Continuiamo a gettar perle
in un trogolo in cui parla
un adulatore pirla
che non sa più come porla
quella solita sua burla
(che cotanti stanno a berla
dopo aver composto brulla
strofa che certo non brilla)
d'esegesi pien di boria
con il metro nella bara
e le rime senza barba
ma va ben qualsiasi sbobba
per fruir con lode gobba
del like di chi non è in gabbia
fino a quando per la rabbia
di non esser riabbracciato
bloccherallo come scabbia
ché da lui voto non abbia!
09/12/2023
non vedo che un nero tunnel
senza uscita
Come ha detto quel tale
ho percorso tutte le strade
anche dell'eccesso, si,
ma io non so cosa sia la saggezza.
Ho visto e conosciuto solo KAOS...
Ho avuto amicizia amore
odio e libertà
ma non mi è rimasto niente,
se non questi insulsi racconti
che parlano di amori disperati
compagni di sbronze
sigarette senza filtro e nero caffè
In un autogrill all'alba,
dopo l'ennesima notte selvaggia.
Ho tentato tutte le vie
per arrivare a qualcosa
che non riesco a trovare
non so andrebbe bene
anche la rassegnazione
così tanto per tirare avanti,
per far finta di essere normali,
che poi è quello che fanno tutti quanti
più o meno convinti, anche se vinti
dalla vita, dai loro guai ,
fanno figli, lavorano,
invecchiano e poi schiattano
senza troppe paranoie senza troppi perchè.
Si sciolgono le maschere di cera
e rimane solo una realtà fatta di poco o niente
forse solo un sogno dentro a quello specchio
dove le finzioni cadono e ti vedi, finalmente , per quel che sei
probabilmente hai solo recitato una vita che ,
in buona parte non c'è mai stata , forse neanche c'è
e solo ora in punta di morte capisci
di esserci passato solo in mezzo casualmente
impegnato a recitare un copione scritto da altri,
come fosse una scommessa il gioco delle parti
dove non sei stato mai protagonista ma solo una piccola comparsa
Questa perenne
sensazione di inappagamento
incompiutezza, vuoto esistenziale.
mi fa sentire una carta fuori dal mazzo.
Non ho niente da dire ad un figlio.
Non ho amore da dare ad una donna.
Non ho ricette esistenziali per gli amici.
Ne accendo una e guardo il mare,
è tanto grande questo oceano blu
chissà forse ci sarà posto
anche per quelli come me,
noi senza tetto né legge
noi che non apparteniamo a nessun gregge..
In ogni testo
per fare quattro passi
se il cuore aggancia
trova spazio una testa.
Ed è tutta esperienza, un viaggio
tra diversi punti di vista.
Un'esigenza che spezza il pane
e la monotonia.
Finanche perverso, è utile il verso
per darti lustro; perché illumina
comunque aggiunge consapevolezza.
Già dai primi passi, ti accorgi
se vuoi concluderla o meno
la passeggiata
… prosegue di sé.
Giacché spesso
non serve il migliore,
lo spessore impedisce all'esisto
di comprenderlo. E sganciati
smarriamo momenti
non ci accorgiamo di come scappa
la vita col tempo, non li viviamo.
Perché continuare a perderci
di tribolazioni e vanesie?
Alcuni son copiati e ereditati
altri li guida il caso ad esplorare.
Passetti incerti che spesso fan cadere
tanto per scoprire un’emozione.
Qualcuno dice che non vanno oltre
alle gonne di una donna che richiama
per educarti e anche abituarti
ad evitare rischi e andare avanti.
Ai passi fatti seguono le voci
di chi ti chiama indietro per tornare
altri ti portano via ed è per sempre
e se ritorni poi non trovi niente.
Nessuno li ricorda
sono miliardi i passi che si fanno.
Poi ci son quelli che vanno sempre oltre
non puoi fermarli, sono indipendenti
hanno una guida che sempre si nasconde
stanno dietro una linea di confine.
dove l’ombra che c’è è molto fitta
e i passi fatti non sono una misura.
