Due quartine di settenari sdruccioli a rime alternate perfette nelle quartine e consonanti tra le quartine.
Potremmo insieme stringere
le nostre solitudini
e tutti insieme fingere
che le nostre inquietudini
più non ci possan tangere
ché siamo moltitudine…
però mi vien da piangere:
per folla sono incudine.
04/07/2024
327 - Baishù dell'asino
Lo schema metrico è quello del baishù cinese, cioè una strofa di 4 versi: settenario, novenario, settenario e novenario, cui ho aggiunto il vezzo occidentale delle rime, scegliendo lo schema a rime alternate.
Voglio indarno¹ capire
perché non capisco mai nulla.
Tempo sta per finire²:
ne so come quand'ero in culla.
¹: il tentativo risulta sempre inutile, il motivo se vogliamo è tautologico: non capisco;
²: il tempo che mi rimane da vivere per tentare di capire è certamente minore di quello che ho già sprecato, anche nella migliore delle ipotesi e nell’illusione che le mie sinapsi restino funzionali fino all’ultimo colpo di pompa del cuore.
04/07/2024
La vita è sopravvalutata.
Me lo hanno detto alcune sardine.
D’altronde… se non lo sanno loro.
Tutti mangiano sardine.
È che viviamo facendo sempre le stesse cose attendendo che cambino.
Come sputare dalla pelle
egoista rancore misto a indifferenza
aspettandosi che diventi amore.
Ti svegli, esci di casa, giri sempre a sinistra e sai cosa accadrà, tutto uguale, secondo dopo secondo, compresi i tuoi lamenti di insoddisfazione.
Arrivi in una scatola di cemento, sempre alla stessa ora e sempre alla stessa ora ne esci tornando a respirare, accorgendoti solo in quel momento di aver trattenuto il fiato per tutto quel tempo.
E se un giorno uscissimo di casa e girassimo a destra?
Prime puntate di serie abortite,
fasi pilota d'impegni mancati,
progettazioni nel nulla svanite,
sogni agognati ma mai realizzati…
farraginoso fin dentro il midollo
tutti i gettoni li ho sempre sprecati
e anche se i sogni dormendo non mollo
ogni mattina a ogni nuovo risveglio
dentro il mio nulla malfermo barcollo,
vado allo specchio a guardarmi un po' meglio,
così mi dico: di che meravigli?
Ancora sogni nei quali sorveglio
un incapace che cerca gli appigli
per poter dare a un destino le colpe
mentre ragiona tra spenti sbadigli
portando nella sua logica un golpe
per accettar di destino esistenza
con la furbizia per l'uva di volpe
a mascherare la propria incoerenza.
04/07/2024
piu' di una vocale non vi trova sfogo,
una i si legge sola soletta,
qui e li' carrelli a manetta.
Fuori dal supermercato vi è una magrebina,
speranzosa attende qualche monetina,
più in la' c' è anche il signore della vigilanza,
si muove sornione con una certa tracotanza.
V' è un via vai di tanta gente,
son qui per la spesa intelligente,
sui muri si parla di convenienza e qualita',
anche se una a braccetto dell'altra non va.
Sta di fatto che entro anch'io,
mi reco veloce nel reparto bio,
cerco solo un articolo su cui so di risparmiare,
anche se poi i 2 euro del carrello alla magrebina dovrò dare.
ruba al cavallo l'energia,
sprona il tempo di morte
che urla dinanzi e geme.
Diffonde l'inquieto amore
di sangue necrologio oscuro,
brucia nelle orbite di luce
i salmi d'una cattedrale antica.
Cavalier che avanza
disarciona le passioni colorate
che furo baci scarlatti
sulle bocche d'insani amanti
ottennero trofei di sublime addio.
Del suo corpo giacque l'ombra
a raccattar i pezzi d'arme,
protese le mani che uncini
varcarono la soglia del cuore,
disdegnarono la fama di sangue.
Cavalier che avanza
vinse il vento e la paura...
risolse il mistero della vita.
