del firmamento stellato,
le mie iridi colme
di percezione
cinte dal desiderio
di apparire opache
come freddo marmo,
quando turbati,
nel profondo,
fissano disincantati
con occhi lacrimosi
quella sedia a dondolo,
ma vuota e in vista
nel bersò che una volta
allestiva gioie ed emozioni
a colorare giornate intere,
e che in tempi passati
ospitava una presenza,
quella presenza,
cara, molto amata!
Oh, in questa apparente
calma serale,
la mente si smarrisce
tra memorie e piaceri
mesti agli olezzi
d’altri tempi,
scrutando con autentica
malinconica la nostalgia,
nostalgia di quel vuoto
oramai incolmabile,
lasciato dall’assenza
di chi un tempo
camminava sereno
come amorevole padre
al mio orgoglioso fianco!
Questa presenza,
ormai soltanto presente
nei meandri dei miei sogni,
è ciò che desidero
ardentemente
poter abbracciare
ancora una volta,
ancora un’altra volta!
Ancora una volta
poter ascoltare
le onde della sua voce,
inebriarmi
della sua pioggia
di sana allegria,
restare in silenzio
ascoltata dalla sua pazienza.
E si fa strada
l’inevitabile domanda
del perché i più puri
e più buoni,
vanno via prima
che l’estate sfiorisca!
La placida rassegnazione
mi risponderà
che è il destino
di ogni fiore sulla terra,
ma la sua intensa fragranza
aleggia per sempre
nel cuore di chi
l’ha amato
senza dipartire mai
per davvero,
fin quando il suo ricordo
abita nel segreto profondo
dell’anima sensibile,
di chi l’ha amato
per davvero.
Sì viaggiare
nello spazio e nel tempo
e non
solo per gioco.
Quello del io sì che posso
del non me ne frega niente
del tanto lo pagano altri.
Viaggiare è sentirla
la libertà attorno.
Un salto nel vuoto
il dubbio che assale
vorace di sale. È l'invito
rivolto a chiunque
di fare due passi
insieme, al prezzo
di un sorriso semplice.
Il viaggio
è da riempire
con tanta fantasia
per accogliere patemi
farne teoremi
e risolvere
la nostra fame.
Un paio di mezzi son qui passati,
Oggi un nuovo ospite è entrato,
Da mazzi di fiori era accompagnato.
Il piccolo cimitero par più trafficato,
Rumori inconsueti odi spaventato,
Son operai all'opera alacremente,
Attorniati silenziosi da lacrimata gente.
Questa assiste attonita alla tumulazione,
Sotto terra una bara trova collocazione,
Con abile gioco di funi viene adagiata,
Per i prossimi anni rimarrà indisturbata.
Il cumulo di terreno ritorna al suo posto,
Un familiar una foto ha appena riposto,
Li' intorno rimane della sabbiatura,
Che accompagnerà la novella sepoltura.
L' odore della fresca terra rimossa,
Fa da cornice alla schiera commossa,
Poi vento ed eventi atmosferici annessi,
Riporteran la quiete all'ombra dei cipressi.
la ruota della carrozzina
pigolando in un rigurgito d'amore
nello sguardo indifferente d'un gatto
Per definizione il soffitto è abilista
Ora bianco
Ora annerito
Ora di flosce bandiere
Ora il pasto è per forza un'ora abituale
Così come il bagno
Per levarsi il dente
Per lavarsi la vergogna
Sbircia! Sbircia dove non devi!
È lì che hanno nascosto le risa
Fregali ora che hanno abbassato la guardia!
I mondi in sordina
nati e cullati in fiamme che non bruciano
Ecco...
Metti il vestito buono e chiedi la mano
alle stoviglie color nostalgia
Sogno che nonostante queste zampe
da lercio ponderoso cinghialone
che con affanno sale buie rampe
senza saper mostrare una visione
magicamente riesca col pennello
a metter sulla tela sensazione
meravigliosa, quadro più che bello
tale da generare in ogni astante
ammirazione per un acquerello
d’un pergolato in fiore affascinante
ch’offre ombra rilassante al lastricato
su cui tavolo spicca fronteggiante
muretto a secco e breve colonnato
dal quale il mare sfuma all’orizzonte
nel blu d’argento appena maculato;
e pennellando appaion qui di fronte
tre calici, rosé fruttato e fresco
stagliati netti contro il reo Caronte¹
in bella vista sopra il bianco desco.
