Scappai,

da quel giardino

dall’odorose viole

dall’armonioso senso

dal candido tuo

fiore.

 

Andai

per erti valli

nell’ombra di un

sentiero

solo, a piedi scalzi,

ad ingannar

la vita.

 

Un tempo senza

tempo

vissi ramingo,

randagio e cattivo

come un cane

ferito.

 

Molte anime

strappai alla vita,

sfamandomi incurante

del lamentoso

sangue.

 

Come un guerriero

preso alle

spalle

come un leone

spaventato

 infine mi

chetai,

stremato caddi

in un sonno senza

sogni.

 

 Nella tenebrosa notte

per gran tempo

giacqui.

 

Ebbro e stordito

nel triste giaciglio

mi separai

da me

dalla mia stessa

vita.

 

Nascosi in quel

giardino

all’ombra delle viole

l’armonioso senso,

 quell’unico mio

fiore.

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Profilo Autore: matteo  

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Commenti  

Alberto Automa
+1 # Alberto Automa 25-10-2011 15:04
...dolcezza dolorosa che incanta col vago sapore di un piccolo mondo passato, piaciuta :-)
Debora Casafina
# Debora Casafina 25-10-2011 16:45
concordo con Alberto complimenti e grazie per il l'emozione ricevuta :-)
poesie profonde
# poesie profonde 26-10-2011 08:42
Questa poesia emana tutto ciò che le parole esprimono sentono nel profondo del cuore Complimenti davvero

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