Quando dipinsi per la prima volta
irritanti montagne austere,
ancor prima di stendere colori,
mi preoccupai di arrotondare
gli spigoli, le vette e le pendenze
così che alla fine a vista altrui
divenissero dolci qual colline.

Fu in tal modo che sedussi il mare
ove ogni picco è dal cuor limato,
dov’è perfetta retta quella linea
che poi in orizzonte muta nome.

Azzurri, blu, celesti, verdi e bianchi
si scontran nella danza delirante
per rilasciar le proprie tinte all’onde
e le spumose curve del mistero
non son tracciate da esperta mina
ma dal passaggio d'acqua aria e sale.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Suono sommesso in goccia lucente

tocco di musica in un fiocco di neve

canto di allocco bacio con lo schiocco

il frinire di un grillo sul finire del giorno


la danza del vento fra le fronde degli alberi

la danza del ventre tra le onde del mare

un soffio leggero alza lieve le foglie 

soffre il pinguino il ghiaccio si scioglie


gorgheggi e trilli al mattino buongiorno

dolce il richiamo allodola ballerina

il canto beato di un raggio di sole

suona nell’aria un’ala di farfalla.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Io sento il cuore tremare,
la terra esplodere sotto
i piedi,
il fuoco bruciare la
carne, la gioia diventare
sabbia e scivolare giù
fino ai piedi....
Io sento la testa girare,
il sole morire,
tra le braccia della luna..
Io sento il cuore tacere,
la voce implodere,
le mani addormentarsi.
Sento il vento ansimare
sulle braccia e sulle gambe
stanche,
il sublime bacio tuo
prima di dormire...
tremo,
grido,
mi desto...
Sei accanto a me,
mi stringo a te
e scompare l'incubo".
Io sento tutto ciò,
spero sia vita,
spero sia amore...
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Profilo Autore: Antonietta Mennitti  

Questo autore ha pubblicato 48 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il cuore di una madre

è una lettera all’infinito,

una finestra aperta

su un campo di girasoli,

uno scrittoio di luce a navigar

fra i ricordi dell’anima.

Il cuore di una madre

è una confessione di speranze,

uno spicchio di luna

sospeso fra poesie d’amore,

un soffio d’eternità

lasciato a colorar

la vita dei suoi figli.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1059 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
caverne arabe 
ti esplorano lo sguardo


lungo le pareti
simulano digiuni

colle di zingari,
una città perduta.

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Profilo Autore: Jean-Jacques  

Questo autore ha pubblicato 19 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vigeva una sorta di legge marziale, in quella fare trasparente,
dettato da nuvole bianche.

Preferivo i lamenti nel sonno della Cantoni.

Preferivo l'umidiccia tensione
di un Pierrot ridente a una cena
con una diarrea sotterranea.

Invece, il nucleo arcuato di un cervello al contrario,
sregolato,
manifestava troppo palesemente
la fame emotiva di una guerra.

Per avercelo sempre più grosso
anche dopo la vasectomia,
sia chiaro.

Tutto andava bene
perché eravamo uno dei tanti confini.
Il metro dopo sempre da dar esplodere
pur di averlo.
Tutto andava come previsto:
un bel telegiornale azzurro
e un cielo pieno di brutte notizie.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Distici di endecasillabi a rime baciate e sensi ermetici.

[206.1]
Chi mette gli aforismi in un bel metro
e chi reagisce con un rutto tetro!

[206.2]
Se l'endecasillabo non ti piace
non potrai trovar nel tuo cuor la pace!

[206.3]
Se gli aforismi non vuoi disticare
forse è perché tentenni nel rimare.

[206.4]
Vorrei tentar un aforisma sciocco
che sia di sal per chi si para in blocco.

[206.5]
Talvolta per fregar se stesso basta
commenti e pollicioni offrire all'asta!

[206.6]
Quando non richiede ragionamento
più che d'aforisma sa di lamento.

[206.7]
Chi frustrazioni vive e blocchi e risse
non deve camuffar l'Apocalisse.

[206.8]
M'alludi ma deludi se t'illudi
che con un blocco escludi i miei tripudi.

[206.9]
Piuttosto d'acclamar luogo comune
sarebbe ben colmar proprie lacune.

[206.10]
Per quanto fatuo sia l'arcobaleno,
chi in coscienza è pulito sta sereno!

[206.11]
Contraddizione priva di saggezza
è commentar soltanto chi ci apprezza.

[206.12]
Chi rima fa tra folgore e fervore
ha la necessità d'un buon dottore.

[206.13]
Sbloccami, insultami e tosto ribloccami
choccami, abboccami e infine baloccami!

[206.14]
Spassoso, ma non debbo esagerare
con l'avventura ch'è il mio disticare.

[206.15]
Nel congedarmi da quest'avventura
ringrazio il gruppo che mi dà cultura.

[206.16 aggiunta del 06/01/2023, anche se non è un distico ma una sestina, è sempre in tono pseudoaforistico]
Se un rovinato specchio ora rifrange
invece di rifletter propriamente
allora la speranza mal s'infrange
dentro i mëàndri bùï d'una mente
di legger di qualcosa che non piange
per la mancante logica coerente.

