Chiari disegni si sovrappongono
nell’oscurità della notte,
persi nella trama di sfuggenti raptus.
mi ritrovo stranamente stordito
fra eucalipti e omeopatici pensieri,
completamente affacciato
su panorami acrillici.
qui attorno il rinfrancante odore
di violetta
qui attorno l’improbabile suono
dei miei capelli che crescono
un sospiro ed un respiro
mi accompagnano in questa vaga
considerazione,
luminoso karma,
bello forse
ma neppure più reale
del più basso kappa probabilistico.
per nulla apparente
molte vite in una sola
di strambate decisive
cacciatrice di emozioni
volo a cerchi in direzioni
plano poi velocemente
tempo al tempo
cuore a cuore
altre volte m inabisso
poi riappaio
e spesso glisso
Fino a che m'innamorai
e per questo mi fermai
per non far perir il mio l amore
fuggii via
ed il cuore duole!
Quell' 'Amore era Amaranto
l'ho vissuto!
ed è un incanto.
diviso,
segue un corpo selvaggio,
attraverso curve pericolose,
e si accende di passione.
L’altra parte segue
un istinto primordiale,
anima e sentimento
l’essenza dell’esistenza.
Portami nelle contrade,
dove ci sono i fiori della verità,
fammi provare il silenzio,
quando i nostri corpi
si fanno violenza.
Rompi i veli dell'infinito,
fammi fremere questa notte,
tra mille carezze feline,
I nostri corpi giocano,
si animano e poi si amano.
La vita è tutto questo,
amore e passione un
tutt’uno,
senza te amore, non
si accende la vera passione.
Ripeto psicologia e le cose restano sulle pagine, nulla entra in testa.
Così per sfogo, per gioco misto a commozione,
grido all'aula gremita di gente agitata:
"Qualcuno può guardarmi con amore?
Dai per favore, solo un secondo,
per farmi studiare?"
Tutti continuano i fatti loro.
Una ragazza tirata e firmata, vedendo che guardavo altrove,
si gira impaurita per un attimo, poi a una mia occhiata, si rigira.
Ma è davvero così difficile?
erano i fogli della pagina del giornale
che parlava di noi
distesi a gustarci l'estate
mentre sbocciavano
le camomille sui campi
e strinsi le tue mani abili
a spogliarmi a vestirmi di nuovo
a stringere in pugno l'amore
per non perderlo
poi un sorriso ci fece andar via...
e non ti ho vista più
nel naufragare dei miei domani
nel miraggio di un giorno lontano
arrivasti a prendere il volo
aggrappata all'aqulone volasti via
verso altre estati e altri letti
ed oggi che i tuoi occhi hanno incrociato i miei
sussulti di incertezza e tremi ancora
cerchi qualcosa da fare dietro il bancone
ma poi mi chiedi cosa prendo da bere
rispondi da sola lo sai
e tenerezza mi hai fatto ma rabbia trasmesso
strappando la pagina in coriandoli
mi ami ancora lo vedo dagli occhi
caldi dentro i miei
ma poi poso il bicchiere saluto
non mi vedrai più...
Sentirsi sola
tra la gente che percorre
la strada a me intorno
creando rumori, insieme di voci
che sorde sono al mio intendere
Desiderio di condividere
pensieri, esprimersi a parole
con chi è vicino
ma mute le labbra, dalla gola
arrivano urla di aiuto
come dal fondo di un pozzo
ma nessuno li ode
perchè prive di suoni
E' come trovarsi
in quelle trappole di antiche
tombe egizie
dove le mura si chiudono
si abbassano e si muore
schiacciati come insetto schifoso,
per aver profanato luoghi sacri
la pena è la morte
Non ho profanato tombe
ne la vita di nessuno
quindi è follia
che mi veste col suo abito da festa
pensando di camminare dietro
al mio feretro
No, con unghie e denti
mi difenderò
aggrappandomi all'amore
che mi circonda
e da egoista qual sono
forse non voglio vedere
ma ne sento già il profumo
nel finire di posare questi versi
un po stupidi
ma che raccontano una parte di me
A TUTTE LE PERSONE A ME VICINE CHE MI VOGLIONO BENE
CONSAPEVOLE DI NON ESSERE SOLA ..... GRAZIE .....
