Per mille e mille miglia t'aspettai
divisi da scie bianche fuggite all'Ade
Credevo saresti morto d'immortalità
di verso nato storpio
non di morte mortale.
Il tuo drappo d'arresa sventolava all'aria
nel mirar attoniti sguardi di terra
ed eri tu e sei ancora
dalle vesti sgargianti d'uomo
opale a inghirlandar silenzi
rosa del tempo di rose in stagione di mesti deliri
ove nascono virgole a trattener, di te, le gote

Commenti
Rimango sempre affascinata dal tuo stile, per me: poesia superiore.
Un caro saluto da Ibla.