Sciacallaggio dei beni di chi soffre,
sciacallaggio… continuo sciacallaggio…
su qualcuno che il proprio cuore offre,
sciacallaggio su chi per morte è in viaggio,
sciacallaggio su chi l’amore sogna
seguendone chimerico miraggio
sciacalli ch’escon fuori dalla fogna
soltanto perché voglion demolire
qualcuno grazie a semplice menzogna
che i più non tenteran d’approfondire
restando a titoletti avviluppati
sparlando per aver sentito dire
dagli sciacalli infami¹ manovrati.
¹: l’aggettivo «infami» è liberamente attribuibile tanto all’aggettivo «manovrati» riferito al soggetto «i più» quanto al complemento di agente «dagli sciacalli», tanto si addice ad entrambi.
06/09/2023
Ostregheta è vero manca…
Per un genitore perso
ci si ritrova orfani
per il consorte
la vedovanza regna
ma senza un figlio?
È senza nome
la luce che si spegne
dove la musica finisce
preda d’abissi
e si scompongono i sorrisi
per nu piezz ’e core
che non si sa
dove fernesce! Mai
potrà essere “sistemato”
anche se spesso
è colpa del sistema
lo stesso che poi devia
verso bulimico risarcimento;
l’anormale cimice, specchio
d’entrata nel mondo irreale, dove
più non si vola
almeno per un po’.
Tarpafio, invece
è chi perde un fijo
anche se non un nome
rende minore il dolore
che si è preso le ali.
le spiegò che non importava
che per lui era lo stesso
che se voleva
poteva anche ritornare
lei rallentò
quasi ad esitare
era come una memoria
non riusciva mai a saperlo
lui le sorrise
ma pensava che
era stanco di restare
allora lei gli chiese
se fosse come gli altri
e iniziò ad accettare
parlando di un'incerta attesa
ma lui era solo
nella luce del mattino
e ad affollare la sua mente
erano incolte trascendenze
sponde inanimate
di un silenzio
oltre il suo tempo.
dentro di me, come potrei scovarla?
Anche percorrendo, con incertezza,
la via del silenzio contro chi sparla
mi sono imbattuto in sola amarezza
e l’arte del resto riesco a legarla
a foglie portate via dalla brezza
in una galassia lungi a guardarla
come abbandonato vil spettatore
che appunto non sa cosa poter dire
nell’assurdità che toglie valore
ad ogni bellezza possa scoprire
con gli occhi che cercan qualche stupore
ma scovan soltanto un vasto soffrire.
05/09/2023
Seguo l'orizzonte e la sua luce dissolversi nel buio,
maree di pianti mi culleranno stanotte.
Il vento nelle ossa, una voragine nella testa.
Youssef mi guarda, perle nere gli occhi suoi.
Si stringe a me, mandibole dettano i secondi.
Una sorella grida a prua, poi il silenzio.
Le mie mani scudo per le sue orecchie.
Gli canto una filastrocca.
Stupro ed omicidio si consumano nel buio,
un altro corpo sul fondo degli abissi.
Tutti fermi, impassibili, stremati, vuoti.
La morte fa paura, la vita ora di più.
Occhi bianchi nell'oscuro futuro che ci denigra.
Figli di una terra rubata. Chi siamo?
In balia delle onde, messaggi in bottiglia che nessuno vuol raccogliere.
Intanto accarezzo il capo di Youssef che sogna...
C'è speranza nel suo respiro,
mentre guardo svanire la mia vita nella scia dello scafo...
- Papà?!-
- Shhh...era solo un brutto sogno...-
si svuota in lacrime un' innamorata fontana
e piange per l' amore di un " robusto" cavaliere
e piange di allora tutte le sere.
Sul sentiero si senti' un calore arrivar a piedi nudi
era lui che senti' le sue lacrime bagnare i fiore dei ricordi
del amore morto di un tempo in cui pareva tutto impossibile, perduto.
Il loro amore impossibile, ma vero, passionale,
decisero di provare ad abbracciarsi,
anche se poteva essere l' unico momento per amarsi.
...E come il fuoco prese per le maniglie dell' amore la fontana
le mise anche l' anello al dito e si trasformo' nella piu' bella delle spose
di tutti i tempi, cosi' senza piu' nessuna paura vissero per sempre felici e contenti.
nelle ore notturne.
Veste i sogni di colori accesi.
Prevale su sfumature
grigio scure.
E' ansiosa attesa di una mamma
trepidante
per il ritorno
del proprio figlio a casa.
