Le tue mani, come tulipani, danzano.
In uno spazio improbabile,
sul piano astratto.
I tuoi piedi, piccoli gioielli,
parlano della tua infanzia
ancora così vicina.
Ed io divago,
mentre tu cresci
e ti affacci sul mondo.
I tuoi capelli mi avvolgono,
si attorcigliano ai pensieri,
ancorandosi a desinenze passate.
La tua pelle è un dono del cielo
e mi fa male pensarci,
perché mi riporta al fare del tempo.
Ed io divago, divago,
uomo già stanco
che non può più aspettare.
Come un pennello, che vive a tratti,
cui manca l’aria dentro il cassetto,
tra le tue setole, tinte pastello,
la nube nera si è avvicinata.
Destino apriti, lasciala entrare!!
Che non lo vedi che è tutto scritto?
Bambini spariti e mai più trovati..
abbordati con ignare promesse..
strappati alle loro culle
inghiottiti dal nulla....
Bambini abusati....accusati....addolorati....
E poi ancora....
Madri....giovani donne,uomini in carriera,solitari,anonimi.....
Scomparsi...
Entrano a far parte della nostra vita pur senza volerlo...
in un silenzio struggente...
e noi ascoltiamo le loro storie...
veniamo a conoscenza dei lati loro più oscuri
entriamo nel loro essere e rubiamo i loro segreti
Ma intanto di loro ancora nessuna traccia...
Inizia la raccolta di indizi...perizie..interrogatori...sospettati
ma non trovano niente
e restano soltanto ricordi...fotografie...
Passa il tempo...giorni...mesi ....
anni di indagini che non portano a nulla
E la vita nostra va avanti
e mentre tutto per loro scorre lento
il buio continua a prendersi anime innocenti....
Scomparsi.....
Soluzioni (e pozioni) per la crisi
Coda di antico rospo vergine,
essiccato al sole e vecchio di tre anni.
Limatura d'unghia
del mignolo di sinistra mano
di orribile megera centenaria.
Spuntatura di capello ossigenato,
rigorosamente maschile.
Due gocce d'olio
di antico lume a petrolio
posseduto da famiglia vegetariana.
Scrostatura di cornice
dorata a fuoco da artigiano fallito.
Erba malvica fresca
raccolta tredici minuti
prima dell'alba di giorno di bisesto anno.
Tredici gocce di sudore
di ottuagenario e calvo contadino
mescolate attentamente
con tre lacrime surgelate di slava badante.
Una cacchetta di cittadino piccione
allungata con due cucchiai di acqua di fonte.
Un soffio di maga in pensione
o, qualora difficile da reperire,
una goccia di saliva di padano procione.
Una penna caduta di tacchino
o di giornalista scribacchino.
Una lettera d'amore
ridotta in brandelli minuti
dopo tradimenti ripetuti.
La punta
di un lenzuolo ricamato.
Polvere, giusto un pizzico, di teschio antico
e mezzo bottone
rudemente tritato
di consunto loden doroteo.
Sussurro flebile e notturno
di giovane liceale non ancora precaria e delusa.
Far rinvenire il tutto
in pentola di rame non saldata
per mesi tre in acqua piovana settembrina;
accendere quindi un fuoco su pietre di ossidiana,
ovviamente con essiccata legna,
portare a furente ebollizione
e senza sosta, lentamente, mescolare.
Infine, per alcuni mesi, raffreddare.
Offrire poi al Paese come sicura,
indolore, saporita, sperimentata,
soluzione.
Ops...dimenticavo:
per la somministrazione reperire un mago,
tecnicamente, sopra a tutti, preparato.
l'assenza di speranza nelle fragili parole
la fame d'amore che si cela dentro il cuore
l'accarezzo in silenzio senza far rumore
non voglio che tu ti accorga che io sto
per toccare piano l'anima tua nell'attesa sospesa
di un sogno straordinario fatto con occhi di bimbo che
disteso a guardare le stelle e mangiare caramelle
sta ad ascoltare in silenzio l'universo rapito nell' infinito
per un attimo di grazia tra il cielo e lo spirito
smarrito nella vita di un uomo che disperato scrive
per non morire e sentire vivo il suo oggi spento
fatto di occhi stanchi che hanno smesso il pianto
di parole incazzate mai dette urlate nel tormento
nell'attesa di un amore che lo faccia volare nel vento.
dormo sul tuo cuscino....sul tuo letto...
indosso il tuo pigiama
sento il tuo profumo nella stanza....
respiro l'aria che sa di te....
