eravate divertenti
incondizionatamente
sotto un cielo trasparente
nel mio sguardo
sorridente
in rombi di macchine
che si scontravano
come autoscontri
sulle piste rotonde
immaginate
dall'ascolto
appassionato
di essi
comici da strapazzo
mitici veri guaritori
di spettatori
inguaribili delusioni
della povera era
del dopoguerra
Scusate se è poco poetica
ma avevo voglia di scrivere cosi
e pensare appunto all'allegria
Dedicata a Stanlio e Ollio
Semplice su un gambo
cullata dal vento
ti lasci adorare.
Socchiusa attendi il giorno
per rilasciare fragranza.
Rivestita di petali di seta
avvolgi d’armonia
dell’essere al tuo fianco.
Delicata al tatto
ti lasci accarezzare,
peccato coglierti.
Lasciarla vivere
non farla prigioniera
ed ogni notte
si addormenterà
per risvegliarsi
al risorgere del sole
rilasciando fragranza
da inalare.
05/06/09
Distesa nel mio giardino
guardo il cielo.
La notte in estate
ha un profumo buonissimo.
Respiro forte e osservo il blu
illuminato da luna e stelle.
Chissà dove sei.
Da anni ormai me lo chiedo.
Chissà cosa fai.
Chissà com'è adesso la tua vita.
Forse non lo saprò mai
o forse si
ma so con certezza
com'è la mia senza te.
Mentre adesso
chissà dove
e chissà con chi
magari proprio in questo momento
stiamo guardando le stesse stelle.
Ed è stanco!
Gli avevano detto
che in quella casa
poteva riposare
ma la solitudine è forte
la nostalgia tanta.
Le notti sempre
più lunghe
nell'attesa
di quell'affetto profondo
le ore, i minuti
scorrevano lenti.
Ed è stanco
dentro una
disperata solitudine
con il peso nel cuore
attendendo impaziente
un qualcosa che ravvivi
quello sguardo
senza luce.
In quella casa
poteva riposare
ma soffocato
dalla stanchezza
e senza primavere
negli occhi
si lasciò morire!
E piove ghiaccio dolciastro
Mentre attraverso il molo
Il sole giallastro
Quasi spento verso il polo
E mi bagno le mani e la vita
E ricordo il tuo nome: MITA
Di un posto lontano
Passasti e scrivesti
Lessi le due righe lasciate
Bianche
MITA gridava quell’uomo
MITA supplicava quella voce
Va lontano da me
C’è ancora posto nel cuore
MITA sorridesti
Mi guardasti chiedesti
Se c’era posto in me
Ora sei cresciuta
E i tuoi lunghi capelli
Hai tagliato
MITA la vita è tua
Qualcuno t’aspetta
Prosegui avanti
Non c’è fretta
E dal mare col suo profumo..
deliziosa..
entro' in casa mia,
era il tempo dei miei giovani anni,
...irruento l'amore sboccio …
bella come un raggio di sole..
i suoi occhi scaldavano i miei pensieri...
la sua immagine animava i miei sogni
.. il cuore batteva forte
mai aveva gioito di tanto d'amor..
.. poi le gite in motorino
i tuffi in allegria
...gli occhi negli occhi..
...le mani nelle mani...
i dolci baci di salati...
il respiro, perso nelle sue lunghe chiome..
nei nostri balconi la brezza della sera,
era l'estate dell'amore e lei era la mia musa,...
il mio piu' bel sogno d'amor,
il suo nome ... Elsa..
..poi seppur vicina
all'improvviso l'addio,
l' attesi...la sognai,
era il mio dolce segreto..
invano pregai
..,cuore di roccia..
lontano ormai nel suo pensiero
il tempo di due decenni ci attraversò...
poi l'incontro...
i nostri occhi si parlan ancora..
le adultere labbra di nuovo a sfiorarsi
mi confida di un ancor grande amore.
un unico cuore il nostro,in due spezzato ,....
un destino amaro,
lontani,e piu' che mai legati..
Elsa ,vivi dentro me..
..stella di mare, che illumina i miei sogni,
fresca brezza della sera che accarezza dolce il viso...
..orizzonte lontano e irraggiungibile...
unico mio amore infinito,
come il nostro amato mare...
…......ti amo elsa.....
Mio padre ha paura della morte
Arrivo da terre, neanche tanto lontane
e non da racconti biblici, con i suoi antichi versi
e nemmeno da realtà e usanze poi strane,
siamo uguali eppure, scopro, alla fine diversi.
L'uguaglianza dell'aspetto
della vita di ogni giorno,
dei sentimenti odiare...amare
del piangere, soffrire.
Uguale anche la morte, ci unisce,
non riesce neanche lei a smistare
le nostre anime davanti alle sue porte.
Conosco la tua storia, arte, cultura
ho imparato a cantare le tue filastrocche
e l'inno col cuore in mano.
Ero bambina, adesso qui sono cresciuta,
Amo la tua patria, come se fosse la mia,
certo, non ho dimenticato di essere adottata
e non rubo il tuo orgoglio di figlio legittimo, così sia.
Concedimi la speranza, con amore, di essere accettata.
Ecco...tutto così uguale
dove, ti chiedi, ho scoperto che siamo diversi?
Caro mio fratello umano,
ho provato la realtà a snudare
e ho cercato a lungo la nostra diversità,
ho trovato che ..sì, non sei a me uguale
ma non lo è nessuno,
siamo unici e diversi nella nostra individualità.
un giorno appare
e scolora l'alba
il risveglio di scappare
meglio sparire
una sola parola
sconvolge il fatto
probabilita
ingranaggi interni rimescolano
portano a galla una vita tutto
in secondi
cogli all'impazzata il più
possibile ma.......
