Geme il vento nomade, d'un suono vago
e da questa piana inaridita, mi porta
migrando, nel posto a me più caro.
Ben sento rigonfio
il sospiro suo e intorno,
tra l'ali e le foglie
il volgersi dell'onde,
e mormorare le acque,
qual tocco nostalgico
il tintinnio delle sartie!
E fulge,
s'inonda, riemerge
il sole ad ogni suo palpito.
Sussurrano i gabbiani
alle tremule vele,
sfavillano gemme
nell'aria serene...
Ma ancora per quanto
vivrai, mio soffio di vita?
Illusione sfuggente, più intensa
perchè ti spegni
e te ne vai, come sale fra le dita.

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