Maledetta abitudine
ci si abitua a tutto
odiosa idea
di una resa consenziente
maledetta abitudine
di non sentire più
le assenze più care
maledetta abitudine
alle fragilità più ignorate
subdola e strisciante
normalità truccata
giochi a far sentire vivi
là dove si è già morti
Odiosa maledetta abitudine
uccidi i sogni e le illusioni
sotto un mantello
di quotidiano vivere
Mi ribello a te
come solo alle peggiori calamità
non mi avrai perfida strega
con la tua aria rassicurante
infida bugiarda di false promesse di morte.
alla follia non risponderò
un aiuto risponderà
silenziosamente
staccando la spina
di un invisibile cuore
nelle volte di nuvole
grige
al diniego
che non pesa le parole
ma agita il vento soltanto
componendo canzoni
che non cantano
al mattino
sul petto
dello stanco sentir
La sagoma maestosa di un pino
s'innalza ai primi bui
di una sera d'inverno
la strada è lunga
e il sonno mi sequestra
immagino un tappeto di rose rosse
dove poter sdraiare il mio corpo
ascoltando il volo melodioso delle rime
di una poesia antica
dimenticata tra le curve di un sogno
mi cullo tra fate ed elfi
ma il risveglio improvviso
mi deruba impietoso
di uno strano sentimento di benessere
non mi resta che adagiare il cuore
in un pensiero di rimpianto...
crudele realtà che dei miei sogni mi derubi
ti ostini a volermi sveglia in un mondo che dorme.
Folle d'amore per te
vago di notte
per le strade deserte
luci appena accennate filtrano dalle finestre
di case abbandonate dal rumore
vago di notte
non riesco a dormire
mi hai tolto
la capacità di pensare
ogni minuto ogni istante
ti cerco ovunque
come se un attimo prima
mi avessi detto che mi vuoi lasciare
ho tanto timore
di perderti
che non mi accorgo di averti dietro
che mi rincorri per fermarmi
"aspettami pazzo
ma dove vai?senza di me dove vai"
io mi volto ,ti guardo stupito
ti cercavo davanti e invece eri dietro di me
quanta follia suscita l'amore mio per te!
Uomo della musica, sei in contatto diretto con Dio
che grande dono hai ricevuto, parlare una lingua universale che trasmette infinite emozioni.
Le note come barriere, attraversano la strada quando meno te lo aspetti, sbarrano il cammino e obbligano a guardare oltre.
Gancetti incastonati di pietre preziose, riescono ad illuminare il buio più profondo, intrisi di profumi soavi che arrivano al cuore
e stimolano la fantasia, lasciando assaporare una inebriante irrealtà.
Si può cambiare strada, incontrando una barriera, oppure saltarci sopra e lasciarsi scivolare oltre il grigio che ci attanaglia l'anima.
Note musicali come mani dalle dita sottili, che si tendono per portare fuori dala mediocrità.
Al cospetto della musica è impossibile stare statici, il tempo si comprime, si espande, crea e trasforma.
Le ombre entrano in un' autonoma dimensione.
Il pentagramma non ingabbia il pensiero ma come l'arco schiocca via lontano le briglie dell'anima.
Nella creazione dell'universo musicale Dio ha donato il meglio di se.
Musica, melodia divina, energia che fa battere il cuore tumultuosamente.
Quello che non riesco ad esprimere con le parole, implode dentro di me, ogni frammento crea nuova carne e sangue, senza tempo, fisicità e umana materialità.
Grazie uomo della musica, per me potresti non avere nome, sei la bacchetta magica, il pifferaio che conduce verso un grandioso arcobaleno e lascia assaporare tuti i colori dell'iride.
Ci si può perdere,
ma mai senza trasformarsi in farfalla dalle ali sottili, vivere un solo giorno abbracciando la pienezza di una vita intera.
