Napoli festeggiava i tuoi 80 anni
ora piange la tua partenza
verso le nuvole.
Ma rimani comunque vivo
per noi ragazzi, di ieri e di oggi,
in cui hai letto passione
per libri non solo scolastici.
Romanzi, poesie, favole
tutti erano amici d'avventura
maestri di virtù
esempi di fantasia.
Dall'unico KO del ring
hai ricevuto vittoria maggiore
hai perso una cintura
per vincere la paura.
Indipendente
spavaldo
coraggioso
questo eri tu.
Hai dato voce
a parole straniere
che l'Italia non conosceva
rendendolo vive, vere.
Un terno a lotto preso
con l'audacia nel pubblicare
chi non si faceva ascoltare
oltre casa, oltremare.
"A ragazzi non va data solo cultura
ma anche e soprattutto sogni"
parole tue che risuonavano
in tutta l'editoria italiana.
Beh, di sogni ce ne hai regalati
e ancora ce ne darai
stavolta li affiderai a nuvole bianche
fogli volanti che giungeranno a noi.
Il sogno tuo di regalare montagna di libri
a chi desiderava viverli vaga irrealizzabile
ma Napoli l'hai resa capitale dell'editoria
questa è vita, questa storia ... la tua!
Folli passarono secoli
e senza memoria.
Non vi fu luogo al restare.
È solo l'eterno deserto.
Qui l'Assenza
- immensa, accecante ombra -
muoveva e ancor muove
gli affanni,
gli aneliti.
È questa fiamma mai vista
il Dio precluso
che accende ogni cosa
e consuma
e ravviva.
Così,
anelante un passato mai stato,
ora futuro sognato,
stremata d'andare
eppur andando,
dura e resiste amando,
l'anima nostra irredenta
all'oblio.
e ti distruggi
e ti ritrovi
sempre più
in mille cocci
da rimettere insieme
e ogni volta
è sempre più dura
più difficile,
mentre il tuo viso
è segnato, segato,
da fiumi salati
che sgorgando
infiammano
gli occhi tuoi…
mentre la mente
è un vulcano colmo
di parole sentite, lette,
domande senza risposte,
che rimbombano come
lapilli incandescenti
pronti all’eruzione
di un interminabile dolore
che ti strozza il cuore.
Con la testa tra le mani
implori questo dolore
di cessare,
di darti pace,
ma l’anima
non dimentica
ed è incapace
nel cancellare
il ricordo
della vissuta felicità.

Rivederti,
sognarti e amarti,
ripercorrere gli stessi passi
con immenso amore,
con tanta nostalgia
con tanta emozione
con immensa tristezza.
Quanto tempo sprecato!
avremmo potuto essere felici,
il destino
non ha voluto,
avremmo potuto...
se solo ci avresti pensato.
Il destino si è messo di mezzo,
chiamamolo destino,
per te dolce,
per me amare delusioni.
Poi mi hai pensata
la tua piccolina
era sempre nella tua mente,
mi hai cercata, trovata,
ma son passati gli anni,
per me non è cambiato niente .
Rivederti è stato bello,
amarti è stato più che naturale,
desiderarti e averti
è stato un sogno mai realizzato.
Il nodo del destino si scioglie
si rompe, si fa a pezzi.
Il tempo è ormai passato ma io son sempre qui,
il mio amore è sempre immenso,
non ricompongo il nodo,
lo brucio, e la cenere la disperdo nel vento.
Il tempo si è fermato
Noi due siamo sempre giovani
ci teniamo per mano
e ci incamminiamo in quella strada
che si chiama eternità, felicità
amore.
le mie più care amiche
nell'odor di caffè
ansiose di cingermi l'anima
come ogni giorno
come ogni anno
fino a perdersi nel tempo
Il loro abbraccio soffocante e mortale
si insinua nel mio letto
alle prime luci dell'alba
al primo aprir di palpebre
fino a farmi sussultare
e provare un gelido brivido
che mi scuote le membra
E più le temo e più mi cercano
mi inseguono
percepiscono la mia debolezza
la mia sofferenza
ad una guerra che ormai
non ho più armi per combattere
Così rassegnata mi abbandono
al destino che mi aspetta
ed ogni sera al tramonto
apparecchio la tavola per l'indomani
Un buon caffè con le mie amiche
Solitudine Paura Tristezza
ricreare il letto come la sera precedente,
fosse per me non lo farei,
se torna come ora perché mai dovrei?
Sin da bambino è un' azione ripetuta,
più dagli altri che da me voluta,
sta di fatto che la faccio ancora,
nonostante nessuno controlli più la mia dimora.
Non so cosa scatti nella mia mente,
quando vedo le lenzuola avvolte malamente,
eppure al mio talamo mi avvicino,
e tutto ripristino pian pianino.
