
Il silenzio polveroso
nelle anime rimaste sole
che respirano il tempo
che resta
e non fanno rumore.
Un silenzio che si estende
tra la pelle
e quel respiro
nell’ aspettar una telefonata
una parola soltanto…
ennesimo sospiro
di una vuota giornata
uguale a quella di ieri.
La solitudine lascia il posto
all’abbandono
quello totale crudele
eppure c’è negli occhi velati
ancora perdono
per figli tanto ingrati
incoscienti, di corsa,
ma realizzati.
Guardo questi occhi
di chi ha vissuto, ha dato
mani che tutta la vita
hanno lavorato,
ora disegnano
questi occhi una valle
e si curva la lacrima,
una sola
solcando il viso
cade sulle spalle
dove capelli bianchi
appena pettinati
nell’ aspettar figli
che non sono mai arrivati
fa brillare come diamanti…
l’ultimo respiro di un triste
e polveroso istante.
Mentre tutto scorre
cristallizzo i miei ricordi
perchè non smettano
di far male
la paura del nulla
costringe a rinnovare
il dolore
è come riempire d'acqua
il cuore
sperando che ci anneghi
nell' ascolto di un brano
mi aggrappo
naufragando nelle note
consapevole di morire
Mentre tutto scorre
Fra tutte le sedie che potevi scegliere
in questa ampia, spaziosa sala,
tutte vuote,
tutte disponibili,
hai scelto proprio quella di fianco alla mia.
Ero disperato per un po’ di solitudine oggi,
per uno spazio buio e silenzioso
dove distendere le gambe.
Te ne sei accorta?
Sono seduto qui ora, confuso, ubriaco,
incollato alla seggiola,
ritmato nel sogno da ogni respiro che prendi.
Siedo fissando il vuoto,
masticando silenziosamente una gomma,
così, per non disturbarti
in alcun modo.
Caio nella tua mano, dolce e orgoglioso si sposa al tuo desiderio,
si insinua delirante nel tuo magico mondo meravigliosamente bagnato.
Pensavo fosse un essere di gomma, invece è pieno di umanità.
Caio sa sognare.
E' tanto tempo che sogna.
Si proietta da lontano, noncurante dei malesseri e dei dubbi.
Caio, amico anche mio, di te non son geloso.
Scusa se ho pensato male.
Sei più leale di quel che pensavo.
Ti affido il mio Amore, continua a starle vicino e parlale di me.
Diglielo che quel pensiero dolce e assassino è la cosa più pura che c'è.
Dille anche che i suoi sospiri sono il suono della mia felicità.
Calmala quando vede nero oltre la ragione.
Sii dolce, perchè il suo corpo è la mia Mecca, tempio dove un giorno vorrei pregare.
Rispetta la sua pelle, perchè è il prato dei miei sogni.
Colma di sensazioni quei momenti nei quali l'assale una solitudine che viene da altri mondi.
Caio, amico lontano e fortunato, che le stai così vicina.
Spero un giorno di poterti ringraziare col riposo che meriti.
lascerai scorrere quella lacrima
su quel viso solcato dal tempo...
penserai...
a quel sorriso negato,
a quell'abbraccio evitato,
a quel bacio mai dato,
a quella favola mai raccontata,
e tu... sola... ti accorgerai
che ormai è troppo tardi...........
Ho voglia
di qualcosa di buono
magari...
Di una donna!
Ho voglia di provare
sensazioni mai assaggiate,
vorrei toccarla!
Non solo guardarla
oppure sognarla...
Ci farei di tutto!
Ma senza stancarla
voglio solo soddisfarla.
Ho voglia
di quell'odore
di femmina vogliosa
che entra nella pelle
restandoci per giorni interi
Ho voglia di donna!
Dal profumo di donna....
conte Jan
ma quel rogo l'hai provato sulla pelle
il liberatore ti ammazzava
ti negava la libertà di vivere
era il 25 aprile
Sognavi l'EUROPA conte Jan
portavi il mitra stretto
due rune d'argento sopra l'elmetto
morì la Francia con te
Jan canta la Senna e bacia il danubio
piange l'Europa
con te Jan che si morto
il 30 di APRILE a Berlino
l'Europa moriva con te
Ho paura.
iI Medioevo è tornato,
Urla in piazza il buffone di corte
e il popolo ebete applaude,
mi potrei incazzare
se il buffone non dicesse il vero
la povertà rende violenti
lo capisco.
L'uomo denudato di dignità
muore senza pietà.
Il futuro chiede
di decapire le teste.
