Ma tu, tu comunque vada...
portami nel tuo intimo pensiero
e fammi attraversare per davvero
l'attimo che è solo per noi
come se io e te, fossimo due eroi
di una battaglia che non avrà mai vincitori
perchè noi due, siamo pieni di errori.
Noi, non possiamo stringere nessuna verità
ma quest'Amore togliercelo nessuno potrà.
Ed io t'amai senza mai riserve
e ancora oggi ho tutto quel che serve
da questa vita e da questo tuo Amore
che vive dentro me senza far male...
Ed io così vorrei, ma non è vero
l'amore mio mi resta nel pensiero
e il tempo, il tempo non guarisce le ferite
almeno queste, lui non le ha mai guarite...
Però ti prego di non farmi ancora altro male
e lasciami senza che io capisca che mi vuoi lasciare
sai, ho una gran paura di non farcela a comprendere
che un altro il posto mio se lo vuol prendere.
E Amore mio, io te lo devo dire,
quella lacrima sospesa al ciglio
è una goccia di sangue del mio cuore
che sbagliò la strada...
ed è la mia...
E tu, comunque vada...
Guardo il mio cuore
trasudare dolore
che va a morire
in fondo ad un'anima
sempre più fragile
folle mi chiede
dove può sentire
le tue carezze
lì dove l'amore
va a dormire
lasciando scorrere
profondo calore
lento nel cuore
divenuto letto
e scritto d'amore
Respiro l'aria fresca del mattino
per rigenerarmi
dopo una notte tra il sonno e la veglia
per affrontare un altro giorno
senza te
Splende il sole oggi
ma non mi rallegra se lontano sei
tu con uno sguardo
mi dai la forza di andare avanti
con una carezza
cancelli la stanchezza dal mio viso
la tua voce calda
mi accompagna come una musica
Il tuo abbraccio una calda coperta
come riparo dal freddo
dell'anima
come acqua limpida che disseta
l'arsura dei momenti di troppa fatica
Come una ragazzina al primo amore
aspetto il trillo del telefono
rigirandolo tra le mani
come fosse il tuo corpo tutto da accarezzare
tutto da baciare
e ti copro di parole ti racconto la giornata
di te voglio sapere
ti dico che mi manchi che ti amo da morire
torna presto ed ancora ti amo
E quando quel clik maledetto
ci separa per un altro giorno ancora
continuo a ripetere li da sola
ti amo … mi manchi … torna presto ….
quando associate le parole e comunicate
Mi state dietro quando camminate
Mi state dietro quando fumate
quando comprate le sigarette
Mi stanno dietro le vostre risate
il vostro umorismo, le vostre occhiate
Mi stanno dietro le canzoni che ascoltate
i vostri testi, le emozioni che provate
Mi state dietro quando giocate
quando parlate, criticate
Mi state dietro quando odiate
nella tortura e nella vendetta
Mi state dietro quando amate
quando baciate, nei regali che vi scambiate
Mi state dietro quando chiamate
sia nel "pronto" che nel "chiudo"
nelle risposte che formulate
Mi state dietro nelle ballate
quando inciampate e vi fate male
quando vi urtate
Mi state dietro quando scordate
le cose belle e le cose brutte
E mi state dietro quando scopate
con amore, senza amore
Mi state dietro nelle ubriacate
nei cibi buoni, nelle pisciate
Mi state dietro nel mondo
nell'universo, nel tempo libero
nel tempo perso
Mi state dietro nelle inferriate
di qualsiasi prigione
Mi state dietro nelle sudate
sotto il sole, sopra le stelle
e mi state dietro nelle sfuriate
in paradiso, all'inferno, in estate
Mi state dietro ovunque andiate
e agli occhi di DIo
Mi state dietro...
E in fondo al culo me lo schiaffate!
avrei voglia di non tornare
per rinchiudermi in una prigione
che chiamiamo casa
sentire le stesse lamentele
e mangiare una minestra riscaldata.
Certe sere
sarebbe meglio partire per una crociata
dare il sangue e la rabbia
per qualcosa in cui si crede
invece che tornare
come una pecorella stanca
sbadigliando e inveendo
contro un tuo vicino, contro un fratello.
Eppure è questo che mi sono costruito
è questo che ho da sempre agognato
ma non pensavo che aggregarsi
fosse come suicidarsi
non pensavo che fare una famiglia
sarebbe come alienarsi.
Il lavoro, i debiti e l'affitto
una scopata come fosse un tuo diritto
un bicchiere per anestetizzarsi
crearmi uomo
e poi perdermi nei miei stessi intarsi.
Certe sere
valgono meno di uno sputo
lo stesso che ingoio e rimane sospeso
tra l'ugola e il cuore
tra l'equilibrio di andare e rimanere
nella perplessità della mia unicità
Se avessi la spontaneità di un pennello,
la profondità di un blu oltremare
e la sensibilità dell’occhio di Van Gogh,
volerei alto su questo cielo violato.
Se fossi fluido come un mi cantino
e straziante come il pianto di un neonato,
proverei a posarmi sul delta del tuo intuito,
annacquerei il mio orgoglio
e diluirei coraggio e paura nel cocktail del destino.
Se avessi visioni più vicine all’alba
ed un cuore da un battito più rassicurante,
marcherei un confine fra realtà e fantasia,
camminerei con te lungo i sentieri immaginari
dipinti nel mio trance da divenire.