Ho rinviato il tutto a data da destinarsi
il mio incontro con Dio, con me stesso
con il processo alla mia identità
E rimango di ghiaccio
ibrido, un sasso
a contemplare il silenzio
senza farmi scalfire dal vento
Capisco che questo momento
non può durare in eterno
devo far fronte alle scadenze in agenda
devo raccogliere tutte le forze
e il coraggio che a volte mi manca
E così divento vulnerabile
mi faccio trascinare nel pozzo di sete
dove uno sciame di insetti appestati
ronza nelle poche chiazze di luce
E così nelle baraonde di sangue
ci nutriamo d'amore e carezze
sotto un cielo di piombo
che comprime le nostre teste.
E fuggire a che serve?
La morte sfonda tutte le porte.
Amore rimani stasera
acquieta quest'uomo che ha paura del buio
ma nel cuore ha un frullo d'uccello
che vola nel cielo della sua libertà.
su di te
troverebbe ristoro
la bufera fosca
del mio inverno
tutto ciò che mi serve
sta lì da qualche parte
tra le tue labbra
e il petto
se mi fai dono
godo
come la sabbia al sole
mi dilato i fianchi
intorno al tuo calore
e cado
nel sopore mite
chiuso
il suo abbraccio
sulla stessa vita
ho una mano sul petto
con dei fiori per il mio vuoto;
non siamo più a Venezia.
L'oriente s'è ghiacciato
sulla guglia della porta
oramai chiusa all'amore
nel labirinto marino.
Non siamo più a Venezia,
non siamo più a Venezia...
Per una donna
si può morire
ci si perde pure il cuore
la conquisti di parole
quando sai parlar d'amore,
la trasformi dolcemente
quando le regali un fiore
e diventa quotidiano
dirle amore...io ti amo
Per una donna
si può soffrire
quando hai capito
quant'è importante
non ci perdi nemmeno un minuto
a raccontarle storie d'amore
metti in gioco il cuore...volentieri
se ti dice si! ti aspetto
Per una donna
mi son fermato
senza rimpiangere il passato
poi il destino ha fatto il resto
spiegando a un uomo
cos'è una donna.....
Precipita l’addio
in un infinito irreale
nell’iride vacillante
color rosso fuoco.
La rabbia brucia
come argilla disfatta
e veleno di parole
feriscono l’istante.
Il buio intrappola
flash eterni
in una tela bianca
esile, priva di colori.
E pugnala il tuo nome
modellato senza inchiostro
sul quaderno di sabbia
che l’onda, spazza via.
Come spesso accade
piove fuori e dentro me.
Mi ritrovo ancora
a vagare nell'oblio
che è il mio mondo
lo stesso mondo
che non mi appartiene.
Non capisco
e nulla mi porta a capire
il buio sovrasta la luce
come di consueto
ma in fondo
è li che mi piace stare.
La mia unica sicurezza
è crogiolarmi
e lasciarmi andare
nella mia oscurità
dove vado continuamente
a rifugiarmi
perchè non conosco altra salvezza.
La notte
il buio
l'ombra
le tenebre
l'oscurità
sono l'unica casa che ho.
Ancora una volta sono vento.
Mi son trovato
sperduto....
in un tempo senza meta
lontano dalla mia esistenza
lontano dalle mie cose
sensazione d'abbandono
paura...
Mi son svegliato
hanno sorriso
labbra sincere
di chi ama
amo anche te uomo
che non t'accorgi d'essere nel tempo
sai..non siamo soli
perché c'è un tempo
il nostro...
Teniamocelo stretto.
Nel silenzio
della notte
ho promesso
questo amore
lo accarezzo
un pò lo bacio
me lo stringo
forte forte.
Nel silenzio
della notte
lo respiro
dolcemente
assaporo
quelle labbra
che si lasciano
scaldare
nell'abbraccio
di una notte
che si posa
senza fine.
Noi avvolti dal vortice di un uragano
catapultati nel vagone dell'amore
attraversato da attimi di carezze tremanti
sguardi di impressa passione nella pelle
silenzi svegliati da ansanti respiri
sensi persi e travolti
nell'attimo della carezza unificata
nel nostro rosso desiderio
rimandato al prossimo fugace incontro.