23/12/2023

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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 817 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Stringimi forte
Non lasciarmi andare
Voglio sognare
Al tuo fianco
Come il primo giorno
Che ci siamo conosciuti
Quando eravamo
Soltanto dei bambini
Un po' cresciuti
E credevamo alle stronzate
Degli sconosciuti
Prendimi per mano
Mettiamoci a volare
Sopra questo mare
Dalle onde piatte
Come parole inutili
Ci sono profumi e colori
Dove finisce il sole
E inizia la notte
Che senza di te
Non saprei riconoscere
E solo con te
Vorrei provarli tutti
Andiamo
Vieni
Non perdiamo tempo
Credimi
Oltre quel muro bianco
C'è ancora qualcuno
Che saprà dirci
Come vedere
Con gli occhi chiusi
Si possono smarrire tante cose
Ma da quando ti ho conosciuta
Ho tenuto stretto al mio cuore
Tutto quello
Che sono riuscito a capire
Del tuo mondo folle
Adesso so
Che sapresti sopravvivere
Al di là di ogni dolore.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 643 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

“è morto”

parola tremante

come la fredda mattina di Gennaio

in cui hai

smesso

d’essere,


come si concepisce

l’assenza 

dell’esistenza?


un giorno

forse

ci rivedremo,

senza più 

lacrime

imprigionate 

nella morsa 

degli occhi


senza più

bocca 

stretta 

in una morsa 

figlia del dolore


senza più

il cuore

arido

come

il tuo

vecchio

viso.

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Profilo Autore: tommaso  

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il solito rito in compagnia,
si va tutti insieme in pizzeria,
ci si accomoda alla spicciolata,
la tavolata è stata già prenotata.

Arriva il menu dal tempo consumato,
lo sfogli veloce e un po' svogliato,
tanto sai già la pizza che vorrai ordinare,
i tuoi gusti ahimè non li sai cambiare.

Ognun prende ciò che più gradisce,
nei bambini tanta gioia si percepisce,
per loro la Margherita è la più gettonata,
pensando a Cocciante mi vien una risata.

A stretto giro arrivan le rotonde bonta',
mozzarella che fila in gran quantità,
poi tra una chiacchiera e un boccone,
ahime' tutto arriverà a conclusione.

Alla fine la vita è una mangiata di pizza,
si assapora piano con qualche bizza,
che poi sia andata bene oppure male,
finirà comunque con un funerale.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

Questo autore ha pubblicato 517 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Giocherò col tuo amore

come divisione crepuscolare

del mio vuoto senza te

ed un calice di parole

dipingerà un soffio di papaveri

inchiodato al petto dell’eternità.

Ah, se anche il mare

sfiorisse come questo mosaico di luna

sul plettro della tua anima,

così assaggerei la tua bocca

riversa nelle addizioni sensoriali

del nostro fragile addio

e tutt’intorno è silenzio,

silenzio del mio io.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1059 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Avvolto dall'onda che si posa

sugli occhi sonnolenti,

mentre il treno diretto

conduce l'ore stanche alla fermata

dove il tempo offre alla gente

che arriva una poltrona,

passo le notti verniciando l'ombre

che l’alba diluisce sul cuscino.

Lo specchio che cavalca le mie spalle

riflette la rivista degli assenti

come una moltitudine scortata

da fili di candele,

e dal silenzio

che oltrepassando gli agglomeramenti

ride al solletico

delle perseveranti lancette

mentre ascolto la pioggia

dietro il vetro dove le ore nude

passeggiando coi passi sull'insonnia

colano dal rubinetto guasto

come gocce che il tempo ticchetta.

 

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Profilo Autore: Giuseppe Stracuzzi  

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Quattro (non a caso son 4) ottave di decasillabi a rime alternate, accenti fissi in 2ª, 5ª e 9ª.
Nasceva come reazione alle offese che un personaggio arrogante e narcisista, su un sito in cui sono attivo, muoveva contro chi ama verseggiare rispettando gli schemi classici sia per la metrica sia per le rime, in particolare contro un gruppetto specifico di autori di cui faccio parte anch'io. Il "blocco" è uno strumento di cui disponiamo in quel sito destinato a difendere da importuni, ma alcuni ne approfittano e lo utilizzano come strumento di disturbo e ricatto, anzicché difesa. Ad ogni modo le considerazioni sono valide anche in altri contesti.


Un angelo o sedicente tale
continua imperterrito a parlare
facendo allusioni anche in corale
a quanti gradiscan poëtare
tenendo per buono il puntuale
rispetto dei ritmi in verseggiare;
ancora parlandone ben male
allude a quei "quattro" prudenziale

lasciandone i nomi ben nascosti;
non è poi difficile scoprire
col "Cerca", da "quattro" nom composti
che un gruppo soltanto può apparire
tra autori ch'ancora siano esposti
recenti qui nel farsi sentire;¹
ma quanta arroganza a tutti i costi
e voglia d'andare ad infierire

soltanto perché non si è capaci
di scriver quartine con un metro!
Gli mando saluti e pure baci
sperando non sbattan contro il vetro
dei blocchi ch'erige a carapaci
volendo proteggersi il di dietro
dal rischio commenti più mordaci
di quelli che chiedon d'esser Pietro!²

Purtroppo non posso segnalare
chi insiste da vile a muover guerra
usando come arma per tirare
mettendo poi testa sotto terra
il solito alludere e scappare
tranquillo perché tanto lui sferra
e noi non possiam risposta dare
ché il blocco del vile il cuore serra³.