Non c’è tempo per guardare presepi,
meglio conservare nel cuore
l’onesto nodo che strozza la gola
e aspettare domani per festeggiare natale.
L’infanzia è passata, lentissima,
e ha lasciato al suo posto
solo odore di terra bagnata,
solo abbracci sospesi a metà.
Vorrei che ci fossero tutti,
ma sono l’unico a non essere
ancora farfalla.
Vorrei liberarmi del baco
per danzare su olive e Martini,
vorrei liberarmi dal baco
e raggiungere in volo l’altare.
ma il bello lo sai aspettare?
il dolce lo sai prevedere?
Sono il verme che attende
di farsi attraente,
solitario sul ramo più alto.
Sono il bimbo che sogna
di esser più grande,
che si strugge per esser papà.
Dimmelo tu, dimmelo piano:
cosa ci vuole per esser felici?
Irto si rivelò il cammino
incalzando e spazzando passioni
ingannati da parole d’inchiostro
costellate d’agavi e rovi.
L’inverno, sul guanciale di neve
depone pulsioni incrinate
logorando senza fretta i sogni
avvolti da fruscii lontani.
E come velluto la pioggia
porterà via un sorriso alla terra
profumandola di rose rosse
allora, anche la morte… avrà un senso.
in fondo a quella galera
vent'anni di odio
d'ingiustizia di trama nera
vent'anni con la rabbia tra i denti
vent'anni col sole
spento ai miei occhi
e adesso mi abbraccia sola
con le sue lacrime il suo amore
è rimasta sola a pianger per me
è rimasta sola con tutti e tre
vent'anni di sangue
dalle mie mani
vent'anni di botti alla stazione
poi apri gli occhi e ti dicon: non c'entri niente
ma il tempo ha segnato la tua pelle
la mia idea rinchiusa dietro le sbarre
non si è mai arresa non si è mai smarrita
gli altri a parole faceva la guerra
noi pochi soltanto abbiam giocato la partita
e difendendo la bandiera d'ITALIA dalle fiamme
dei rossi
dalla fame dei lupi, abbiamo marcito
abbiamo marcito
vent'anni dopo
restiamo noi stessi
son gli altri fugguti ingessati dal lusso
inghiottiti dal PLASMA 100 pollici
dalla yatch in Corsica dai gioielli
una vita boghese una vita agiata
rinnegando il principio della lotta armata...
(dedicata a DELFIO ZORZI e FRANCESCA MAMBRO)
Tra genio
e follia.
Scopri negli spazzi
gli infiniti
meravigliosi
universi.
Oh creta
insignificante
nella mente
e tra le mani
del tuo creatore
ritrovi la tua identità.
Saltano i tuoi pensieri
come cavalli senza briglie
impazziti nella tua mente
volano per l'universo
mentre la tua volontà ricuce
l’io con fili di seta d’oriente.
Sconnesso il tuo andare
in questo mondo ubriaco
incapace nel percorrere
vie vere perché tu ormai
non esisti più: Folle.
Folle
ritorni
nella quiete
dell’umano
la travolgi
la sconvolgi
Lei grida: Folle
vai via
trasforma
la follia in genialità.
mentre il vento sbatte dentro
e quel cuore trema forse un pò troppo
forse in modo troppo lento.
Ti si stampa sulla pelle
mentre mordi il labbro
sicura che quella violenza
fermerà la pioggia là sopra.
I ricordi passano sempre,
i vuoti non si colmeranno mai.
Forse pioverà sempre,
forse non è poi cosi male.
Servirà a ricordare
qualche segno
che solo da una carezza
saprà farsi amare.
con la fatica dei tuoi sospiri
mentre il tempo ci passa accanto
come il vento a primavera.
Riempimi le mani
con le lacrime mai cadute
su cuscini già bagnati.
Gli occhi sono orfani di specchi
tagliati dalle mie stesse mani
e il mondo gira lo stesso
come il vento a primavera.
Riempimi la vita,
fammi vedere il sole
specchialo su quelle nuvole
che coprono anche il mare.
E mentre sudi il tuo dolore
fatti riempire ancora
di quei passi da fare.
Tu che conosci il modo
riempici ancora il cuore.





