Invecchierò senza chiederti chi sei
immaginando le tue mani
di quella carezza nel tempo
che dolcemente lasciavi scivolare
sulle mie rughe
ascoltando ancora il tuo respiro
quello che sa di noi
tra queste pareti senza tempo
in quella stanza che il primo sorriso
ci ha regalato
e ancora chiuderò fuori questa porta
le paure
per poi riaprirla
e
viverti ancora
aperta,
sul petto villoso,
seppur senza peli;
chiudi i bottoni,
parti per la montagna
e allaccia i pantaloni...
Preparati col piccone
e trafiggi
quelle dure protuberanze,
resta imbacuccato:
ti osservano
da quelle baite,
tra panini,
salumi
e calde stanze...
Tu ti arrampichi,
tu sudi,
forse tocchi la vetta
e onorerai
il padre,
l'amico
che si attaccava
con vigoria
a quel calcare
che avanzava...
"Non c'è lavoro"
dice il lavativo;
io mi esprimo,
con il correttivo,
con la tuta da impiegato
e mi immergo
tra le alghe
dell'ambizioso creato...
su tavolo doloranti
sospesi aspettano altro
caldo tepore alcolico
gettato a morir
in gola,
tenue luci
lumeggiano la
tenebra del cuore
al Bar dei Balordi
incrocio, snodo
ad alta gradazione
angoscioso svilire
in serate al neon
velate di zolfo.
Ognun cerca
il delirio con
quel che possiede
musicava un
francese solitario,
e crollan distrutti
corpi femminili
venduti nei bagni
voglie perdute
nel rivolo sordido
di un sciacquone.
Tra bicchieri
incrostati di memorie
ultime gocce JD
battono come
tamburo un
assordante suono
sul timpano
del passato,
buttando a terra
un corpo
nella dolorosa
polvere, allucinante
serata di
uomo bonsai
al Bar dei Balordi.
Essere
Che cosa è l'Essere?
La risata dei filosofi
la profondità della questione,
odioso, irrilevante,
una canzone per i sordi,
una neve
nell'inverno della nostra incredulità,
questo mondo, non un mondo, umiliato
al livello di
illusioni, astrazioni dei sensi,
l'odore del pane appena sfornato
contenente l'essenza
di una colazione, metafisica
le visioni di un altro mondo, non
questo mondo,
il regno <al di là di>
colline, arcobaleni, palazzi, giardini,
persone felici con facce felici,
baciare leoni e dormire con draghi,
fuori del gusto che sarà,
di essere è di essere <un mobile ikea>
il suono inaffidabile
di illusioni senza pari
solo avanzi di pezzi in più in più in più
P.S
segui attentamente le istruzioni.
Non si rubano le auto ad Ustica. I ragazzi, sono solo picciotti, che devono crescere. E crescere, significa perdere quell'incoscienza tipica dell'età; il saper decidere volontariamente, grazie all'esperienza, di non fare certe cose, perché troppo rischiose. A volte, però non si fa in tempo a diventare grandi. E quando il Destino ci si para davanti, diventa un muro insormontabile, che per superarlo, lo si può solo scavalcare. E questo è successo: una disgrazia. Improvvisa, imprevedibile, ineluttabile. SPUMA BIANCA Amici inseparabili, dagli occhi che sorridono con mani che si tendono e labbra che si accendono. Il buio dell'abisso lesto inghiotte tutto ed anche il respiro resta sospeso incatenato a pensieri che più saranno ascoltati. Chissà se avete capito e se vi siete stretti in un ultimo abbraccio. Adesso ancora insieme nuotate sereni in quel mare eterno dove non esiste abisso e tutto è come lo avete sempre guardato. Azzurro, cristallino, incontaminato. A Voi perpetua spuma bianca che adorna l'onda quando si getta in mare. A Bartolo e Fedi 09 agosto 2012
intrisa di emozioni di un istante
sciolto nel dubbi e nelle incertezze
di quel momento del nostro incontro.
Ti perdo nell'istante in cui nasce la nuova emozione
data dai brividi all'anima
sospinta verso l'azzurro intenso del piacere dei corpi .
