di quell'odore forte
che mi lasci sulla pelle.
Ho bisogno quando è notte
quando le luci dell'insegna
si spengono all'improvviso.
Quando una certa fame
mi pervade con brividi
e improvvise candide visioni .
Ne ho bisogno, debolezze del mio cuore.
Voglio mancarti
come l'aria
quando stai sott'acqua,
voglio mancarti
come la terra sotto i piedi
quando stai per cadere,
voglio mancarti
come il cibo
quando hai fame,
voglio mancarti
come l'acqua
quando hai sete,
voglio mancarti
come la luce
quando è buio pesto,
voglio mancarti
come il fuoco
quando hai freddo,
voglio mancarti
fino a farti male
come un dolore martellante,
voglio mancarti
in tutti i modi
come tu mi manchi
quando sono lontana.
sono tristi e si vede come non mai
forse se li chiudo per sempre
proteggerò il segreto
che non sono viva ormai.
I miei silenzi tradiscono tutto
urlano dolore e tuona vicino a me
forse se divento muta per sempre
nessuno il mio grido mutilato
mai sentirà.
... Non vedo...
e sono muta
ma ti sento ancora
ho provato a viverti
ma mi sono persa
e sono troppo sola
in una notte che non vedo
sento una canzone...che ormai
sta spirando sulle ali
di un’ aquila che non vola.
e non serve orologio
l aria fresca e oggi pulita dalla pioggia trascorsa
entra dalla finestra sempre aperta di notte per fare entrare i sogni piu' belli
c è sempre musica qui la mattina
abeti e un pino accolgono uccelini la sera
che al mattino iniziano a cantare
anche adesso è così
ma sta tornando a piovere
si è sentito l odore prima che iniziasse
un corvo è appena arrivato
e con il suo cra cra
ha zittito ogni altro uccellino
non si sentono macchine
è una zona industriale interna
da domani mattina cambieranno i suoni e gli odori
anche l aria sarà diversa
piu' calda
e non si sentirà il tic tic di questa acqua benefica
sulla lamiera del tetto del piccolo capanno appoggiato al muro esterno
è un piccolo mondo questa stanza
anzi minuscolo
c è una valigia azzura ai piedi del letto
e tre cosine che attendo l ultimo momento per essere incartate e accompagnami ovunque vada appoggiatesu un davanzale interno di legno
nessun armadio da giorni. ma un tavolino di plastica giallo con sopra una vaschetta bianca di metallo stile inglese con dentro fiorellini blu incastonati nel verde del loro fogliame
accucciata sul pavimento
come sapesse che oggi parto
e credesse all improvviso senza potermi salutare
cè una canina dagli occhi di cerbiatta pieni di dolcezza
accidenti come piove ora!
magnifico..
c è un silenzio surreale adesso...
ora no! ho sentito una macchina..
vengono a togliere il letto e il tavolino, non sono miei..
La canina ha alzato la testa sbadigliando
è tempo che mi prepari.
mi vesta e dica addio a questa stanza
non la rivedro' piu'.
mi sento come una marinaia
che se ne va per ultima
da una grande nave.
eppure il luogo che ho amato di piu'
è proprio questa minuscola stanza
l ho vista sia con gli occhi della realtà
che con quelli dell amore..
ed è meravigliosa.
buon 1 maggio.
che sia di gioia o di speranza: a tutti!
Se non avessi più te
sarebbe dolce la morte
senza di te
si spegnerebbe il sole
dalla luna cadrebbero
lacrime luminose
pungenti come aculei
Se non avessi più te
un fiume in arsura
l'anima mia
il cuore un orologio
senza lancette
non esisterebbe tempo
In assenza di te
come foglia morta
danzerei nel vento
inerte sterile da pensieri
svaniti i sogni
perchè il sonno non avrei più
come zombi la vita
sarebbe un errare
per lande deserte
Se non avessi più te
nulla avrebbe senso
perchè sei tu che dai senso
ad ogni piccolo
attimo di me
Muovo il mio corpo tra materia e il vomito dei santi…
Sono un grande attore,
per questo arriverò ad uccidermi
come scoop del mio copione.