Il pargolone suo sopra il muretto
al cellulare parla birbantesco
ma certo non di scuola per soggetto!
Ma almeno sembra sia calmo e tranquillo
e dietro il desco a questo punto metto
due sedie a sdraio volte allo zampillo
d’una schiumante arzilla fontanella
e mentre le spennello vedo brillo
perdiana, mia sirena… quant’è bella!
La pingo sulla sdraio di sinistra,
dal volto rilassato sua favella
giunge quasi che fosse la ministra
della gradevolezza e melodia
mentre il mio cuor la voce sua registra
in armonia con questa sinfonia
di forme e di colori sulla tela…
farfalla variopinta acrobazia
sullo zigomo suo con caütela
conclude e batte l’ali ma sta ferma
attonita a guardar quel che si svela
negli occhi verdi che l’occhial non scherma:
tanta profondità da naufragarvi
senza voler cercar più terraferma.
Dipingo ma non posso certo darvi
l’effetto di quel suo dolce sorriso
che posso di sognar solo augurarvi.
Cerco di disegnare più preciso
dei soffici capelli le onde mosse
dalla brezza che n’accarezza il viso
mentre l’azzurro intenso ha linee rosse
d’una vela ornamento colorata
che scivola sul mare senza scosse;
bianca la schiuma a riva generata
con suon dal ritmo più del cuore lento
quando l’onda alla riva da sferzata
e mentre la² contemplo il sentimento
sembra voler fermare le lancette
rendendo eterno questo bel momento…
Riprendo il sogno in cui cinghial credette
di poter fare un quadro dell’amata
anche se senza opposte dita³ ammette
essere impresa più che disperata;
vorrei riuscire e quasi adesso piango
del non disporre di mano fatata.
La sdraio a destra è vuota, non compiango
l’adolescente che resta sul muro…
come riempir pensando ora rimango
quel posto vuoto e sono già sicuro
di non poter pittare il suo compagno…
non riesco a disegnarlo, ve lo giuro,
è magro ma verrebbe scaldabagno,
è bello ma verrebbe ributtante
ch’il mio pennello male lo accompagno
anche se mi ricordo il suo sembiante
dipingerlo non riesco lì al suo fianco…
però sarebbe proprio devastante
accostar sua bellezza a me che arranco
quasi d’Adam e Belle° la parodia,
chimera di cui certo non mi stanco
ma so perfettamente un’utopia.
È giunta l’ora ormai di risvegliarmi
dal sogno che dovremo andare via…
sorride ancora per emozionarmi,
verso il paëse adesso ritorniamo,
alla fermata vuol accompagnarmi
e col pensiero… urlo: «io ti amo».
¹: Uno degli anticicloni africani che hanno resa torrida l’estate del 2023;
²: «La» è riferito non alla schiuma, alla riva o all’onda ma alla “mia” amata sirena;
³: Pollici opponibili;
°: La Bella e la Bestia, Disney 1991: ecco, l’effetto ad accostarci è un po’ quello!
16-17/09/2023
Qual era al tempo il gusto della vita?
Non lo ricordo più.
Quando capii che sarebbe finita?
Già dalla gioventù.
Cosa l'ha resa affannosa e contrita?
D'amore schiavitù.
Che cosa evidenzia che l'ho fallita?
Denari non ho più.
Quale rimane unica meta ambita?
L'ospedale quaggiù.
Perché mi trattengo da dipartita?
Non so… dimmelo tu!
15/09/2023
Le mani, rompon l'acqua come specchio
nel continuo piovere
Il vento da man forte al crespo manto
Intravedo il recente tempo
Il gorgoglìo distoglie i fotogrammi
dal calcare invasi
Il pensiero vaga come intontito
La luce grigia dal cielo, annuvola il respiro
Vola il momento, trasportando massi
Il cuore stride per i battiti feriti, da appuntiti sassi
ridondante la tranquillità leggera del mattino
Veloce arriva il buio della sera
L'acqua illumina il poco
Prova a lavare, l'amaro sapore.
