Tu
che mi hai preso tante volte il cuore
ricorda:
non sono terra di conquista.
Sono una donna
di quella prateria che si fa vetta,
sono montagna
che precipita nel lago.
Fiume, cascata, acqua, donna.
Sono una donna adatta alla fatica,
sono una donna che non perde tempo.
Ho tre volte vent'anni
e indosso le mie età una per una,
vivo da sola con i miei cavalli,
suono il violino per i compleanni,
preparo torte, non ho avuto figli.
Straniero,
tu che mi hai chiesto tante volte il cuore,
io non indosso scarpe cittadine,
io scrivo, sogno.
Quando mi manchi
canto le nenie dei Siouan Missouri,
getto una coperta su un cavallo
e a piedi nudi vado al grande fiume.
Mi siedo sulla riva e lì ti aspetto
ripeto parole che non hanno tempo:
io sono la mia terra, il mio paese,
io sono acqua, grano, cielo, prateria.
Io sarò sempre quello che tu vedi.
Rachel Abrams
(poesia di abner Rossi pubblicata con lo pseudonimo di Rachel Abrams)

Corri di qua, corri di là
il giorno è un percorso ad ostacoli
da aggirare per arrivare in tempo
a svolgere le varie cose
sputate fuori dal database
programmatore della vita
Mi sento come Alice
nel paese delle meraviglie
col coniglio bianco
sempre dietro all'orologio
“è tardi, è tardi, bisogna correre”
Ma non si vive una fiaba
si vive una realtà
sodomizzata dalla frenesia
del voler fare sempre di più
nel tempo che stupidamente
si ignora
non muta l'andamento
in base alle esigenze
di chicchessia
Siamo prigionieri virtuali
del tempo tiranno
guardare sempre avanti
per non rischiare
di cozzare contro un muro
sorto all'improvviso
come fungo nel sottobosco
e se nello slancio
qualcosa si perde se pur prezioso
mai guardare indietro
potremo mutarci in una statua di sale
e ritornavi a casa
tra le belle di notte
e i falò sulla sabbia
il viso gia triste
segnato dal tempo
e piangevi
prendesti un ramo di ciliegio
lo stringesti al collo
rimanesti col viso al sole
ridendo
e tutti intorno
piagevano per te
Lady Luna...
nei miei sogni dove tenui
fiori nel lento sfiorire
mi sorridono adagiati su
verdi e lucide foglie
mentre sulla riva deserta
al tramonto
un aspro vento bacia la
sabbia e il mare dove un
canto di sirena lacera l'anima....
Vicino al mare
ascolto i miei ricordi e i
nuovi
come facevo da bambina,
mentre un volo di uccelli trafigge
il cielo
in cerca di lidi solitari...
Laggiù in quel vecchio casolare
sta seduto sulla soglia un uomo
che si accarezza la barba con le
dita
fumando la sua pipa,
mentre la natura si risveglia
e con essa
fiorisce anche l'amore......
Quel vecchio era
mio nonno!
sono arrivata al mio scoglio
non volevo piu' ricordi di te.
ho tolto il coltello dal fodero
pronta alla prima incisione
le patelle
erano ancora tutte vive
bellissime!
ne ho staccata una
ho sentito dolore.
ho leccato la lama tagliente
sapeva di sale.
mi sono rituffata nel mare
odorava di noi
in un sogno.
mio Caro Amico
scriverti
ridesta in me
il desiderio
di un incontro.
Affido
i pensieri
più veri
più sconvolgenti
che sgorgano
dal mio cuore
come fonte zampillante
a fragili parole
incapaci di dire
quando mi sei caro.
Dimentico di Me
mio Caro Amico
scriverti
per scriverti
è il vuoto
è il non-senso
è l'incapacità di......
ridestare in me
la volontà
di un incontro.
del mattino.
I giorni che son sempre
tutti uguali.
Ti svegli che hai già tutto
programmato.
Un burattino radiocomandato.
Vorresti che cambiasse
un pò qualcosa
magari di viaggiare
e senza lavorare,
ma ahimé hai sempre
le bollette da pagare
e un mutuo di trent'anni
da saldare
TI piacerebbe tanto
andare al mare
e i soldi in tasca
mai finire.
Arrivi poi alla fine
del tuo viaggio
che neanche il funerale
puoi pagare.
Un burattino radiocomandato
che pure quando muore
non è considerato......
fatta di fili e fogli colorati
su scarpe strette e occhi spiritati.
Passeggiava lungo i desideri
mentre il vento sapor di sale
mi saliva su nel naso.
La gente, questa ragazza
la chiamava un'occasione
l'ennesima illusione dell'estate.
Alla fine di ogni desiderio
la gola si inumidiva e dilatava
come un utero ancora vuoto.
Di quell'estate al mare
conservo la sabbia nelle scarpe
quando il vento mi sale su nel naso.
Sei tu bambina mia l’iride
Che colora la memoria!
Sei tu che incoraggi le mie timide
Speranze, che un pò gloria
Ancor mi doni, oh arcobaleno
Del mio nuovo ciel sereno,
Dopo l’ultima tempesta!
Sei tu l’unica stella che resta
In me per sempre accesa
Nella salita, nella discesa
Di questo lungo viaggio.
30/01/2005
il tuo fiore di luna…
Mi apro di notte
svegliandomi
con i tuoi pensieri
mi saluti appena
ed io ti cerco
per rubare il calore
che emanano
i tuoi desideri.
Respiro la tua assenza
nella buia e orfana notte
mi chiudo nella mia tristezza
salutando il mattino
che diverrà la mia salvezza.
Ero, fiore di luna
nel tuo giardino
d’amore, crescevo
nella speranza
d’essere amata
saluto il tuo cuore
che non mi ha mai sfiorata
ero un piccolo fiore
e nella notte senza
la luna…
non mi hai più ritrovata.
Vorrei piangere
fino ad affogare
ogni mio pensiero.
Vorrei dormire
finchè il profumo
della vita non svanisce.
Vorrei vivere
finchè ci sei tu
che ancora respiri.
Vorrei volare
finchè il mio essere
è ancora capace
d’ amare…
Vorrei dimenticare
affinchè il dolore
che mi vive
non si perda
nei meandri
della mia mente
scordandosi per
sempre
il mio nome.
Vorrei morire
ogni notte
per rinascere
ogni mattino
pura e innocente
come un neonato
come un bambino…
Prova ad annullarti, diventa nessuno
costruisci una semplice mappa
e trema disperato se incontri qualcuno.
Togli le scarpe e cammina silenzioso
copri le mani e cancella le tue impronte
non dormire…non serve per te il riposo
all’alba ritorna sotto il tuo ponte.
...
Ripercorro il tuo silenzio cercando risposte
ti ho donato tutta me stessa ma non ti bastava
vorrei chiederti cosa in me non hai capito
o forse ho amato un cuore ormai troppo ferito.
Lì, sotto il ponte dei tuoi desideri mai nati
dormirai sui sassolini dalle mie lacrime levigati
scappa nella notte e nasconditi mio dolce amore
la solitudine accompagna il battito del tuo
debole cuore.