Una fiaccola inghirlandata,
tipo bambola sorridente, passeggia appagata,
tra rottami in composizione
che al suo fianco perdono, svanendo,
senso e azione.
Chissà quale essenza viva o recita inventata…
Forse, come me, anche tu sai finger bene,
ti oscuri nei simboli che intorno a noi ruotano
come frasi di un poema infernale.
Non respiro, non vedo volti amici,
calpesto larve e cocci di bottiglia..
e voi larve…
Non osate più guardarmi gli occhi…
Dal dolore di un bicchiere vuoto,
non parlate più con lui,
con l’uomo invisibile,
con il ragazzo bomba,
con lui che poggia la mano sulla spalla,
e ti guarda negli occhi,
e ti parla e non bada a spese.
Non sa quanto costa un sorriso…
Non guardate più colui che dagli astri
Si crea solo il fallimento,
per ricordarsi di esistere.
No…non parlate e non guardate
l’uomo invisibile che si eleva a bomba.
Siete voi il mio fallimento.
Mattino di suoni privo,
solo il bianco
-nell'aria- ed il nero.
Ancora dorme il viale
e i vapori sfumando
salgono e i rami
inerspicando su di un velo.
Sotto un niveo
manto, tace
la città
e riposa..
teneramente
giace,
e senza gonfiar
sospira...
E dal cielo pallido
una linea opaca
separa
contorni rachitici.
Una nota flebile
d'arancio
si fa viva
tra le orme degli olmi
Come candida luce
che trema,
d'inverno l'alba
è una fiamma di cera.
In questo quadro
tardo e dicembrino
affonda silenzioso
il mio spirito marino
tra le sabbie della neve
dolce, ogni grido
è più lieve,
immobile, appassito.
Il fumo l'ha reso
ormai rauco
e grigio.
in un pugno di rabbia
e il tempo passa vicino
mi fa un inchino…e se ne và.
Tremando l’ombra davanti a me
si comprime e svanisce nel nulla
si rovescia un battito dentro di me
e scandiscono ora la vita rimbombando
e stordendomi mille tamburi..
Tengo ancora il pugno stretto
ho nascosto dentro un respiro
-hei tu, sciocca anima, è scorretto
quello che tenti di fare,
anche se lo ammiro.
Chi sei, tu, chi parla? Non girarti…
Apri i pugni che ti tengono incatenata
e librati sopra , scopri la libertà
il soffio di vita che tieni così gelosamente
sei tu, il tuo essere nell’eternità.
nell'illusione della controra
quando il corpo crede di riposare
e la mente si lascia intontire.
L’odore della tua pelle mi fa sognare
un bosco fitto e senza luce
dove l’odore di muschio vergine
sveglia i sensi ormai assopiti.
È solo un’illusione, fatta cadere sul cuscino.
Se l'amore fosse vento
sarei brezza rinfrescante
asciugherei il sudore
dalla tua fronte
Se fosse fuoco
sarei la fiamma che
riscalda dal gelo invernale
il tuo corpo
Se l'amore fosse luna
raggio luminoso diverrei
luce negli attimi bui
del tuo cuore
Se l'amore fosse pelle
le mie mani userei
accarezzandoti nel sonno
e donarti lieti sogni
Se l'amore fosse ….
ma l'amore mio è per te
ovunque in ogni cosa
te ne faccio dono
in silenzio
e mai non mi dire
grazie ….
Delicate sensazioni in lacrime intatte
felicità perfette nelle tenebre fitte
quando la luna si bagna nella notte
illuminando giardini proibiti di emozione
mentre il pensiero si tinge di devozione
come un ghigno sul viso di un istrione
come quando mio nonno analfabeta
si aiutava a leggere con un dito
sottolineando le parole con lo sguardo da erudito
ingannandosi che il sapere lo salvasse dal vissuto.