E ti penso....
Penso a quando eri in mezzo a noi...
a quello che ti piaceva mangiare,bere,fare....
a quando ogni qualvolta ti accendevi una sigaretta
ci guardavi sorridendo come per dire "so che non dovrei"
Tanti bei ricordi affiorano....
poi finalmente mi addormento.......
e vieni da me!!! Non è un sogno....tu mi parli...ti sento presente....
mi parli della luce stupenda che c'è lassù....
delle cose che hai visto,delle persone che hai incontrato...
cos'hai mangiato,come passi il tempo...
e ti informi sulle vicende della famiglia...
vuoi sapere se i tuoi nipoti stanno bene...i
Io ti sento...ti sento vicino...
Tutti mi prendono per matta
"è soltanto un sogno" dicono,
ma questo sogno ricorre ogni notte...
finchè un giorno,alla fine della nostra chiacchierata
tu mi dici: "ciao devo andare via...loro mi aspettano"
In quello stesso istante aprii gli occhi e ti vidi allontanarti da me...
Ed io tutte le notti non vedo l'ora di andare a letto
per poterti rivedere ancora una volta....
e tu arrivi....sempre!!!!
Vieni ancora a trovarmi nonnino mio....io ti sto aspettando!!!
Silenzio tra le ombre,
se parli io piango,
non è una fortuna
se in queste ombre non ci sono colori
o puntini gialli.
Se mi vuoi bene
soffri per me
regina e sortilegio
rovina delle fasi
in cui la luna piange
e un soffio uccide.
Tocco la vita o la morte,
quando ti sfioro,
sono troppo simili
poi ti volti e un soffio uccide.
Tutto un incantesimo
Non lo vivo
L’osservo fuori dalla nebbia
In cui affogherei, dolcemente,
timidamente affogherei…
Ma una mano mi tira dalla nebbia,
Non farlo, abbiamo gli stessi occhi,
e scompare il mondo...
non sono degno di morirci,
vivendo…
Ti giuro niente
e il passo delle fate...
cerchio nel cerchio
già costruito in una vita.
Dentro, una croce disegnata
con iniziali diverse.
Stelle, simbolo di lacrime
e di pensieri controversi
e poi un punto interrogativo
a cui nessuno risponde.
Nascosta c’è lì una domanda
con risposta lunga una vita
e come quella nel mistero resta
sopravvivendo alla nostra storia
infinita.
Vorrei aprire gli occhi
al mattino
e scoprire un 'alba perenne
rossa come l'amore
sfumature bianche simbolo di pace
Pace per tutto il mondo
per ogni colore di pelle
Questa terra vestita da Dio di meraviglie
belle da spaccare il cuore
donate per goderne,
non cospargerne il verde suolo
di corpi straziati da bombe
piangenti sangue perchè muti nella morte
Vorrei udire la musica
della Natura
gli alberi cantare con le fronde al vento
il mare intonare canzoni d'amore
comporre un girotondo tenendoci per mano
che avvolga tutto il mondo
creando un'oasi di sole
Mai giunga la notte buia e paurosa
di questa vita usata male
ignorando che grande dono sia
in attesa che divenga eterna
Lui l'ha promesso
e Dio non mente
MAI ….
Vedo il mare, ma lo guardo appena.
Non mi importa più di estrapolarne un viaggio.
Del resto anche il giardino pensile
non fiorisce da anni
e la polvere e le termiti e il buio
alimentano di antico i miei quarantadue libri.
Sono pochi oggi, lo sappiamo,
ma sono scritti con inchiostro salato,
su carta di alga e corallo.
Ci sono fantasmi che si rifiutano di crescere,
eterni bambini con occhi grigi,
vincoli forti come un distillato di fiore,
ci sono colori imprescindibili
denti macchiati di sangue.