Tra quegli sguardi innocenti
Soffermandomi
Suoi tuoi capelli
Ho udito suoni d'altri tempi
Sensazioni fragili
Aleggiavano nell'anima
Sciocco
Distratto
Dopo aver seguito il contorno
Delle tue labbra
Ho fatto un ritratto
Da appendere al centro dell'universo
Stelle e parole
Sono la mia confusione
Morbide espressioni
Lambiscono il cuore
Desideri scorrazzano nel cielo
Mentre inciampo tra i riflessi
Di un sogno sincero.
Quattordici bei versi vorrei scrivere
che sappiano il mio amor farti comprendere;
li cerco ma alla fin mi devo arrendere
che non esiste motto per descrivere
il sentimento che tu mi fai vivere,
il fuoco che nel petto mio sai accendere,
la gioia che negli occhi porti a splendere
e che non trovo il modo di trascrivere.
tant’è che sugli errori ancora sdrucciolo¹…
mi viene quasi quasi anche da piangere
come se fossi abbandonato cucciolo
che le speranze proprie vede infrangere
mentre ancor cerca l’ultimo suo sdrucciolo²
verso e la scelta inizia un po’ a rimpiangere!³
¹: sdrucciolare = scivolare, verbo;
²: verso che ha l’ultimo accento sulla terzultima sillaba, aggettivo sostantivato; quella tra il nono ed il tredicesimo verso, rima perfetta fatta apparentemente con la stessa parola e quindi apparentemente "identica", si chiama "equivoca" perché in realtà in questo caso "sdrucciolo" e "sdrucciolo" non è la stessa parola, ma due parole "omofone";
³: la scelta di scrivere un sonetto a rime incrociate nelle quartine ed alternate nelle terzine, ma rigorose (“perfette” o “classiche”) di suo già impegnativa essendo unita all’esigenza di comporre con soli versi endecasillabi a maiore (cioè che hanno l’ultimo accento sulla decima sillaba e un altro accento sulla sesta) è qui ulteriormente complicata dal desiderio di farlo verseggiando con l’impiego di soli versi sdruccioli, giacché in italiano non è facile trovare molte parole tra loro in rima perfetta pur essendo sdrucciole; da qui il trucchetto di abbondare nelle chiusure dei versi con verbi della seconda coniugazione, che hanno appunto solitamente l’infinito sdrucciolo; ma se avessi rinunciato alla complicazione e puranco abdicato al sonetto per approdare al “verso libero”, sarei forse meglio riuscito ad esplicare la difficoltà di esprimere l’ardore del mio amore? O addirittura sarei riuscito a trovare le parole che non trovo, perché l’intero vocabolario lo ritengo indegno della mia sirena e del sentimento che ella alimenta in me? No.
09/12/2023
Vorrei sfamare l’universo
col brivido dei tuoi sguardi,
intascare sillabe di luna
da cucire alle finestre dell’anima,
pensarti, pesarti il cuore,
rubarti il cielo del dolore,
fiorire nei tuoi sensi,
essere bacio dei tuoi baci,
crepuscolo di ogni respiro.
Sei l’inchiostro dei miei sogni,
confessione d’amore
e riflesso d’orizzonte,
poesia che dentro mi legge,
luce che gioca col mio cuore,
stringerti vorrei fra i meridiani
del mio domani,
perché sei capitolo del mio esistere
fra i baci dei tuoi baci.
Del mare gli scogli,
dei monti le vette impervie
le nubi insistenti, le frane,
dei fiumi la parte irruenta.
Dell’animo lo spirito combattivo,
le profondità, il silenzio, la guerra.
Dell’amore il dolce frastuono
la complicità della sensualità,
gli occhi digiuni e affamati,
il cuore che batte e che sbalza
come giovinezza mai sazia.
Dei sogni l'assenza evidente del senso,
la parte segreta, le nebbie fumose
del desiderio nascosto.
Dell’alba il tempo che passa
e della notte il tuo corpo.