Ti ruberei al sogno universale,
per chiuderti nell’egoismo protettivo
della più dolce e armoniosa delle mie tele.
Si spegne lentamente la fiamma
che vive ancora in me
nessun desiderio, non è un dramma
siamo tutti ormai spenti,
ora anche io e te.
Sporcizia soffoca il nostro futuro
puzzolenti topi ballano con il nostro domani
siamo davanti ad un invalicabile muro
e scaviamo con ormai scheletriche mani.
Ho buttato l’ultimo vestito di fantasia
seppellendo la bambola con nome felicità
le scarpe che mi facevano volare le ho bruciate
ho addosso solo gli stracci della misera realtà.
Coloro di nero il mio viso bianco
riflette la luna, ed io sposo l’oscurità
non c’è più niente in un mondo così stanco
qui regna soltanto la stupidità.
A piedi nudi nella notte mi incammino
e sulla strada incontro il pianto desolato
porta sulle spalle il peso della falsità
lo sorreggo e abbracciandolo
con sguardo ormai spento
strisciamo verso la fine dell’umanità.
Tra una parola e l'anima
il fiore dell'agave s'innalza
d'oro mosaico nel sole,
ne seguo la riva di scogli
nel vento a piedi nudi.
Qui il mare getta alte le onde
su limoni ad arco nel cielo
e sulle scale dell'ultima sposa
che è discesa in veli d'abisso.
Sulle scale disfa quel gruzzolo di gigli
nella spuma frizzante
e si ritira vedovo sul fondo
a gustarne il succo.
Come potrei sapere in qualsiasi altra parola;
come avrei potuto conquistare la fiducia dei vostri indovinelli
e salire le scale dei vostri santuari trascurati
la sacerdotessa riluttante
cantò nelle ombre
sul nascosto altare
per un sacrificio che avrebbe risposto
l'empietà di una vita?
Se io non ti tocco lì,
se non senti il ?? Mio respiro sulla nuca
come il vento su un lago,
e il tuo sangue
non si trasformi in un quartiere a luci rosse
senza uscite di emergenza
al pensiero di essere accarezzata
sull'altro lato della pelle,
dall'altra parte della tappezzeria,
o vibrazione
come una nota in un diapason
che aprirà la porta oscura del tuo splendore
dove tutto è ben nascosto solo a tratti
dentro un barattolo pieno di lucciole
senza coperchio.
Come echi perduti e ombre folli
alla pienezza che zampilla dentro di lei
getta le palpebre come lettere d'amore.
solita storia...
Il treno che parte
C'è andata e ritorno.
Ricordi com'eri?
Son passati vent'anni
ancora i capelli
non erano bianchi.
Vedevi la vita
in modo diverso
non v'era pensiero
che assillava la mente.
La solita storia
percorsa ogni giorno,
ormai sei stanca
hai bisogno di pace.
riposa un pò
dolce signora
chiudi gli occhi
sogna...
Una storia che cambia.
Amor che or t’aggiri
Tra esuli speranze, sospiri
Forte quando la sua immagine
Ritorna! E riempi le mie pagine
Di chiare tinte inebrianti;
e al ciel elevi lo spirito mio
schivo, che dopo tanti
anni riarsi nell’oblio,
per lei torna a sognar.
25/9/2011
Vedi ....
sorrido
ad un addio
il dolore è troppo forte
per poterlo piangere
e alle parole sospese nel cuore
non gli permetto di atterrare
perchè dovrei capire
accettare la tua verità
il tuo vangelo
mentre mi ostino
a far finta che non è vero.
Ma la realtà è così
ti sorprende
ti guarda
ti schiaffeggia
si assicura che tu sia vivo
per farti morire
dura
spietata
vera.
Va bene
mi dico
è così
no,
non è vero
non va bene
ma è così.
Vado avanti senza voltarmi
lasciandoti nel cuore
piccoli frammenti del mio amore,
non mi interessa
fanne pure ciò che vuoi
gettali
scherniscili
bruciali.
Io vado via
questo è il mio addio
amore mio
Poesia adolescenziale trovata in un vecchio diario ....
Un orologio a cu-cu
rimanda la donna
in un mondo di bambina
in una stanza inclinata dal peso
di ricordi coperti di brina.
Volano lì parole bianche
di due persone assai stanche
e la bambina nella sua conta
una barzelletta racconta.
Non si scorge il cenno
di alcun sorriso
sul volto delle persone amate
se la ride il comunismo
di falsità intriso
è proibito raccontare barzellette…
la delusione di un angelico viso.
Allora, come per prendere
il vecchio partigiano in giro
spunta dalla sua casetta laccata
il cu-cu che nell’ora errata
annuncia il tempo
ma è barzelletta pure quella sbagliata
non si prende in giro il comunismo fiero
allora via, anche tu vecchio orologio
un tempo così divertente
ora il pendolo di quel orologio
torna nella mia mente
scandiva l’istante dell’ultimo respiro
di un ideale, resta l’amarezza
di un vecchio, che io ancora ammiro,
occhi azzurri colmi di tristezza
per una vita, senza una carezza…
Tu corri veloce
sono già lontana,
cerco la tua
e accetti i miei momenti
anche quando mi allontano
sempre al mio fianco.









