Sei distici, ciascuno formato da un ottonario ed un senario, rimati con schema Ab Ab Cd Cd Ef Ef.


Nostalgia dei bei momenti
che passammo insieme,

nostalgia dei begli intenti
da cuore che freme,

nostalgia per i progetti
che sbagliammo in pieno,

nostalgia per i bacetti
dati senza freno,

nostalgia di quel calore
che ci scambiavamo,

nostalgia per questo cuore
su cui contavamo.

29/01/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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In fondo alla via
C'è una donna che stravolge
I miei pensieri
Ballando al ritmo di una musica
Che non ho mai sentito prima
Mentre qui
Tutti parlano di come va il mondo
Qualcuno affonda nella sua rovina
Lei è così bella che
Vorrei amarla
Lei è così bella che
Vorrei dimenticarla
Il tempo si perde in frivolezze
Le parole aleggiano come fumo nel cielo
Ognuna in cerca di un suo dio
Dicono che la certezza è solo un gioco
La donna si avvicina
Avvolgendosi su sé stessa
Come luce incandescente
Lei è così bella che
Vorrei amarla
Lei è così bella che
Vorrei dimenticarla
Ormai sono tutti stanchi
Conto i riflessi nei loro sguardi
La verità bussa alla mia porta
Le chiedo di guardarmi
Di starmi vicino
Qualsiasi cosa pur di condividere
La mia ragione con la sua follia.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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bei bucaneve -
nel camino in baita sprizzi di faville
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Si potrebbe

anziché al ponte sullo stretto

dedicarsi allo stretto necessario

anzi, meglio, indispensabile

per un quieto vivere.


Base di esistenza guarita

di guerra bandita

per  occhi che sentono

il pulsare dei cuori.

Ché più l’alternativa è valida

ovvio,  più si veleggi

evitando i ricorsi

dei consueti  borseggi.


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Un’orchestra di stelle

sciupa il crinale dei silenzi miei,

autografa i tuoi sguardi

con alfabeti d’anima

scivolati sul petto

in un chiaroscuro di battiti.

Rugiada di mare

colleziona i nostri istanti,

distanza ed infinito

ritagliano le rotte

sulle clessidre del pensiero,

papaveri innevati di luce

la dolcezza dei tuoi baci.

Mordo il tuo eco

come equazione lunare,

come gioco d’abitudine,

come unica aurora che conosco

a leggere solitudini

annodate nella memoria.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Riflessione sul mio domani in terzine di endecasillabi a maiore a rime incatenate.


Spesso non lo capiamo quanto breve
nonché precaria sia quest’esistenza
che immaginazione gioiosa e lieve

ci dipinge un'eterna infruttescenza
di spazio e di futuro in universi
che non avran nessuna soccombenza.

Ma quand’anche il futuro ritenersi
possa per l’universo senza fine,
son quelli umani tempi assai diversi:

non è detto che sian tante mattine
a vederci svegliare un giorno ancora
per raccoglier le rose oppur le spine

d’una vita che istanti ne divora
a milioni in ogni anno in direzione
della famigerata final ora

che ciascuno di noi per conclusione
troverà della propria strana vita
senza averne certezza, annunciazione,

proprio fin quando non sarà finita.
Tu volevi pensare, progettare,
prepararti alla gioia infinita,

attraverso il presente traghettare
i tuoi sogni al futuro meno oscuro…
una casa e famiglia tua sognare

con qualcuna a cui dir “T’amo, lo giuro!”
“Sto con te e non ci lasceremo MAI”…
quanto possa il destino apparir duro,

quanto possano grossi essere i guai,
sogni sempre che arrivi un bel domani
in cui man nella man con lei starai

e anche a costo di sacrifici immani
con lei trascorrerai tanti presenti
fatti d’eventi nuovi quotidiani

verso un dopodomani conflüenti
in cui poi risvegliarsi ancora insieme
con pensieri che non saran mai spenti.

Càpita che poi questa stolta speme
d’un’esistenza eterna a cui donarci
giunga alle conclusioni più che estreme

cui logica doveva prepararci:
quelle combinazioni d’equilibri
mai garantiti ch’han fatto arrivarci

tra aspettative e alcuni ludibri
a quest’oggi presente e traballante,
come narrano i più seri tra i libri,

posson perdersi in meno di un istante
e il futuro non era ancora giunto
ma per lui non c’è più tempo restante.

Il concetto di tempo ormai defunto
quando cala il sipario d’esistenza
mette al doman sognato un fermo punto.

