insieme
con fretta e trepidazione
giovanili errori
ma che fecero fiorir vita...
Ora vive nel cielo
fors'anche
per le lacrime loro
che gli redimisero,
fors'anche per venti minuti
che quel fanciullo
al suo papà
fece di': "Mi scuso"
e "Ero troppo giovane..."
ora va, vivi e si felice
che crescendo
si impara la misura
ma di noi restano
solo ricordi,
che ci guardano
senza giudicare.
d' improvviso di pane si arman le dita,
c'è del sugo che il piatto sembra sporcare,
tu meticolosamente lo vuoi eliminare.
Comincia la danza della tua operosa mano,
agli occhi altrui pari un artigian di Murano,
delicatamente accarezzi la convessa porcellana,
il rosso condimento acceca l'ocular membrana.
Così vai avanti da destra a sinistra,
pari proprio un esperto violinista,
musica s'ode con lo strofinio del pane,
qualche mollica orfana nel piatto rimane.
Quando alla fine dell'opera sei ormai arrivato,
i commensali t'accusan d'esserti abbuffato,
ma tu spieghi che è solo un favore che vuoi fare,
a colei che i piatti a stretto giro dovrà lavare.
la tua voce riecheggia ancora nei nostri cuori
con una passione prorompente.
Milva ,
angelo superbo d' infinita umanità
fautrice dell' emancipazione femminile,
paladina della libertà.
Proprio tu,
che hai varcato i prosceni del Mondo,
suscitando grandi emozioni
ed un certo scalpore,
sei volata via ,
come un' umile falena notturna
senza far rumore .
con la voce di chi sa tutto senza saperlo...
«Eccomi, son guarito!
Non ti sto più pensando:
il mio sogno è svanito
e se ti sto parlando
per chiederti chi sei
mentre ti sto sognando
non sei nei sensi miei…»
Ma qualquadra non cosa:
perché parlo con lei
qui lacrimando a iosa?
09/09/2023
di lingue infuocate che avviluppano
il cuore non straniero ai suoi effluvi,
una accattivante tormenta,
arteficia alle mie estremità
passi di cadenza al ritmo d'amore
nei travolgenti abissi
dianzi inesplorati.
Come errante angelo
tra sfere di cieli in ascesa, volo,
verso questa antica inclinazione,
che battere il cuor mi fa,
e come torrenziale pioggia,
mi scaglia, mille volte ancor
come anatema sugli scogli
della mia ostinazione,
che ancor morir mi fa!
Il viso mio disorientato,
si perde, nei tuoi bagliori,
rivelando l'anima,
spoglia a festa e mestizia!
Oh mio destino, diletto amor mio,
tu, fulgida pura ispirazione,
non vi è alcuna spiegazione
nel dedalo intricato
e travolgente dei nostri palpiti
in pensieri ondeggianti
sulle corde dei nostri sentimenti,
è solo l'amore che ci investe,
senza posa che li arresti!
Placa ora le mie chimere
o mio tutto, o non sopravviverò,
son come un viaggio nell'aldilà,
che incontra l'ignoto anelando
armonia senza sopimento,
trovando solo
e soltanto pura letizia.
Oh mio dramma d'estasi,
io ti bramo, ti respingo,
ti cerco, ti desidero, ancora!
Come canti d'angelo d'argento
suonano i tuoi baci sui veli miei
di seta perlata tra le tue carezze,
risuonano echi della sua venustà,
nei tuoi sensuali manti mulatti,
dal profumo di passione,
sordo per amore tutto per me!
Miraggio che incanta per magia,
il tuo profondo sospiro,
disonesto, mi avvolge,
mi rapisce, mi sconvolge,
mi tormenta, ancora!
Brillantini stellati spruzzati nel blu
è un tuo sorriso dedicato a me,
mi intriga, mi spezza il respiro,
ed io come principiante strega
nella oscura selva,
mi perdo l'animo, sbigottita e pura, dove l'alba sorge
nei giorni di felicità sempre verde!
Melodie sommesse
riecheggiano nei nostri petti,
pronti per esplodere, ancora,
nelle movenze di organza
e petali di rosa,
tra evocatrici fiaccole
di candele profumate
ricoperte di dolci parole,
che come veleno lento
ed efficace,
a farmi morir ancora per te
scivolano in fondo al cuor!
Oh mio diletto, sei unica strada
che conduce sull'apice
del dolce oblio!
