c'erano alcuni massi mossi dal tremore
intorno fuoco primigenio e due o tre persone
che intagliavano le pietre di felce con dolore.
Le difficili lame scheggiate al ferro
sono lacerate ed i figli guardano
quegli antenati lavorare la dura pietra
ed erano in tanti insieme che lavoravano.
Si trattava di selvaggi era l'età della pietra
il tempo della sera si dilungava per ore
ed ore che raccontavano favole
ed erano persone operose intense nel lavoro
come quello dello scrittore che con selce
scolpisce dolci parole che nel tempo assaporo.
ma piace pure al pescivendolo,
con l'agnello la puoi cucinare,
a qualche maiale può interessare.
Assai apprezzata è quella novella,
ma ognuna a suo modo è sempre bella,
classificata come un tubero commestibile,
il suo potere a volte è incredibile.
Ci si può fare anche gli gnocchi,
desiderata fa perder diottrie agli occhi,
la si utilizza molto spesso in cucina,
ma se la porta in giro anche la regina.
Il palato essa si sa che vizia,
è una vera e propria delizia,
diventa purè a contatto con il dente,
è risaputo che piaccia anche al presidente.
Appare quindi ormai evidente,
che la patata sia assai polivalente,
ad ogni modo evviva chi l'ha inventata,
al forno, fritta, lessa e bagnata.
Vorrei ancora la speranza,
di riprovar le stesse emozioni,
di quando tutto l’amore del mondo
era completamente a mia disposizione,
la rara maestria del tuo cielo,
lì si viveva alla perfezione,
ripoggiarmi sulle tue labbra
dove ho conosciuto una felicità
mai provata prima!!
Strano e dolcissimo momento quando posai,
la mia mano sulla tua,
tu somigliavi tutta all’estate,
mentre io ero l’inverno
tu la sicurezza nel passeggiarti al fianco,
inspiegabilmente mi concedevi,
una vita diversa, un parco spazioso
di complicità costringendomi ad adeguarmi
ai tuoi ritmi, stupende condizioni,
ma così abissalmente lontane!!
c'era lo stesso azzurro di queste ore
che lente scorrono nella tua assenza.
Se i tuoi occhi si posassero su questi giorni
rilucerebbero di sgomento e dolore
in una società cupa, ostaggio di trafficanti.
Di valori, affetti e giudicanti
che tessono fili e trame ordite
dentro toghe oscure e ardite.
Si potesse purificare questo mondo
viverlo senza bende d'oscuramento
faremmo tutti un plauso di gradimento.
Non hai perso niente di bello da ricordare
anche il frumento sarà distrutto dalle locuste.
in questo strano tempo, tutto da dimenticare.
Mentre l'uomo blindato infligge pene ingiuste
distruggendo e umiliando i suoi simili ben bene
la natura si ribella e tutto ricompone senza fruste.
quando finirà, quando vedremo la luce sugli occhi
accendere un sorriso con nuove sensazioni
uscendo per respirare, il profumo di libertà
Alzarsi al mattino che ci toglierà il respiro
Lo vedremo bellissimo, come un fiore divino
insieme tutti a tavola a gustare
il pane caldo il vero sapore della vita
mentre penseremo a chi non c'è più
ma come se ci fosse veramente
Le campane sentiremo suonare
svegliandoci da un sogno terribile
ce lo ricorderanno i segni che vedremo
sull'asfalto appena usciremo dalla tenebra
del male. Vestiti segnati e volti consumati
si guarderanno stupiti, per essersi salvati
di avercela fatta, nonostante tutto
Dimenticheremo sotterranei scavati dalla prudenza
ci appelleremo al sole, dicendogli
scaldaci, facendoci sognare
facendoci ricominciare, baciando, ferite profonde
medicandole, con il respiro del cuore
L’amore è di chi guarda al futuro,
con la felicità di chi ha una donna sulle spalle,
è dei massimi intenditori
anche nelle stagioni più limpide
quando il finale è sempre imprevedibile
ma gli occhi dominano
l’immenso desiderio di arrestar sulle labbra!!
Spazi preferiti dagli impetuosi amori,
si esaltano allo straordinario privilegio,
consumare quell’utile innocenza,
che ascolta benevola, che illumina,
e svela sapienti segreti
in semplici intrighi segreti
riconosciuti desideri dell’intelligenza
facili e meravigliosamente spontanei!!
Non siamo in quei posti
della città, dove si buttano lattine su lattine
e contro il muro un poeta avrà urinato sperando di
non vedere scarafaggi - eppure il sentore
è di esserci,
in quel punto.