Immagino la mia futura assenza,
l’immagino se fosse già domani…
immagino impossibile esperienza:

mi metto a letto e poggio al petto mani,
esco dal malandato vecchio corpo,
registro il mondo intorno e i fatti strani

come la fredda salma in un succorpo
e intorno sconosciuti in piagnistei
che cerco di schedare mentre torpo°;

immateriale osservo e non c’è lei
(e questo è certo che non mi stupisce),
in prima fila a pianger sono i miei

addirittura il padre che scolpisce
encomi come mai ne fece in vita
e madre che distrutta impallidisce,

fratelli e nipotine ed assortita
di varia umanità una folta schiera
che con me mai parola ha proferita

e forse niente sa di quello ch’era
il morto prima del trapasso attuale
se non che fosse il figlio che dispera

un padre ch’è deluso in percentuale
prossima di sicuro al cento/cento
perché son morto prima tale e quale

restando inutil come ogni momento
del mio percorso vano e inconcludente
di cui non ho concluso alcun intento…

ma quanta, troppa, tutta questa gente
che mostra qui per me disperazione
ma con cui in vita non spartii mai niente!

C’è chi di funerali ha collezione
perché raccoglie i “Bonus Paradiso”
per quando prenderà l’estrema unzione

e se li giocherà con un sorriso
sul piatto d’un presunto gran bilancio
finale in cui porrà sul piatto liso

dei pesi di “bontà” con grande slancio
i punti accumulati contro inferno
pur se peccati furono il suo rancio!

Vedrò dei lucciconi senza scherno
di chi mi ha conosciuto e frequentato
per amicizia o per ruolo fraterno

e sarà veramente rattristato
sapendo non potrà più ritrovarmi
e passerà del tempo prolungato

prima che riesca pure lui a scordarmi
(magari un mese, un anno o anche nove),
qualcuno invece per meglio pregarmi

foto appiccicherà in ogni dove
con sotto dei lumini sempre accesi
per chiedermi anche il sole mentre piove!

Perché si sa che i morti son cortesi
intermediari per divinità
cui porger preci per eventi attesi

senza direttamente le maestà
mettersi a infastidire richiedendo
segnali di gran generosità.

Chissà se nella foto sorridendo
apparirò nell’angolo alla lapide
col volto mio che a me pareva orrendo

sia preparando, sia in pose rapide
mi vedo sempre poco fotogenico
con espressioni che non paion sapide…

avrebbe forse un bello effetto scenico
metter la foto d’un vecchio cinghiale
col cibo in un rapporto schizofrenico!

Ma bando a digressione demenziale
ritorno a immaginar cosa rimane
del mio passaggio qui tra il bene e il male:

passate poche o troppe settimane
ci sarà, meritato, solo oblio
come per un randagio e brutto cane;

del resto sono un brutto senzadio
che nella propria vita ha tutto errato
e lascio dietro me nulla di mio

eccetto disavanzo non pagato
per ogni mio progetto già fallito
nonostante mi fosse finanziato…

la casa in cui volevo esser marito
e crescer due marmocchi col Pulcino
per mutuo da ipoteca garantito

l’ha presa quasi gratis il vicino
dopo che il mio Pulcino scappò via
in cerca d’un miglior per sé destino…

e i sogni vecchi dell’infanzia mia
svaniron con la fine degli studi
costati sacrifici in agonia

abbandonati ancora troppo crudi
fuggendo da un amore più che tossico
di quelli che di reggere t’illudi

ma poi ti spingon dentro neri fossi
da cui difficile è pure salvarsi
e te ne tiran fuori amici scossi

che con la forza inducono a catarsi
il cuore tuo ferito con dei calci
finalizzati al tuo allontanarsi

da quella pazza che con le sue falci
l’alma m’aveva già mezza divelta
lasciando della mente pochi stralci

per capir che occorreva anche alla svelta
cambiar la mia città, se non pianeta,
anche se troppo dura come scelta.

Ufficialmente resto analfabeta
senza una carta che mi renda bravo
certificando aver raggiunto mèta.

Da piccolo di certo ci speravo
restar col nome in un libro di storia,
tra Fleming, Newton, Einstein mi sognavo

scavarmi spazio per la mia memoria
tra Galilei, Salk¹, Jenner², Dante, bravo,
Leopardi, Fermi, degno d’una gloria,

un Semmelweis³, Petrarca ch’adoravo,
Leonardo oppur Manzoni, o Sbirulino,
Totò, Fantozzi o chi mi immaginavo

avesse tra gli umani un posticino
di cui sentirsi fiero in tutti i tempi
per non aver sprecato il suo cammino!

Ma tra migliaia d’ottimali esempi
di gente ricordata da altra gente
non ce ne sono come me ‘sì scempi:

di me non resterà proprio un bel niente;
neanche l’amatissima Sirena
mi tratterrà nel cuore o nella mente

dopo aver speso forse a malapena
con gli occhi tristi qualche lacrimone
per un amico andato fuori scena

che sempre disponibile, coglione,
cercava di mostrarsi, senza fini
che lo rendesser un’obbligazione.

