Allor che mi risveglio senza assilli,
quando ancor nell’aurora del pensiero
d’onirica follia son prigioniero,
i sogni si frammentano in lapilli
fragili come bolle di sapone
che carpire vorrei vividi e intatti,
prima ancor che sian spenti e liquefatti
nel composto rigor della ragione,
per tentar di tradurli in poësia,
ondeggi immaginifici in un mare
ove sento ch'è dolce navigare,
non sol follia ma onirica magia
che sfugge nell’inconscio e mi disdegna,
qualcosa che m’ispira, ch’è precluso
all’io che indosserò non più confuso
e neppure un ricordo mi consegna.
Così dai sogni emerge la poesia,
poeta chi con loro s’intrattiene
come pudìche timide sirene
da vestir di parole o fuggon via.
quando ancor nell’aurora del pensiero
d’onirica follia son prigioniero,
i sogni si frammentano in lapilli
fragili come bolle di sapone
che carpire vorrei vividi e intatti,
prima ancor che sian spenti e liquefatti
nel composto rigor della ragione,
per tentar di tradurli in poësia,
ondeggi immaginifici in un mare
ove sento ch'è dolce navigare,
non sol follia ma onirica magia
che sfugge nell’inconscio e mi disdegna,
qualcosa che m’ispira, ch’è precluso
all’io che indosserò non più confuso
e neppure un ricordo mi consegna.
Così dai sogni emerge la poesia,
poeta chi con loro s’intrattiene
come pudìche timide sirene
da vestir di parole o fuggon via.

Commenti
Ben trovato, Sisifo; so già che i tuoi sogni li vesti bene con belle parole, ché già ci conosciamo altrove da qualche anno
Considero il tuo commento anche un'autorevole presentazione in questi miei primi passi su un sito con cui ho ancora scarsa dimestichezza "tecnica".
Ho voluto esordire con un testo in endecasillabi e rime, anche se non sempre seguo schemi predefiniti.
Ti auguro un buon fine settimana,