oblio del sole.
Nuvole offuscavano i miei pensieri
viso tra le mani fece tremar le stelle
soffocando invano urla impetuose.
Brividi ghiaccianti lungo la schiena
riscaldati d’un tratto da una voce
sopraggiunta da lontano
ad abbracciare l’angoscia mia.
Quell’autunno giunto in anticipo
si dilaniò in armoniose sillabe
note vibranti che riaccesero
brillante luna nel suo manto nero.
Nell'aria tersa e pulita qualche nuvoletta vagabonda si diverte ad oscurare per un attimo un caldo raggio di sole
nei giardini si odono richiami di uccelli ed il viale alberato e' ancora verde
L' estate vive il suo momento più bello prima di cedere il passo all'autunno
donandoci respiri meno affannosi e cieli più limpidi
Le vigne traboccano di dolci frutti pronti per essere assaporati
e le campagne maturano gli ultimi raccolti estivi
riposando un poco prima della semina autunnale
Il blu del mare sembra velluto
che accarezza con fresca delicatezza piedi nudi di anime solitarie
a lavar via tutta la stanchezza di una estate difficile e faticosa
Benvenuto settembre che raccoglierai la malinconia
di tutti gli amori sbocciati su una spiaggia al chiaro di luna
fermo sulla soglia di una nuova stagione
e di nuove avventure
in una giostra di pensieri
incollo sopra fili di
sottili ragnatele
che un vento di levante
insolente ed impetuoso
disperde senza garbo
in un mare di catrame
Disco argenteo in notte scura
manda schegge iridescenti
e l'aria scossa da un airone
ci regala ore in bianco
di tempeste e di passioni
che poi l'alba spegnerà
ammaliante tra mistero e voluttà
sbocci in ogni dove
purché si semini amore.
Labbra carnose
schiudi al delicato tatto
corpo sinuoso penetri
con radici di pelle ambrata.
Sfavillante nelle tue sfumature
folgori chiunque ti viene incontro
conduci su nuvole fluttuanti
verso chiostro di sentimento puro.
coi suoi occhi limpidi
la mia pelle dolce miele,
per poi soffermarsi
col suo sguardo languido
sulle mie mani mentre
vanno in cerca delle sue,
così forti e rassicuranti,
un ricercare quasi disperato
per dissetare la mia anima
da quel vuoto
che mi riempie il cuore,
quando non sono di fronte a lui!
Amava sorridermi,
poiché era consapevole
di essere primavera esplosa
nei miei giorni plumbei.
Primavera dalla pura
essenza d'amore,
che solo lui sapeva esercitare
solo quando l'eternità
dei suoi battiti d'emozione
sapevano cingermi le mani,
per attirarmi a sé fermando
il tempo in quel silenzio
che parlava al cielo
di un amore etereo
quanto tenero,
che solo il vero amore
poteva provocare,
intrecciando i nostri destini
sigillandoli con la carezza potente delll'universo intero
nello scrigno del tempo,
affinché possa vivere
per sempre
il fiore di questo vero amore.
bambini lasciano d'emozione una scia,
la mano stringono alcuni papà,
sembran camminare con le loro metà.
Passa la maestra con fare normale,
questo per lei non è un giorno speciale,
entra senza aspettare la campana,
con l'inceder calmo di una befana.
Fuori si attende l'apertura dei cancelli,
una mamma alla figlia aggiusta i capelli,
qualcuno scatta qualche foto di rito,
nell'album dei ricordi il momento e' gia' scolpito.
Scalpitano sull'uscio tutti gli alunni,
fra un po' ci sarà la carica degli Unni,
l' anno scolastico è appena iniziato,
caro angelo a Dio ti ho raccomandato.