Ora sono con te ad accarezzar le stelle
sussurrando al cuore di alzare le vele
facendolo impazzire d'amore
perchè in silenzio si sorprenda a maledire
la legge spietata di un destino ove finire
di vivere per non far scomodare il pudore
perchè la felicità ha una pelle e un odore
e non chiede misteri da capire
e nulla da intuire
ma solo occhi negli occhi dove morire
e godere mentre si fa l'amore
una danza estasiata di corpi nudi per ore
deliranti ,vicini pronti a ricominciare
inebriandosi di sospiri sottratti all'imbrunire
fino a quando l'alba ci sorprenderà finire
in sorrisi su labbra dissetate nel tepore.
Perchè tutto quello di cui ho bisogno ora, sei tu, Amore.
sono solo una piccola rondine.
e lo so.
da tempo preferisco scrivere di notte
per non disturbare il giorno
e in passato per avere accettato le regole di un "non ti ho amata mai"
lo squarcio nel petto? l ho fatto io.
con il tempo si rimarginerà
e a differenza di qualsiasi altro taglio
questa sarà una cicatrice a forma di cuore.
perchè?
ci fu una volta, secoli fa
che ho creduto davvero di essere amata
mi sono fidata
ho lasciato le emozioni dell amina e del cuore libere
si sono terrorizzate nella paura di un non ritorno
tranquillizzate alla dolcezza di un uomo che poi è arrivato
coccolate alle sue bricioline dolci come carezze che metteva sul suo davanzale.
abituata ai riti meravigliosi della buonanotte e del buongiorno
sembra niente, ma per chi non ha un nido ne un indirizzo
è tantissimo.. è l infinito.. è l oltre la speranza.
com era vivere così?
c erano mareggiate e quieti calme, pioggia sole e neve
il benessere e i colori del mare e del cielo
eravamo amici.
poi il mio cuore inizio' a impazzire se non lo vedevo spesso
e per l emozione troppo forte quando c era
mettevo miei piccoli doni su quel davanzale
ramoscelli, e tutto quello di bello che raccoglievo era per lui, chicchi di parole.. di tutto
e appena arriva fuggivo!
se m innamoro davvero divento stranamba!
m imbarazzo, mi si scaldano le orecchie.. cose così,,,
e lo amavo!
sapevo che lui non mi amava quindi iniziai a vergognarmi di me
della mia audacia data dalla passione che mi aveva travolto
dell avergli confessato questo sentimento ed emozioni così intime che mi stupivo di riuscirgli a dire
e così facendo ho varcato la soglia di quel davanzale senza permesso
guidata solo dal mio amore dolcemente e ardentemente impazzito
e in quel momento ho sentito che gli appertenevo.
senza gabbie, nulla.
gli appartenevo.
sapete la mia specie vive in coppia.
ha piccoli e ritorna.
ho molta nostalgia del mio antico nido
anche per questo forse all inizio ritornavo da lui
mi sentivo al caldino, protetta e sicura
e ci fu serietà,, interessii, immediata simpatia e allegria, fiducia,amicizia
poi per me arrivo' l amore . anzi la definizione di qualcosa che sentivo ma non sapevo che era
perchè era nuovonuovo.. diverso da qualsiasi altro affetto e dalla passione.
era benessere completo quando la sera mi addormentavo immaginando di essere fra le sue braccia.
quella mattina scrissi una poesia ,sentivo che c era un qualcosa in me che aveva l assoluto bisogno di sgorgare, non sapevo dove mi avrebbe portato ,la chiarezza che mi avrebbe poi dato di cio' che la mia anima sentiva..e scoprii che lo amavo con una tenerezza e dolcezza infinita e disarmante.che spazzava via per la semplicità qualsiasi e naturalezza qualsiasi amore predente.
non gli dissi subito che lo amavo. volevo tempo, ancora piu' certezza di me. avevo sbagliato con una persona alcuni mesi prima, non c era stato neppure un bacio tra noi. ma avevo corso e non volevo ripere un errore così grave come non sapere cosa è l amore.vero. forse non l ho conosciuto fino a lui e a quella poesia. ne l amore ne l uomo che imparato ad amare.e amo.
io credevo che la possione venisse prima dell amore, non dopo.
invece a me è accaduto così .
ma aveva la sua casa, il suo amore, i suoi veri amori
io ero solo un uccellino a cui aveva dato riparo e un po' di cibo, offerto amicizia..