Poi mi sovvengon altri insegnamenti,
che nella mente si affollano prepotenti,
allora capisco il perché di ciò che faccio,
rimbocco l' ultimo lembo e poi mi taccio.
nelle acque grigio piombo
scuro riflesso di
un'anima catrame
spugna ormai intrisa
degli infiniti mali
tra i cocci sparsi
di un vaso di Pandora
È una malerba che ci
infesta il mondo
viscida serpe che
avvelena menti
dove anime stinte
ormai prive di speranze
aspettan rassegnate
una nuova apocalisse

Ti prego, no! Non mi cercare!
Se hai un briciolo di pietà,
di compassione,
non riaprire la ferita che ho nel cuore
ho sofferto troppo per amore
questa volta potrei . . . anche morire!
E' stata dura andare avanti
fingere di vivere . . .
dimenticare,
mi è sembrato quasi d'impazzire
non poterti più abbracciare
sentire il tuo profumo
il tuo sapore.
Un incubo tremendo, senza fine
una follia, una pena immane.
Come potevo farti del male
negarti la vita che volevi
impedirti ancora di volare
io che ti volevo tanto bene
così . . . ti ho lasciata andare
tarpando con forza le mie ali.
Mi sono accontentato di strisciare
di vivere in penombra, senza rumore
con la morte chiusa dentro al cuore.
Ho affidato al tempo il mio dolore
gli ho chiesto di non farmi più soffrire
di lenire presto le mie pene
ma le preghiere sono state vane
fissa nella mente sei rimasta
insieme alla speranza di un domani.
Ho passato insonne molte notti
per evitare sempre di sognarti
ma pure quando stavo ad occhi aperti
splendida nell'ombra mi apparivi
e la mente ancora mi turbavi.
Non so se ti vedevo o ti sognavo
confondevo i sogni coi ricordi
a volte dubitavo che esistevi
quasi fossi solo un'illusione.
Ora che ho trovato la mia pace
che so per certo che non sei più mia
e non sei stata neanche un'utopia
voglio pensare che sei morta allora
quando ti amavo e tu . . . mi amavi ancora
Per questo oggi ti prego:
No! Non mi cercare!
Questa volta potrei . . . anche morire!
Sei donna
non per lo spacco che fende le gambe
rinforzato a non avere sorprese
o per il tacco
che come poesia
calpesta gli occhi e tormenta
la testa e il cuore.
Sei donna
non perché hai un sapore floreale in bocca
pari ad un vinello corposo
rubino intenso
o per l’amore
che fondendosi alle labbra
ubriaca i sensi e svela
l’euforia e l’ardore .
Di mescolanza
ogni sorriso che riempie il petto
ogni lacrima che scivola sul cuscino
il buio che dissipa gli occhi
le sfumature morbide dei seni.
D’antan l’armonia
i sentimenti,
la saggezza ,
la perseveranza
nell’equilibrio silenzioso nutrito di fragilità
sei eterna e infinita
e a centinaia di stelle
doni la vita .
L’estate ancora viveva tra la gente
mentre io ero lì,
nascosta nel buio della notte,
mescolando lacrime e pioggia.
Tormenta di vento mi trasportava
in balia di un gelido dolore
nuda all’ombra della luna,
sola, catturata dall’oblio del sole.
Nuvole offuscavano i miei pensieri
viso tra le mani fece tremar le stelle
soffocando invano urla impetuose.
Brividi ghiaccianti lungo la schiena
riscaldati d’un tratto da una voce
sopraggiunta da lontano
ad abbracciare l’angoscia mia.
Quell’autunno giunto in anticipo
si dilaniò in armoniose sillabe
note vibranti che riaccesero
brillante luna nel suo manto nero.
Nell'aria tersa e pulita qualche nuvoletta vagabonda si diverte ad oscurare per un attimo un caldo raggio di sole
nei giardini si odono richiami di uccelli ed il viale alberato e' ancora verde
L' estate vive il suo momento più bello prima di cedere il passo all'autunno
donandoci respiri meno affannosi e cieli più limpidi
Le vigne traboccano di dolci frutti pronti per essere assaporati
e le campagne maturano gli ultimi raccolti estivi
riposando un poco prima della semina autunnale
Il blu del mare sembra velluto
che accarezza con fresca delicatezza piedi nudi di anime solitarie
a lavar via tutta la stanchezza di una estate difficile e faticosa
Benvenuto settembre che raccoglierai la malinconia
di tutti gli amori sbocciati su una spiaggia al chiaro di luna
fermo sulla soglia di una nuova stagione
e di nuove avventure
in una giostra di pensieri
incollo sopra fili di
sottili ragnatele
che un vento di levante
insolente ed impetuoso
disperde senza garbo
in un mare di catrame
Disco argenteo in notte scura
manda schegge iridescenti
e l'aria scossa da un airone
ci regala ore in bianco
di tempeste e di passioni
che poi l'alba spegnerà