è poco per tutto
occhi
urli
la voce dei miei figli
i primi passi
l'energia di chi.....mi tiene
forte
senza lasciarmi
probabilità su quel foglio
Caronte in ombra
divento semidio e
pago l'obolo
sconfiggerò medusa
e col suo sguardo
bloccherò gli eventi
aumentando le mia
probabilità.
Tempo!
Che cos’è il tempo?
Un amplesso, un sorriso, una lacrima
una bambola rotta, di terracotta,
un esile velocissimo tocco,
un poema non scritto.
Tempo!
Che cos’è il tempo?
Un’offesa che perde equilibrio tra le dita,
una mela marcia, non mangiata,
tra i rimpianti di parole
mai, uscite di bocca.
Tempo!
Che cos’è il tempo?
Senza il tuo sguardo, senza le tue parole
veloci a ricoprire gli universi vuoti
e non vi sarà tempo, nel tempo,
se tu cessi nel mio tempo.
Odore di erba bagnata,
aria fredda che fa lacrimare
occhi attenti a nuvole nere
che rincorrono una parte ancora illuminata del cielo.
Quasi impercettibile un battito d'ali
e già il merlo è lontano.
La mimosa, elegantemente al vento,
muove grappoli di boccioli saldamente chiusi,
pare una ballerina che, timida, si stringe tra le balze del tutu.
Gli alberi nudi si piegano tristemente
sulle loro foglie adagiate su una terra
dura di zolle gelate.
L'anima attenta
percepisce ogni movimento intorno,
vibrazioni di passaggi silenziosi.
Luce spettrale, per un raggio di sole
filtrato tra due nuvole cariche di pioggia,
illumina una recinsione e la fa risplendere
come un'armatura medievale.
Il battito regolare del cuore
mi fa accoccolare su me stessa.
Nell'armonia della natura
ogni tassello dell'anima
trova la giusta collocazione.
Sorrido,
e abbraccio il mondo su di me.
Sono la pietra usata per uccidere ma ben levigata
e mi domando
non mi chiedi se io voglio
la mano mi afferra
ero in pace a terra
il sole mi scaldava
l'acqua mi lavava
un'uomo ne fece una dimora
ed io lo accolsi
voi insanguinate il mio corpo
uccidete il vostro
lapidate le vostre coscenze
l'amore non vi appartiene
lui che pregate
e parte del sangue
lui ha lacrime
da regalarvi
mentre lei muore
lui muore <A>
Du'a Khalil Aswad chiedo perdono per loro
Fanciullina vestita di bianco
ti affacci in punta di piedi e
poi irrompi come un vortice inebriante.
I tuoi capelli solleticano l'anima
i tuoi occhi penetrano il cuore
metti le ali alla fantasia,
mi fai innamorare.
Trasformi la realtà in lucciole dorate,
gradevoli odori solleticano l'olfatto.
Non hai pietà di me, non mi lasci dormire,
mi trascini verso ruscelli cristallini
e lasci che la mente galoppi all'impazzata.
Metti nelle mie mani una saetta
che scivola sul foglio come una pattinatrice piroettante
su uno specchio ghiacciato,
Con te, ispirazione, non esistono i deserti
trasformi una tela bianca in immagini mutanti
dai colori variopinti, ombre e primi piani.
Mi arrendo, fai di me ciò che vuoi.
E ci guardava dal fondo di una bottiglia
Colorati di verde ci vedeva
Sorridere e rincorrerci
Cadere tra gli oggetti di casa
e ci faceva le foto piangendo
parlando a singhiozzo ci diceva
“avrei voluto tutto diverso”
Le sere d’estate dal balcone affacciava i suoi occhi
Freddi come il ghiaccio di un agosto che muore
La gente guardava e parlava emetteva sentenze
Non la voleva nel quartiere
E noi crescendo ci chiedevamo il motivo
Poi ci guardava da dietro quel filo di fumo
Tra i cardi eravamo a sognare
E ci faceva innamorare di lei
Tanti uomini nella sua stanza
Tanti sogni gettati giu all’ombra del campanile
E Barbara poi una sera ci strinse tra le sue braccia
Voleva parlare d’amore
Voleva giocare con noi
Barbara si spogliava e noi fermi e sudati
Aspettavamo lei dentro il suo letto
Di seta e di chiodi e sorrideva per noi
Un giorno sulla spiaggia di luglio
Decise di ridere con noi i suoi occhi profondi
Gelavano i nostri affanni
Ci affrettammo a spiegare che ci faceva innamorare
Ma poi forse troppo bambini ridevamo sul serio
Un po’ di lei
E la bottiglia profumava di vita
Era vissuta sulla strada prima di noi conosceva le parole del vento
Sorrideva con noi mentre l’acqua limpida bagnava
Le isole della sua pelle e giocava con noi
Barbara si spogliava e noi fermi e sudati
Aspettavamo distesi sulla sabbia tra il sole e il cielo
Sognavamo con lei
Poi partì per un posto lontano più lontano di noi
Lasciò il suo numero e il suo calore dentro di noi
Era felice quel giorno in viso alla prossima stazione scendeva
E ci lasciò la bottiglia vuota e il tappo che sapeva di lei
E un giorno mi vesti d’azzurro e d’oro
E scrivendo una poesia ricordai Barbara
Che dipingeva i cavalli che come i sogni correvano nelle praterie
E Barbara oggi è tornata nella sua vecchia casa
Quella accanto alla mia stanza
I capelli carbone e i suoi occhi di malvasia
Sono sempre uguali
E ci vede inseguirci sulle spiagge inquinate
Tra rondini estinte e oggetti passati
Dietro gli anni pesanti ormai vissuti





