Vicino alla dimora del serpente
c'erano alcuni massi mossi dal tremore
intorno fuoco primigenio e due o tre persone
che intagliavano le pietre di felce con dolore.

Le difficili lame scheggiate al ferro
sono lacerate ed i figli guardano
quegli antenati lavorare la dura pietra
ed erano in tanti insieme che lavoravano.

Si trattava di selvaggi era l'età della pietra
il tempo della sera si dilungava per ore
ed ore che raccontavano favole

ed erano persone operose intense nel lavoro
come quello dello scrittore che con selce
scolpisce dolci parole che nel tempo assaporo.
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Profilo Autore: Fone  

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La si vende dal fruttivendolo,
ma piace pure al pescivendolo,
con l'agnello la puoi cucinare,
a qualche maiale può interessare.

Assai apprezzata è quella novella,
ma ognuna a suo modo è sempre bella,
classificata come un tubero commestibile,
il suo potere a volte è incredibile.

Ci si può fare anche gli gnocchi,
desiderata fa perder diottrie agli occhi,
la si utilizza molto spesso in cucina,
ma se la porta in giro anche la regina.

Il palato essa si sa che vizia,
è una vera e propria delizia,
diventa purè a contatto con il dente,
è risaputo che piaccia anche al presidente.

Appare quindi ormai evidente,
che la patata sia assai polivalente,
ad ogni modo evviva chi l'ha inventata,
al forno, fritta, lessa e bagnata.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Vorrei ancora la speranza,

di riprovar le stesse emozioni,

di quando tutto l’amore del mondo

era completamente a mia disposizione,

la rara maestria del tuo cielo,

lì si viveva alla perfezione,

ripoggiarmi sulle tue labbra

dove ho conosciuto una felicità

 mai provata prima!!

Strano e dolcissimo momento quando posai,

 la mia mano sulla tua,

tu somigliavi tutta all’estate,

mentre io ero l’inverno

tu la sicurezza nel passeggiarti al fianco,

inspiegabilmente mi concedevi,

una vita diversa, un parco spazioso

di complicità costringendomi ad adeguarmi

ai tuoi ritmi, stupende condizioni,

ma così abissalmente lontane!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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L’alba affina 

silenziosa il cielo 

- vuoto di sole 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Penso che al tempo del nostro amore
c'era lo stesso azzurro di queste ore
che lente scorrono nella tua assenza.

Se i tuoi occhi si posassero su questi giorni
rilucerebbero di sgomento e dolore
in una società cupa, ostaggio di trafficanti.

Di valori, affetti e giudicanti
che tessono fili e trame ordite
dentro toghe oscure e ardite.

Si potesse purificare questo mondo
viverlo senza bende d'oscuramento
faremmo tutti un plauso di gradimento.

Non hai perso niente di bello da ricordare
anche il frumento sarà distrutto dalle locuste.
in questo strano tempo, tutto da dimenticare.

Mentre l'uomo blindato infligge pene ingiuste
distruggendo e umiliando i suoi simili ben bene
la natura si ribella e tutto ricompone senza fruste.
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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Sarà come svegliarci su un tappeto di fiori
quando finirà, quando vedremo la luce sugli occhi
accendere un sorriso con nuove sensazioni
uscendo per respirare, il profumo di libertà
Alzarsi al mattino che ci toglierà il respiro
Lo vedremo bellissimo, come un fiore divino
insieme tutti a tavola a gustare
il pane caldo il vero sapore della vita
mentre penseremo a chi non c'è più
ma come se ci fosse veramente
Le campane sentiremo suonare
svegliandoci da un sogno terribile
ce lo ricorderanno i segni che vedremo
sull'asfalto appena usciremo dalla tenebra
del male. Vestiti segnati e volti consumati
si guarderanno stupiti, per essersi salvati
di avercela fatta, nonostante tutto
Dimenticheremo sotterranei scavati dalla prudenza
ci appelleremo al sole, dicendogli
scaldaci, facendoci sognare
facendoci ricominciare, baciando, ferite profonde
medicandole, con il respiro del cuore
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Profilo Autore: poesie profonde  

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L’amore è di chi guarda al futuro,

 con la felicità di chi ha una donna sulle spalle,

è dei massimi intenditori

anche nelle stagioni più limpide

quando il finale è sempre imprevedibile

ma gli occhi dominano

 l’immenso desiderio di arrestar sulle labbra!!

 Spazi preferiti dagli impetuosi amori,

 si esaltano allo straordinario privilegio,

consumare quell’utile innocenza,

che ascolta benevola, che illumina,

e svela sapienti segreti

in semplici intrighi segreti

riconosciuti desideri dell’intelligenza

facili e meravigliosamente spontanei!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Ancora bombe, 
sangue, 
paura. 
Ma non
dimentichiamo
anche gli altri 
che stanno soffrendo, 
come i profughi
scappati da altri
stati... 
Siamo solidali per 
tutti, 
Amore non ha confini. 
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Non siamo in quei posti

della città, dove si buttano lattine su lattine
e contro il muro un poeta avrà urinato sperando di
non vedere scarafaggi - eppure il sentore
è di esserci,
in quel punto.
A cinquanta o cento metri un fioraio
sta per chiudere per sempre, ma ha ancora
freschi garofani bianchi
e bianchi con lontananze viola,
e risponde ai pioppi con la stessa gentilezza un po' stanca
della sua sedia di paglia.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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C'è un posto in cui vado ogni tanto,
e di questo sai me ne vanto,
a sud esposta ha una strana atmosfera,
baciata dal sole da mattina a sera.