¹: versi dal 10° al 14°: se su quel sito si va su “Cerca” e nel campo “Autore” si digita “quattro”, appaiono al momento solo 5 voci, ma di queste solo una è in attività, il gruppo "I QUATTRO DELL AVE MARIA”; si tratta di un gruppo di 7 autori (in origine eran 4+1) di cui anch’io faccio parte, accomunati dall’amore per la poesia e dal desiderio di esprimerla verseggiando il più possibile con rispetto delle regole classiche della Poesia, specialmente per abbinare a concetti ed emozioni intense un’espressione adeguatamente raffinata e rifuggendo da un semplice sproloquio di parole a caso per pensieri banali; ciò a quanto pare non va giù a qualcuno che non perde occasione per alludere negativamente a me e a chi come me non schifa Dante, Petrarca, lo Stil Novo, Manzoni, Pasolini, Ciullo, Giacomo e tanti altri che nella poesia credevan davvero e non si tiravano indietro dall’impegno che richiede il rispetto di regole. Addirittura lo vede come affronto personale!
²: esser Pietro: nel senso di tornare indietro, ossia quell’insulsa pratica di lasciare commenti positivi ed entusiasmanti sotto qualsiasi testo contando sulla reciprocità adulatoria dell’autore che, specialmente se non avvezzo a ricevere congratulazioni e adulazioni, si sentirebbe moralmente in debito e quindi va a ricambiare con commenti altrettanto adulatori sotto qualsiasi testo (anche perché se mancasse in tale reciprocità verrebbe bloccato dal suo adulatore, che non è che ci perde tempo gratis a scrivere i propri commenti).
³: impossibile per noi andare a rispondere o chiedere chiarimenti sotto i testi di chi precauzionalmente ci blocca per preservare la propria frustrata voglia di attaccare senza rischiare d’aver risposte dirette.

23/12/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Sotto il celato drappo
dell'essere incostante
ove il chronos urge
e fluisce incessante,
si dispiega una danza
di affetti e aspirazioni,
come vortici di penombre
e chiarori da tessere
in boccioli che sbocciano
lenemente per divenire.
E in questa complessa
trama di intrecciati fati,
si nasconde l'enigma
di un'anima cinta di sofferenza,
sopprimendo i singhiozzi
in quei calici dolci e amari,
nelle visioni frantumate,
quali serafini dalle ali distorte!
L'esistenza,
un dedalo di ardue scelte,
dove il cammino
si dipana in vacillanti passi,
i pensieri si smarriscono
fra meditazioni e disinganni,
sotto sottili fardelli
e persistenti inquietudini,
a ornare ghirlande
di lacrime e speranze.
Qual flutto remoto
che defluisce imponente,
così si manifesta la vita,
radiosa e sfuggente,
fra carezze dell'alba
e patimenti funesti,
ci incanta e rapisce,
senza scampo né evasioni.
E nei meandri del crepuscolo,
nelle oscurità dell'animo,
le parole melliflue
divengono canto e armonia,
un concerto di sensazioni,
con accenti di tristezza,
fra amori perduti
e passioni irrecuperabili,
nelle perle della vita.
E in quelle allegorie
di questo cosmo lirico,
si intona la speranza,
ma anche il rimpianto,
come un vento furioso
che insegue le ore,
ove il passato e il domani
si amalgamano in concordia.
E così, fra versi labirintici
e termini esoterici,
ricerchiamo un significato,
un movente nell'essere,
poiché anche nella malinconia
come nello sforzo,
l'essenza bisbiglia parole
di perseveranza.
E questa vita,
un dipinto di cromie
e gradazioni policromati,
dove il gusto dell'affetto
si intreccia al tormento,
come germogli che erompono nell'agonia dell'esistere,
un aroma eterno,
che non segue sempre
il proprio flusso, segue la sua scia.
E così, in questa percezione,
il cuore si dilata
e si rivela nella sua tenerezza,
sonda gli affetti più reconditi,
come un oceano in burrasca,
dove lo spirito si emancipa,
nella sua forma più consona,
e accetta consapevole
ogni mutamento nel suo seno
come un inquieto infante
da nutrire e coltivare,
fino all'ultimo respiro.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Ti dicevo

che più non mi bastavano

i colori del cielo,

mi dicevi

che avresti cucito l’estate

agli sguardi che mi regalavi.

Ti dicevo che i sogni

più non fiorivano in me,

mi dicesti

che avresti rubato alla luna

i suoi baci più belli.

Ti dissi

che ero nata nel tuo cuore,

mi dicesti

che ero per te l’amore.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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