Dimenticare è impossibile tuttavia
Innalzarsi nel cielo della vita è necessario
Trovare una stilla di luce
Ha bisogno di questo l'anima scomposta
Barbaramente nei luoghi della morte
Rinascere come serpente che muta pelle
Unirsi ad un coro libero di pace
Cristallizzarsi sull'odio non ripaga mai
Killer di ogni tempo la supremazia di un popolo sull'altro
Piccole presuntuose onde del mare
rogliano tra gli scogli e in bianca schiuma
sommesse vanno indietro in gocce chiare
perdendosi nel mare che blu sfuma
nell’orizzonte verso azzurro cielo
solcato da barchetta bianca piuma
che par volar dell’acqua sopra il pelo
tenendo senza fretta direzione
quasi a voler raggiungere il tuo telo!
Gli occhi riporto con ammirazione
di fronte a me perché tu, mia sirena,
stesa stai sotto il sole e a protezione
mentre mi parli stesa sulla schiena
le palpebre hai già chiuso rilassata.
A denti stretti e labbra aperte appena
dall’astro caldo e brezza sbaciucchiata
or ch'è mio turno resti ad ascoltarmi
mentre di mie vicende do relata.
Passi poi, pour parler, a interrogarmi
di cose che già sai, trascorsa vita
che ripercorro immerso a biasimarmi
dei troppi errori che hanno seppellita
ogni speranza, sogno ed illusione
mettendomi davanti alla salita
che affronto strascicando col fiatone,
col cuore che sta sempre a repentaglio.
Distesa sullo scoglio che emozione
mentre d'altri incidenti dai ragguaglio
e di progetti nuovi mi racconti…
Sono tentato a fare grande sbaglio:
la tua bellezza senza farmi sconti
esacerba il nascosto desiderio,
rinforza l’ardore nei tuoi confronti…
nel mio cuore un tumulto proprio serio
m’urla impietoso «dalle un caldo bacio!»…
mi salva da quell’atto deleterio
nome su maccheroni come cacio:
ricordandoci gli ex che abbiamo avuto
slitti su quel ragazzo ricco e macho
in cui il cuor tuo da mesi s’è imbattuto.
Torno coi piedi infissi nel terreno,
alla mia nullità pago tributo
ma continuo a guardarti e sogno almeno.
12/09/2023
insieme
con fretta e trepidazione
giovanili errori
ma che fecero fiorir vita...
Ora vive nel cielo
fors'anche
per le lacrime loro
che gli redimisero,
fors'anche per venti minuti
che quel fanciullo
al suo papà
fece di': "Mi scuso"
e "Ero troppo giovane..."
ora va, vivi e si felice
che crescendo
si impara la misura
ma di noi restano
solo ricordi,
che ci guardano
senza giudicare.
d' improvviso di pane si arman le dita,
c'è del sugo che il piatto sembra sporcare,
tu meticolosamente lo vuoi eliminare.
Comincia la danza della tua operosa mano,
agli occhi altrui pari un artigian di Murano,
delicatamente accarezzi la convessa porcellana,
il rosso condimento acceca l'ocular membrana.
Così vai avanti da destra a sinistra,
pari proprio un esperto violinista,
musica s'ode con lo strofinio del pane,
qualche mollica orfana nel piatto rimane.
Quando alla fine dell'opera sei ormai arrivato,
i commensali t'accusan d'esserti abbuffato,
ma tu spieghi che è solo un favore che vuoi fare,
a colei che i piatti a stretto giro dovrà lavare.
la tua voce riecheggia ancora nei nostri cuori
con una passione prorompente.
Milva ,
angelo superbo d' infinita umanità
fautrice dell' emancipazione femminile,
paladina della libertà.
Proprio tu,
che hai varcato i prosceni del Mondo,
suscitando grandi emozioni
ed un certo scalpore,
sei volata via ,
come un' umile falena notturna
senza far rumore .
con la voce di chi sa tutto senza saperlo...