E' aspettativa di intervento chirurgico
necessario
per scongiurare un morbo mortale.
E' bisogno di convertire
la propria esistenza disordinata
in condotta sobria e morigerata.
A ma capita ahimè con una certa frequenza,
Eppure son un tipo molto moderato,
In caserma non son mai stato segnalato.
Tal soggetto a ragionar non ha propensione,
Agisce come l'ape sotto pressione,
Pungendo poi la persona sbagliata,
Rimanendo ahime' a ruota fulminata.
Costui parla spesso con sufficienza,
Denotando una irrilevata demenza,
Si rivolge a tratti con toni irriverenti,
Perché non teme pugni tra i suoi denti.
La violenza è un'arma su cui non conto,
Con parole e fatti mi piace il confronto,
Ma cio' non toglie che formulo un giudizio,
E per le teste di cazzo mi basta un indizio.
Suonano cimbali - dì
d’emozioni e di fuoco -
saltan cerbi un poco,
tra i saturnali d’amor.
Serena amata danzi
- le piogge mattutine
fan la tua forma fine
fan te fatta di fior.
Danzano le balene
nelle imo profondità
del bosco con gravità
con arte e messo candor.
Tu dell’inutil danza
vuoto e polvere intorno
la massa va nel forno
cerchi pace e favor...
Povero verso… e quanti versi poveri!
Inconcludenti, d'ogni accezione orfani,
mi par che troppi la "poesia" n'annoveri
pari in bellezza ad altezzosi scorfani!
Scelte che paion d'effetto stilistico
mandando a capo nel punto men valido,
inarcature¹ con spocchia d'artistico,
tanto da render tutto il suo senso alido!
Anche apparendo magari pleonastico
in questa strofa voglio ribadirvelo
ch'un verso è zoppo, non fatemi drastico,
se a capo andate soltanto a sentirvelo².
¹: enjambements;
²: nel senso di andare a capo facilmente, continuamente, insensatamente, inconcludentemente, uccidendo senso ed autonomia di ogni verso.
02/09/2023
Lo sguardo perso verso l'universo
Siamo preistorici animali
alla ricerca di ciò che non vediamo
e nell' immenso buio ci perdiamo.
Cerchiamo buchi neri ingordi di altri mondi
e non guardiamo indietro
ch'è il nostro un buco nero,
distrutto e distruttivo .
Un mondo in avaria
di una umanità fallita,
un mondo malato
e ormai morente.
Assassinato e divorato,
da fameliche fauci azzannato,
prive, da sempre ,
del benché minimo
rispetto della vita.
di rinomata intelligenza.
Non sopporta
un capo cui obbedire.
E si impegna a fondare
una religione.
Dall'empireo lucente
sprofonda nel nero abisso.
Antro di rancore e bestemmia.
Condanna eterna
senza prova di appello.
L'essere più geniale,
relegato a bestia tentatrice.
Somma intelligenza
e fascino meraviglioso
svelano una realtà veritiera:
il nulla mescolato col niente.
Daniel è un piccolo demone,vive dentro ad uno specchio,ha cambiato molte case,ha corrotto qualche proprietario,ma non come desiderava lui.
Adesso, si trova a casa,di una giovane viziata,nobile e inadeguata.
Quale miglior preda, se non una fanciulla piena di vizi e nessuna virtù?
Lei si guarda spesso allo specchio poiché è l'unico " amico" che ha.
Finché lo " specchio " un giorno, inizia a parlare.
Daniel non si fa vedere,solo sentire.
Lui vuole solo un'anima oscura,da consumare.
kaly,diviene ogni giorno più capricciosa,insopportabile,sa che lo specchio, gli parla ,chiedendo una cattiva azione, per ogni desiderio e ottenendo azioni aspre molto facilmente, all'inizio, Daniel la accontenta,nei suoi desideri superficiali.
Kaly ottiene ciò che vuole; uomini,attenzioni, piccoli viaggi, ma si consuma ogni giorno di più.
Lei credeva di avere lo specchio ai suoi piedi,ma era lo specchio che dominava su di lei.
Divenendo,ancora piu cattiva,ancora più viziata,venne lasciata completamente da sola.
Oramai, era tardi,per salvare la sua anima relegata nell'oscurità.
Daniel adesso è Kaly.
Kaly adesso è Daniel.
Alla fine,chi si somiglia, si piglia.
Una dolce strega bianca, li osserva dalla sua sfera.
"Il male ritorna sempre al mittente.
È la Legge del tre.
Che se male fai agli altri
il colpo torna sempre triplicato a te".