La disperazione
deruba le biblioteche
brucia le opere d'arti.
Quanta sofferenza.
Guardo gli anziani contare
gli spiccioli per poter mangiare.
Il martirio continua,
la speranza muore.
La Rivolta sociale annuisce.
Ho paura
dondolano su balconi...
Sembran mani
intrecciate di due innamorati.
Anziani sulle panchine,
rimembran cuori piccanti o
zuccherati, e rievocano i bei
tempi passati;
mentre tra l'argento delle betulle
il sole filtra,
disegnando fragole rosse su
guance odorose di bimbi.
Il sole è nei cuori di tutti,
persino il dolore affacciato
sui bordi dell'anima profuma e
s'acquieta,
come una cascata di rose...
in bianco e nero.
Li sta proiettando
all’improvviso
la mia mente.
Flash, di te e di me.
Ecco, passa un’altra
aspetta…
questa la voglio indietro
la vorrei ancora
rivedere.
Fermo tutto ora
è nel mio potere.
Balla un po’…
l’immagine è un po’ sbiadita
passano sopra righe contorte
surreale questa…
sembra un’altra vita
eppure non sarà stato
tanto lontano
sono io raggiante
e mano nella mano
con…
non si riconosce,
che strano.
Ritento di guardare
sono convinta
che è solo uno scherzo
forse è solo la mia mente
che è assai stanca
e adesso riuscirò a vedere
il pezzo che manca.
Un tentativo, un altro
e invano.
Allora passo veloce, terrorizzata,
tutte e vedo sempre me
mano nella mano
io…e sempre io
felice, allegra, sorridente..
ma sola.
Allora capisco…
sei morto per me
anche nella mia eterna …mente.

Come un aquilone
lasciasti il mio cielo
portando con te
i colori,
i nostri colori
Rondine dalle ali già ferite
volavo persa
sotto nuvole grigie,
caddi al suolo
incosciente
Il mio cuore trattenne
incatenato a se
il filo sottile del tuo aquilone
Si voltarono e rivoltarono
mille clessidre
rinacqui lentamente
cercando talvolta nel cielo
un aquilone solitario come me
Per uno scherzo del destino
ci incontrammo un dì
la fiamma mai spenta
si ravvivò
Quella notte magica
si riempì delle nostre parole
con un bicchiere di vino
in mano
seduti sul letto mi guardavi
“dammi un bacio”
“no, dicesti, temo che ti frantumi
come un bel sogno
all'alba”
Era realtà, il filo degli aquiloni
mai si era spezzato
ritrovammo i nostri colori
mai sbiaditi dal tempo....
PRIMAVERA
Sei arrivata densa di profumi
e di colori,
ricca del sole che filtra
nell'azzurro cielo
e illumina e riscalda i prati
e porta ,fino a sera,
i giochi dei bimbi,per strada
riversati
e in corsa ,sui viali ,gli aquiloni .
Sei arrivata con le tue bici
tra i canti degli uccelli,
desti alla vita nuova che
si offre leggiadra .
Sei arrivata ,piena di gioia,
a illuminare il volto
dei giovani amanti, che cercano
la luminosa notte ,
cullandosi al canto dei grilli,
abbandonati ad ammirar le stelle
''leggiadre e belle''
ed a donarsi promesse e amore...
Vedo numeri sommarsi, moltiplicarsi,
e poi dividersi senza equità.
Vedo l’aria sottratta al domani
dare senso all’equazione del tempo,
lo spazio in funzione della solitudine,
l’amore in funzione dell’essere.
Vedo campi sfiorati dall’uomo
diventare quadrato perfetto,
poi li vedo trasformarsi in pentagono,
e in assenza di pietà,
nel coefficiente.
Vedo l’odio invaderti l’occhio,
la piccola Normandia,
la vergogna,
errore che io conosco bene.
Vedo la fine del conto, la soluzione,
la vedi anche tu,
ha il colore e il sapore del ferro,
non del cielo, ma della terra.
e lascio che le lettere
si tramutino in parole
partorite in emozione
sverginate di opinione
le vedo fluttuare
negli occhi della mente
come piccole scialuppe
navigare in bianchi mari
e attraccare a isole
di voluttuoso sentire
dove lasciarle vivere o morire,
o vederle volare
in sogno con le ali dell'autore.
Come un funambolo sospeso
in equilibrio ...
sulla trama della narrazione
scrivo lentamente a piccoli passi
per non cadere giù dalla rima
che per la poesia
l'ultima anima sia.