E all'echeggiar delle campane
Quando arse capanne sotto il sole
Tremavano all' ardore e con far lento
Bubbolavano come onde di mare
Io con le suole masticate
Sedevo con gli occhi alla volta
Di strade vuote
Pregando Iddio di fuggire lontano
Perché io prenderò le ali dell' alba
Verso Canaan, latte e miele
Vino e grano
Allora perché
Navigato così a fondo
Esplorato ciò che stava oltre
Il capanno e la mia arida terra
E le mura del giardino
Desidero di nuovo quel piccolo mondo?
Ho bisogno di distrarmi
dalla mia noiosa vita,
dal rancor ch'avvelenarmi
non disdegna parassita
d'ogni singola giornata
ravvivando ogni ferita.
Faccio qualche passeggiata
ma ritorno sempre a casa,
in quest'aria avvelenata
d'urla e insulti sempre invasa
che mi fanno sentir male.
Se ruggisce ancor Mufasa¹
nel suo degno tribunale
rassomiglia molto a Scar²
e con logica speciale
d'ogni accusa grande star
elargisce tante colpe
da cui non ti puoi salvar
né c'è spazio per un golpe
contro tale potestà
che deriva a tale volpe
da divina maëstà:
sbraita contro tutto e tutti
e ogni cosa che si fa,
non abbiamo frangiflutti
che ci riescano a parare,
restiam animi distrutti
persi pure nel pensare
che la colpa è tutta nostra
tanto lui non può sbagliare.
Incessante atroce giostra.
¹: personaggio del “Il re leone” della Disney, è il padre di Simba;
²: personaggio del “Il re leone” della Disney, è lo zio di Simba.
30/06/2024
È forse questa la sofferenza?
Piangere prima di addormentarsi,
odiare il risveglio,
sentirsi circondare da immenso buio,
invidiare i privilegi del prossimo,
sentirsi assassinati nel petto
dal proiettile di incomprensione e incuria.
È forse questa la sofferenza?
Vedere chiunque capace
grazie alle fondamenta d'amore,
che parte da radici forti,
mentre tu sei un albero rinsecchito,
morto,
spoglio,
da abbattere,
che resta fermo
ad aspettare chissà cosa per ore,
senza niente,
pure storto e brutto,
nato per caso,
senza volere,
che si ritrova solo a patire
perché codardo,
debilitato,
debole.
È forse questa la sofferenza?
Aprire gli occhi un giorno
e domandarsi il motivo di questa voragine.
Stai facendo la vittima,
reagisci,
sgobba,
ti fa male?
Non importa.
Rialzati,
riprovaci,
vai oltre,
devi arrivare alla perfezione.
Distaccati.
Non va meglio neanche cosi?
Non sai come trattarti,
ti stai facendo solo quello che hai sempre conosciuto.
È forse questa la sofferenza?
nota autore: ciao amici! Ho scritto questa poesia qualche tempo fa, in un periodo difficile, la pubblico solo ora :) se vi va, ditemi cosa ne pensate. Grazie!
Tra le mie labbra
Il segreto del cielo
E della farfalla
Riusciremmo a volare
Oltre i confini
Del sole e della luna
Sospirando
Parole magiche
Nel fulgore di una stella
Nessuna nuvola
Dal sapore della menzogna
Ostacolerebbe l'ardore
Che risiede nel nostro cuore
Anche se non potrò mai
Chiamarti amore.
Volse lo sguardo a oriente
e, fingendosi impaurita, infine giacque
la bionda Imperatrice in sposa al Sire.
.
Lui, d’altro canto, prima spense il cero
fece del buio pesto e poi la prese,
come se luce al Sire si inchinasse.
.
E fu la guerra.
.
La prima guerra d’infinite guerre,
giornaliere, cruente, aspre, indecise,
a volte dolci, come vuole amore.
.
Altre strane e ridenti scaramucce
dove un dei due poi s’arrendeva
come si fa quando giunge tempesta
ed era il Sire che sempre soccombeva.
.
Nessuno vinse, dicono gli scribi
e par che pace poi non fu mai fatta.