Ma non ne sono capace
Ogni volta che ci provo
Affogo i miei sentimenti
Nel silenzio del cuore
Quando per gli altri
Divento un'ombra
Perdo il valore di ogni parola
Mi sento rifiutato
Dal mondo che mi circonda
Forse è troppo
Chiedere carezze
A semplici apparenze
Nei loro sguardi scorgo magia
Invece è disincanto
Verso un dolce sentimento
Il mio spirito vorrebbe
Andare oltre il muro grigio
Che divide l'oceano dall'anima
Di ogni singola speranza.
rubato in un pianto sincero,
eri così vicina, così sola.
Ti ho stretta a me fino a farti male,
ma eri troppo distante
non te ne sei accorta neanche.
L'ho avvertito.
In quell'attimo ti ho capita.
Due anime che fanno a pugni
in una bambina che si sta cercando
ancora,
con affanno, tutta sola.
Dolce e perversa...
anima persa.
Una vita che ti appartiene a metà,
piena di forse, piena di chissà.
Ti concedi quasi per gioco,
per dimenticare chi sei.
Forse per cercare lei.
Lei che è dentro di te,
lei che non ti ha amata,
lei che ti ha trascurata.
Lei che un giorno ti ha lasciata,
senza un come, senza un perché;
una vita che non è tua,
strappata al caso, alla periferia.
Sei fragile, insicura,
ma preferisci fingerti "dura".
Cerchi unpo'di tenerezza nelle tue calze a rete,
scegliendo un altro maschio che ne abbia sete.
Cerchi unpo'di luce nel buio che c'è in te,
dimenticando che la vita vale per quello che è.
Ti sembra tutto poco vero;
come un incubo passeggero.
Ma se non arriverai a capire chi sei,
dovrai lottare per sempre
con te stessa e gli altri... pronti a schiacciarti.
Smetti di soffrire;
è tempo di capire un tormento che
DEVE finire.
Devi difenderti per quello che sei.
Un solo volto.
Una sola anima.
Inizierai allora a camminare,
ascoltando la voce solo del tuo cuore.
Imparerai ad amare per quello che sai dare,
senza dover dimostrare quanto ci sai fare.
Allora sarai donna.
Donna per vivere, donna per lottare,
con un destino da cercare;
senza quell'ombra del passato
che una nuova donna avrà cancellato.
di represso animo,
dove velate parole
si smarriscono nelle ombre
delle omertà dei sentimenti,
che come despoti si erigono,
recludendo l'anima
nel bigio limbo di aleatorietà.
Il cuore, come danzante funesto,
smuove con timore falsi passi
sul selciato del sospetto,
mentre le ponderate emozioni,
come cristalli di ghiaccio,
si liquefanno senza echi
nei rimorsi che non sanno emergere.
In intricati intrecci di intervalli
di solitudine mesta e meschinità,
la verità si nasconde
nel maniero della riflessione,
tra insondabili vortici,
a cercare invano una via d'uscita,
senza poterne trovare!
Povero cuore infangato,
liso negli affanni
della cupa omertà,
si consuma nell'anima avvolta
nel gelido manto della fandonia.
Forse, un giorno, bagliori di luce
di severa verità romperanno
quel sortilegio che lega
all'implacabile omertà,
che da fedele amica
saldamente avvelena le vene,
in cui, come fuggiasco,
si nasconde sotto ai suoi lembi.
E quei sentimenti repressi,
che tanto si nascondono,
così tanto si annegano e rinnegano,
possano scoppiare dentro
come magma incandescente,
bruciando d'amore,
completamente!
E poi, libero,
come in volo d'aquila,
intonando un canto di gioia
nella libertà di volere amare,
sarà principio di nuova vita,
in un'altra vita senza
camicie di coercizioni
e ombrelli di omertà a cancellare
l'amore del cuore.
Aspettami all’alba di un cinguettio
cogli una semplice rosa canina
ed un filo solo di quell’erba
dove stendevamo i nostri mantelli
di stelle impulsive. Sogna!
Aboliremo la retorica
e le dimostrazioni di affezione
essendo evidente ovvio stabilito
che siamo qui dove dovevamo
e dove vogliamo rimanga scritto
ogni prossimo o lontano futuro.