A cinquanta o cento metri un fioraio
sta per chiudere per sempre, ma ha ancora
freschi garofani bianchi
e bianchi con lontananze viola,
e risponde ai pioppi con la stessa gentilezza un po' stanca
della sua sedia di paglia.
e di questo sai me ne vanto,
a sud esposta ha una strana atmosfera,
baciata dal sole da mattina a sera.
Da lontano miro il tetto vicino un cipresso,
e una grigia croce svettar su di esso,
mi avvicino sempre a passo lento,
in questo luogo l'animo sento spento.
La sua facciata poco colorita,
mi attira ad essa come calamita,
al centro vi leggo il cognome che uso,
qui il citofono sembra esser in disuso.
Apro piano la vecchia porta ferrosa,
come a non voler disturbar chi vi riposa,
dentro foto di persone non più presenti,
qualcuna ha anche i miei lineamenti.
Mi soffermo sempre qualche minutino,
tra le date cerco di interpretare il destino,
ma l'esercizio dura veramente poco,
la tristezza mi tira sempre un cattivo gioco.
Dentro essa va da sè che non c'è il pienone,
può ospitare almeno un'altra generazione,
i loculi più bassi han sicuro più risalto,
ed io andrò ahimè a finire molto in alto.
Allora ho preso una decisione attenta,
prima di morire andrò dal ferramenta,
una sicura scaletta dovrò portar via,
per chi vorrà baciare la mia fotografia.
Sentendo puoi vedere
tutti i colori che hai dimenticato.
Nel buio una sete assurda di luce
ti illumina. Piove.
Spruzzi ti tingono le palpebre.
Orge di rosso. Cascate di porpora.
Oceani grigi.macchie viola
lampi azzurri , veli d'oro fine
Chiudi gli occhi, rilassati nella nerezza
preludio di nevicate candide
sulle tue pupille
di mari di lapislazzuli
a bagnarti la pelle
di iridi zaffiro a fissarti dolcemente
Respira, bevi incorpora
tutti i colori che hai dimenticato
Assorbi gli arcobaleni caduti nei tuoi abissi.
Basta rivederla e da una stretta al cuore,
benedetta, la pace nel mondo
basta che arrivi e si ritorna ad essere tutti felici,
felice manda fiori non ancora fioriti
per rallegrar la parte dell’umanità,
che odia ogni odiosa violenza, e insegna
a coglierne i frutti, con fede incrollabile
inseguiamo la perfezione del suo trionfo!!
È l’incanto, nello spazio, di misteriose esistenze
per la vita, insaziabile è la soluzione più comoda
se con minuziosa armonia
si affretta a farci indossare sicurezza,
perché tutti siamo adulti e rispettabili,
questa pace dobbiamo difendere,
l’ho richiesta per scoprirla insieme,
per risolvere i fenomeni che riteniamo errati!!
Mamma, ho paura,
scrisse un soldato.
Non volevo uccidere,
era solo un'esercitazione
ed ora intorno a me
vedo solo sangue e distruzione.
Non sapevo, non volevo
e mi chiedo
cosa ci faccio qua
in mezzo alla polvere,
in mezzo alla morte,
il pianto dei bimbi
mi strazia il cuore.
Prega per me mamma
e che Dio ci perdoni.
Di questa guerra
sento il freddo pungente sulle guance
e alle orecchie
il pianto dei bambini che hanno fame
a loro manca l’orsacchiotto
il letto caldo
la luce buona della stanza .
Di questa guerra
che non si arresta
sento il ferro che squarcia le finestre
spacca in due i tetti e attraversa le pareti
sento il fumo nero che li avvolge
l’armamento che si spinge
la Z bianca che avanza.
Di questa guerra
a distanza
sento l’incredulità
l’orrore che agli occhi mi appare
l’assedio che a grappoli esplode
e la sirena che da sette giorni
sento risuonare .
Di questa guerra ormai
ne ho abbastanza
sento il dissenso
la rabbia
l’impotenza
per la ferocia e la tirannia di un dittatore
eppure è un uomo
un padre
che sui suoi fratelli
incombe e uccide
senza remore e senza rancore .
Di questa guerra
che ha diviso i cuori
sento ancora viva l’arte di amare
sento forte la preghiera
sento la mescolanza nelle piazze
e nei desideri della gente
sento il mondo che vorrei
unito e in pace .
~Continuiamo ad implorare .
bambole biglie e tanti giochini.
Guerra alla guerra,
forza bambini
Son più bambini di noi piccini,
battono i piedi e si fanno dispetti,
Guerra alla
guerra di questi grandi, perché
la smettano con questo gioco così cattivo
dove c'è sangue che ci spaventa e che non capiamo .
Guerra alla guerra siamo bambini
e se vorrete saremo il domani, di giochi e di gioia