Anche se troppo poco siam vicini
e troppo poco son capace a fare,
tipo pacchetti di cioccolatini

o offrirmi sempre pronto ad ascoltare,
credo le spiacerebbe la mia morte
ed una lacrimuccia può scappare…

Ripenso a quante sian le chiuse porte
che sempre mi si son parate innanzi
e quante ne ho chiuse io sbattendo forte

restando solo senza più romanzi.
Qualcuno forse qui mi sta leggendo
e forse è il caso che, pensai poc’anzi,

m’affretti in un saluto sorridendo
prima d’esser da lui dimenticato
dopo aver letto ciò che sto scrivendo

ed esser ad un altro autor passato
per leggere un migliore scarabocchio
magari molto meno tormentato:

buona continuazione! Strizzo l’occhio
ma non lo so se ci sarò domani;
mentre sui ceci mesto m’inginocchio

chiedo perdono per i versi insani.
Tutto sommato credo che nel sito
di me rimanga traccia anche domani…
fin quando il database sarà sparito!

°: schedare = identificare, torpo = resto intorpidito;
¹: Jonas Salk, inventò il vaccino antipolio, la poliomielite era una delle malattie infantili più temute nella storia;
²: Edward Jenner, inventò il primo vaccino efficace, quello contro il vaiolo;
³: Ignaz Semmelweis, spiegò che bisogna disinfettarsi prima di operare!

23-28/01/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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Ancora un pensiero
Per te che vivi nel buio
Di ogni istante
Travolto dal flusso del tempo
Così poco importante
Ancora un abbraccio
Per te che dormi lontano
Dalle stelle del vento
Sognando ogni notte
Il madido corpo
Di una menzogna
Ancora un saluto
Per te che sorridi alle foglie
Cadute dal cielo
Senza voltarti mai indietro
Malgrado tutto
Sei rimasto te stesso
Pur respirando
L'esasperante silenzio
Dell'immensa foresta
Nella solitudine
Di un solo bacio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Complici di ciò 
le continue gallerie 
violacee e sommarie 
mareggiavano di scuro 
mentre
l' adagiata sofferente 
con voce beatificata 

piegava la debolezza 
del ripetente 

E già si nutriva 
in sciolti acquerelli 
l' indubbia timidezza 
di giostrine e collegiali 
che di schiuse
libravano la scena . 
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
festa di maggio -
brezza nel caldo rosso
sussurra pace

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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Ti scuci in un pensiero,

in un mezzogiorno di papaveri

riflesso nel silenzio.

Un diario di sguardi

si consuma nell’anima

come un meridiano di stelle

acceso sulla pelle

ed il tempo è un’ala ferita

da addizioni di nostalgia,

bacio spento d’infinito

nell’universo dei ricordi.

Ed anche il cuore

ha i suoi tramonti

in questa pioggia d’esistenza

che esita a stringerci

fra le latitudini di un segreto.

Amami come questo addio

disegnato nel tuo presente.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Vorrei fare l'amore con te
Mettere da parte
Per una volta
La mia coltre di parole
Accarezzarti i capelli
Il volto
Inebriarmi del tuo sapore
Così riuscirei a dimenticare
I mali che affliggono il mondo
Poi mi rendo conto
Che non potrai mai appartenermi
Perché sei troppo bella
Perché sei troppo distante
Dallo squarcio di luce
Da cui ti sto osservando
E in cuor mio so che un giorno
Non potrai udire
Nemmeno le mie flebili parole.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Terzine di ottonari tronchi, schema rime abc abc def def ghi ghi jkl jkl.


La mia vita è un triste blues,
resto spento senza te.
Non so se ti rivedrò.

Mentre aspetto solo il bus
penso in cerca d’un perché
questo cuore s’ammalò.

Perché dubbi non ho più:
malattia è questa qua
che mi porta a star così

con lo sguardo perso in giù
per sfuggire la realtà
e sognar che dici sì

a domanda che però
ha risposta che so già,
che qualcosa so di te:

so che mi diresti NO
nonostante la pietà
che potresti aver per me.

Tra un po’ a casa tornerò…
non t’ho vista oggi perché
sei lontana, non stai qua…

Come sempre sognerò
di dormire accanto a te,
ma tu ora stai in città.

22/01/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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C’era una volta il tic tac

echeggia al mattino il tik tok

nella rete la gioia di un link

mi gusto l’ebbrezza di un drink


segui le mode con un modem

a cosa può servire un server

essenze snob per stare sul web

digerisci e ti scappa un router


il ritmo magico di un algoritmo

a zig zag in un mondo di faq

un rapper s’è perso in twitter

spengo la luce con un clic.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Non chiedo altro
Che l’amore
Tra le luci infrante
Della ragione
Se potessi averne
Solo un assaggio
Una piccola porzione
Diventerei un altro
Forse un pazzo
In cerca di sospiri
E baci appassionati
Per allietare
I brividi delle carezze
Che gelosamente
Ho sempre desiderato
Chi sarà allora la prima
A porgermi la mano
Per mostrarmi la via
Dei sentimenti
Che mi hanno
Abbandonato.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 643 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Un baffo nero spezza l’autunno
mentre è gialla d’acrobate foglie
una bolla di cielo adattata a teatro.

Si perde, lo sguardo.
Cerca lo stormo all’attacco del sole.

Come umana rassegnazione,
l’ultima rondine immobile appare
…fino al prossimo battito d’ali.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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