non puo' appartenere alla specie di un uomo una rondine
e se va oltre
non importa se per amore,
la finestra si chiude
una rondine è fedele, puo' aspettare per molto tempo,ma se la finestra si apre e le arriva un secchioata di acqua gelida addosso
anche la piu' stupida capisce che è finita e rimpiange di aver sofferto tanto per il freddo e la fame in un attesa assurda.
non è stato facile ugualmente volare via. lo squarcio al petto, sapete..
ma l ho fatto.
ora devo andare.di notte scrivo. ma di giorno volo. ciao a tutti!
Basta un sorriso
per cancellare
la tristezza dal viso
per trasportare
nel viaggio infinito
di rare bellezze.
Un sorriso per tornare
a vivere con la luce
negli occhi,
il tuo sorriso
sa fare miracoli,
fa camminare
tra le nuvole
toccare il cielo
dove l'azzurro
è più intenso
colora la vita di gioia
in una giornata
malinconica
e senza luce.
Non seguirmi...
Io ti seguirò…
Perché, in verità, neanche io vorrei farlo,
e forse, come te,
dovrei voltarmi e guardare indietro...
A volte, però, non è semplice fermare
vele mosse da un vento innaturale
e si aspetta lieti uno scoglio...
Vedi, a noi che conosciamo già le coordinate,
a noi che è data la previsione dello scoglio,
sfidiamo i venti e, persi in orizzonti,
speriamo consci di finirgli contro.
Sai, ricordo bene una gola soffocata,
una pietra avvelenata dentro al corpo,
le frecce precise della sua cattiveria
e i dardi attesi dal loro unico bersaglio.
La ricerca di un Dio per implorargli di dormire,
i viaggi persi alla ricerca dell’ignoto,
le ferite, il bruciore, il dolore, la vergogna,
le lacrime, il sudore nelle mani,
dieci metri di destino, chilometri nell’inferno
e chissà se l’ho toccato...
Affanni, rabbia, sospiri e umiliazione...
E il suo sguardo...
La cosa più terribile, più intensa della notte...
Non occhi di chi ti vuole uccidere, amare,
di chi vuol condannare...
Occhi, di chi comprende,
ti da ragione, ti fa del bene...
E questo orrore, il più perverso,
non si può sopportare...
Non seguirmi e non guardare avanti,
il corpo abbandonato dai sensi e dalle forze,
tirato dalle funi, frustato da catene...
Non imitare i gesti che il dolore insegna,
né il pianto della vita,
o peggio periresti in fosse che ho evitato.
Non seguirmi...
Io ti seguirò…
Sia tu per me padre, mio figlio, mio fratello…
Perché ho un sole davanti che mi acceca
E non nego, spesso ho avuto voglia di voltarmi,
quando vedo, l’ombra che esso genera al mio corpo,
alle mie spalle…
Potrò mai, riconoscendo la mia ombra,
trovare alloggio nelle tenebre più fredde?
Tu mi hai predetto, martirio e sofferenza,
la frusta, il delitto, l’agonia…
Ma già scordi quanti scogli hai superato
al comando di una zattera o una nave?
Già dimentichi l’orizzonte che fisso hai adoperato,
quale sfondo ai tuoi pensieri?
Seguendo la mappa che intrepido hai tracciato,
aggirerò tutti gli abissi e le correnti
volando sulle ali delle più dolci brezze…
Si, per dare omaggio al tuo cammino,
per raggiungerti, per poterti abbracciare,
per darti una mano in acque di tempesta,
per imparare a fissare il sole
senza chinar lo sguardo
io ti seguirò…
Tutto ciò che avevo è andato perso,
la barca distrutta...
Ma per te, per ciò che hai detto,
sia tu padre, mio figlio, mio fratello,
terrò forte questa tavola di legno
che mi fa stare a galla
e sentire col sorriso profumi di tempesta...
Risorge in me un tiepido calore...
Che ora mi arde in petto...
E qui ti giuro, adesso ti prometto
che mai più io guarderò se tu mi segui.