Da lontano miro il tetto vicino un cipresso,
e una grigia croce svettar su di esso,
mi avvicino sempre a passo lento,
in questo luogo l'animo sento spento.

La sua facciata poco colorita,
mi attira ad essa come calamita,
al centro vi leggo il cognome che uso,
qui il citofono sembra esser in disuso.

Apro piano la vecchia porta ferrosa,
come a non voler disturbar chi vi riposa,
dentro foto di persone non più presenti,
qualcuna ha anche i miei lineamenti.

Mi soffermo sempre qualche minutino,
tra le date cerco di interpretare il destino,
ma l'esercizio dura veramente poco,
la tristezza mi tira sempre un cattivo gioco.

Dentro essa va da sè che non c'è il pienone,
può ospitare almeno un'altra generazione,
i loculi più bassi han sicuro più risalto,
ed io andrò ahimè a finire molto in alto.

Allora ho preso una decisione attenta,
prima di morire andrò dal ferramenta,
una sicura scaletta dovrò portar via,
per chi vorrà baciare la mia fotografia.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Chiudi gli occhi. Guarda davvero.
Sentendo puoi vedere
tutti i colori che hai dimenticato.
Nel buio una sete assurda di luce
ti illumina. Piove.
Spruzzi ti tingono le palpebre.
Orge di rosso. Cascate di porpora.
Oceani grigi.macchie viola
lampi azzurri , veli d'oro fine
Chiudi gli occhi, rilassati nella nerezza
preludio di nevicate candide
sulle tue pupille
di mari di lapislazzuli
a bagnarti la pelle
di iridi zaffiro a fissarti dolcemente
Respira, bevi incorpora
tutti i colori che hai dimenticato

Assorbi gli arcobaleni caduti nei tuoi abissi.
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Profilo Autore: Sabyr  

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Basta rivederla e da una stretta al cuore,

 benedetta, la pace nel mondo

basta che arrivi e si ritorna ad essere tutti felici,

 felice manda fiori non ancora fioriti

per rallegrar la parte dell’umanità,

che odia ogni odiosa violenza, e insegna

a coglierne i frutti, con fede incrollabile

inseguiamo la perfezione del suo trionfo!!

È l’incanto, nello spazio, di misteriose esistenze

per la vita, insaziabile è la soluzione più comoda

se con minuziosa armonia

si affretta a farci indossare sicurezza,

perché tutti siamo adulti e rispettabili,

questa pace dobbiamo difendere,

l’ho richiesta per scoprirla insieme,

per risolvere i fenomeni che riteniamo errati!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Mamma, ho paura,

scrisse un soldato.

Non volevo uccidere,

era solo un'esercitazione

ed ora intorno a me

vedo solo sangue e distruzione.

Non sapevo, non volevo

e mi chiedo

cosa ci faccio qua

in mezzo alla polvere,

in mezzo alla morte,

il pianto dei bimbi

mi strazia il cuore.

Prega per me mamma

e che Dio ci perdoni.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Di questa guerra 

sento il freddo pungente sulle guance 

e  alle orecchie

il pianto dei bambini che hanno fame 

 a loro manca  l’orsacchiotto 

il letto caldo 

la luce buona della stanza  . 

Di questa guerra 

che non si arresta 

sento  il ferro che squarcia le finestre 

spacca in due i tetti e attraversa le pareti 

sento il fumo nero che li avvolge 

l’armamento che si spinge

la Z bianca che avanza. 

Di questa guerra 

a distanza 

sento  l’incredulità 

l’orrore che  agli occhi mi appare 

l’assedio che a grappoli esplode 

 e la sirena che da sette giorni 

sento risuonare . 

Di questa guerra ormai 

ne ho abbastanza 

sento il dissenso 

la rabbia 

l’impotenza 

 per la ferocia e la tirannia di un dittatore 

eppure è un uomo

un padre 

che sui suoi fratelli 

incombe e uccide 

senza remore e senza rancore .

Di questa guerra 

che ha diviso i cuori 

sento ancora viva l’arte di amare 

sento forte la preghiera

sento la mescolanza   nelle piazze 

e nei desideri della gente  

sento il mondo che vorrei 

unito e in pace .


~Continuiamo ad implorare .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Guerra alla guerra forza bambini qui tutti in fila siam soldatini
 pronti a combattere con i trenini,
bambole biglie e tanti giochini.
Guerra alla guerra,
forza bambini
 diamo un gran calcio a questa terra
 come se fosse un grande pallone
 e questi grandi facciamo cadere sul loro grande e grosso sedere.
Son più bambini di noi piccini,
battono i piedi e si fanno dispetti,
rubando i giorni del nostro futuro come se il mondo fosse il loro.
Guerra alla
guerra di questi grandi, perché
la smettano con questo gioco così cattivo 
dove c'è sangue che ci spaventa e che non capiamo .
Guerra alla guerra siamo bambini
e se vorrete saremo il domani, di giochi e di gioia
un domani di PACE.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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