Sonetto di endecasillabi rimato in schema ABBA ABBA CDE EDC

O mia cara cellulosa, che il vivere          
M’allieti, il pensier che al viso zampia
Assorbi, e dal cor canti l’anarchia           
Delle parole ch’al sol amo scondere.      

In albore ci siam dovuti perdere,            
Uopo la muffa anima mia sentia          
A la vista tua, ivi, solitaria,                                   
E in dì ci siam voluti rivedere.                 

Or dunque eccomi, piagato, a mia vita  
Poetar in queste vetuste pagine,                        
Dianzi obliate in recondito spazio.                       

Di sapidi canti mai sarò sazio    
E il tormento tace, non più l’incudine
Trema, né più ti negherò matita.           


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Profilo Autore: Plumbè  

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