Ti cerco, ti voglio, ti amo, mi ostino,
senza età, senza pudore!
Così m'immergo,
immersa nel profondo fuoco
che strugge il cuor,
mi abbandono a te.
Ed io, mi brucio e ardo
come inferno che detesta
amando il suo paradiso,
ancora, e ancora,
e ti amo, ti bramo, ti nego,
ti desidero, ti voglio, ti adoro!
Oh mio diletto e prediletto,
antico immenso,
testardo instancabile,
destino mio consacrato sol per te.
guarda lo spettacolo delle bambole invecchiate dagli anni,
guarda, si specchia, riflette fiera della sua opera d' arte,
osserva per loro la fine delle ore bussare alle porte.
Nella sala di teatro la signora vestita di anni, ore e minuti, secondi,
inganna le sue bambole che i momenti da vivere son molti.
Vola con lo sguardo ad ognuno di loro, apprezza, acconsente
la fine dello spettacolo, piccola bugia di misteri irrisolti.
"Oh signora del del teatro che hai creato, allunga il vestito
di anni formato, vogliamo ancora giocare in questo episodio
senza paura, non lasciare i tuoi burattini dalle mani,
resta con noi per goderci gli ultimi attimi di quest' avventura.
Programmi già le cose da farsi,
Ferie stai per chiedere alla tua azienda,
Di sospirate gite si riempie l'agenda.
Marzo arriva con i suoi profumi e colori,
E con lui i ricordi di infranti cuori,
Di persone di cui non si allieteranno le narici,
Loro ai fiori ahime' gli guardan le radici.
A questo susseguirsi di stagioni non c è sosta,
Per alimentare malinconia sembra fatto apposta,
Un giorno sul calendario poi ti ricorda qualcosa,
Fatto con qualcun che ormai in pace riposa.
Arriverà anche per me quel giorno,
In cui alla casa del Signore farò ritorno,
Non ci saran più Natali ed epifanie,
Capirò se le speranze cristiane saran sol bugie.
È lì che il nervo si distende
Si dischiude in semplici richieste di riposo
Gli angoli e le curve della stanza
I pensieri del giorno si fanno pesanti
In un calcato incrociarsi
Riaffiorano immagini opprimenti
Come mosche e serpenti
Che si ammassano sul mondo in un cumulo
Non posso fare altro che guardarli divorarmi
A volte lascio che il cervello
Accarezzi la mia schiena
Con una scossa schioccante di pensieri
E tengo gli occhi aperti
Nella notte bianca ed elettrica
Quanto il silenzio si fa sordo
Quanti i momenti che ho forzato
Cercando di pensare a cose ragionate!
Stolto me, mi dico
Noi,
solamente noi,
solo noi per sempre,
per l’eternità.
Non c’è cielo, né mare, né terra
al di sopra di noi,
ogni cosa la vedo, la sento,
la tocco su te.
Se cadesse una stella dal cielo
cadrebbe su noi,
sempre in cerca di un posto isolato
per fare l’amore.
Stretti stretti, arruffati, avvinghiati,
a gambe intrecciate,
sotto il cielo, nel mare, in terra
attaccati, incollati.
Assetati di pace, di gioia
e momenti d’amore,
abbracciati, in silenzio nel buio,
stringerci ancora.
Urlo nel vento il tuo nome, il mio amore
ma non si sente, qualcosa lo smorza,
quel grido muore, gli manca la forza,
sfuma in un muto solingo dolore.
Pulsa festoso pensandoti il cuore
ma resti idëa sotto quella scorza
in cui nascondo (ve n’è giocoforza)
di mia passione qualsiasi sentore.
Va lacrimone per il gargarozzo
se solo sogno di starti a parlare
ed ogni motto diventa singhiozzo
sentendo che non ha senso sperare
che d’un cinghiale malagiato e rozzo
possa tu mai poterti innamorare.
07/09/2023
In quei giorni
i tuoi occhi spenti, sciolti fino ai bordi
Per quel male omicida
Nel silenzio forse, le tue grida
Noi già tristi, di fronte ad un'altra sfida
In quei giorni
i miei occhi lontani, il cuore in subbuglio
il panico lì, il sudore delle mani
Averti, vicina e sfinita
Averti , senza pensarci
Voler sentire la tua malattia
Voler ammalarci
Averti, in quel momento tutto
Tutto intorno è brutto
Un disastro, senza trovare altra parola.