Non ci credi?
Bisogna scrutare l’orizzonte
e lasciare scivolare una lacrima,
perché il rammarico valga una poesia.
Siamo stanchi, non è vero?
Abbiamo il cuore gonfio di paura,
la solita vecchia angoscia che si prova
nel riporre fiducia in un desiderio di pace.
Ci abbiamo provato in mille,
tutti uniti da filo spinato
tutti coinvolti nell’urlo del fulmine,
ma la marea ci travolge senza pietà,
con spietata correttezza.
Oggi ho deciso di dormire,
di lasciarmi dimentico,
domani poi sarò libero di inveire,
di bestemmiare e di sputare.
Con tutta la dovuta calma.
tu sempre nell'anima mia sarai,
è così bello con la tua capacità
fai vibrare il cuore,
ho ascoltato le tue parole.
Quando mi parli hai la grandezza
di accelerare i battiti del mio cuore,
chiunque ascolta questa melodia
ne rimane affascinato.
Non pongo limiti alla mia emozione,
per te
il mio cuore sarà come una grotta,
dove tu troverai riparo e
nei momenti freddi
ti scalderà il mio amore.
Sicuramente diventerà
un'abitazione capace
di contenere il mio e il tuo amore,
la mia stupenda dimora
oltre a ripararti dai capricci dell’amore,
ti riscalderà con i fremiti
del mio cuore e
l’inverno non sarà più tale.
La primavera regnerà per sempre,
la nostra sarà una famiglia,
dove poter vivere felici.
La casa che ci ospiterà,
sarà simile alla reggia più bella,
perché ci sarai tu mia regina
a tenermi compagnia.
stamattina
aprendo in fretta
le persiane,
L'anima mia s'è rallegrata
vedendo un sole luminoso.
S'è aperto il cuore
assaporando
dolce freschezza di primavera.
Son diventato
come un bambino
al cinguettar degli uccellini
facevan festa sopra il tetto
il loro nido era finito.
I raggi del sole finalmente
illuminavano la gente
che già da tempo reclamava
la troppa pioggia che arrivata.
Mi son sbrigato
a prendere un seme
e l'ho piantato nel mio giardino,
nascerà un fiore
di mille colori
chi lo vedrà mi dirà meravigliato:
Che strano fiore!
Risponderò tranquillamente.
I mille colori che voi vedete
sono dei segni che lascia ogni cuore
per troppo tempo rattristato
nel veder pioggia, vento, freddo,
ora che il sole è ritornato
e del mio seme ha fatto un fiore
sarà la gioia di noi persone
che almeno per un attimo
penseremo all'amore
nei momenti notturni
della giornata,
miro il mio universo
col telescopio dell'anima...
Obbiettivo sfocato,
visione di stelle,
una costellazione femminile
nella galassia dei miei pensieri...
Mi ammicca spesso lei,
da lontano,
con quella stella tonda:
luccichio annebbiato
afferra la mia mente,
lo raggiungerò spossato
non lontano dal presente...
Telescopio in frantumi,
microscopio del cuore
tra gli occhi pensanti:
la vedo, la vedo
nella mia piccola galassia;
la toccherò,la toccherò
se smetterà di bruciare...
Stretta di pugni
sul nostro globo:
temo
il re delle notti,
il tondo sovrano
che inghiottisce le stelle
e le sputa
sul pianeta Terra,
tra le sorti errate
del destino fraudolento...
insieme al sole che tramonta,
alla notte che si avvicina...
io continuo a gridare
a chiamarti, implorarti
tu corri via lontano...
lontano da me
dalla mia vita
ed io muoio, muoio e ti chiamo
e tu, fai finta di non sentire,
continui a correre senza mai voltarti
non posso più fermarti...
la notte è già calata
e il buio completo mi assorbe.
Io vado via
sento la tua voce lontana,
la tua voce che mi chiama,
voglio voltarmi
ma continuo a guardare avanti,
e la tua voce si perde
e mi perdo anch'io,
voglio tornare indietro
ma continuo a camminare
ma poi...mi volto
tu...non ci sei più,
e il giorno muore...e muoio anch'io.