Ti perdo nell'istante in cui fuggi dai miei spazi
ti nascondi nella scura stanza dei tuoi silenzi
e vai, vai via lontano verso i tuoi giorni liberando i miei.
Dove i miei giorni danno spazio a nuove emozioni
oltre il tempo lasciato dalle tue, bagnate dal rumore del loro sparire silenti.
Parole che entrano e vanno
compresse, alternate, in chiasso che sfuma, ma, non si dissipa
attento e goliardico sorriso
perdona ancor meno
s'anima di persone
filtrando malinconia
parlando senza contare le ore
sfuggente incasinato cuore andante.
andante frustrante gioia non condivisa
che scorda la vitalità
e non rattoppa gli strappi sui pantaloni
incisive indifferenze
mascherate in arse personalità in perenne scissione
no, no, non alla deriva di spogli giorni tribolanti
ma, chiaramente perduti nei templi obsoleti di maschere in volti.
di Antonella Soddu
senza limiti nel tempo
raggiungo la tua bocca
profumata dal silenzio.
Usami
come fossi un manto di seta
per avvolgere il tuo corpo nudo.
Fa di me
lo specchio dei tuoi sensi
per travolgermi da ogni tuo ansimare.
Nei tuoi capelli
che ho tra le dita
è il morbido tepore
che ci abbandona.
Ed i colori del mattino
s'esaltano sulle pareti.
In un lampo
disegnavi il percorso.
L'instancabile mente
non poneva domande.
Lei impavida
ti stava appresso
fin quando
sazio di pensieri
nel buio ti fermavi.
*
E
nel silenzio
sei ora immobile
interrogando le stelle
su quelle vecchie tregue.
Amo il colore, il profumo
dei fiori
perchè in loro c'è la tua essenza
compagno mio di vita
Amo il sole cocente
in esso persiste
tutto il calore
della tua passione
quando amanti siamo
Amo l'impeto delle onde spumose
perchè in esse vive
la tua voglia di vivere
e di donarmi la vita
ad ogni battito del cuore
Ti amo nell'intimo dell'anima mia
urlandolo al vento
ad ogni mio respiro,
ti amo coi pensieri
che nell'azzurro del cielo
scrivo con colori indelebili
nel nostro arcobaleno
Ti amo perchè
è così facile amarti
ed a volte così difficile
comprenderti
ed è proprio nella
incomprensione
che più ti amo
quando i tuoi occhi
come per miracolo
si fanno specchio della tua anima
Armonia sconosciuta
in schegge di voci
-lamenti -
un riflesso dal nulla futuro
strascica nelle polveri, il cosmo
gocce alle chiome, fusioni profonde
tutti gli occhi del mondo
ritornano
come pugnali di luce
Pare grandiosa
la fine
di un nuovo inizio
E sono qui
attratto e non attratto dalla vita,
con parole che scorrono su un foglio
curioso e perplesso, distrattamente attento
ai segnali che sento dentro e non capisco.
E sono qui
con infinite voglie e senza sogni,
a fare i conti con quello in cui non credo
con il silenzio dove son nascosto,
con il valore che non riconosco,
con quello che vorrei e che non trovo.
E sono qui a ripensare a ieri
con un caffè appena riscaldato
e senza occhiali
proprio per vedere e non vedere
quello che resta dietro le distanze.
Abner Rossi
14 Agosto 2012

al caldo vento grecale
irrequieto il pensiero naviga
nell'immaginario mare
immerge i piedi
nella sabbia bollente
e s'arresta sullo scoglio
del tempo scandito
lasciato svanire.
All'afa bruciano le buone intenzioni
e due barche ancorate al fondo
spezzano l'armonia del pulito orizzonte
miserabili isole precarie
di frivola presunzione
simile a corpi vuoti galleggianti
grondanti grasso di boteriana finzione.
Testimoni perduta la misura e la bellezza
ridicoli elefanti marini
di goffa natura distorta
pattumiere dell'umana stirpe ingorda
che vive per nutrire il piacere
collassando in vuoto apparire
simile nell'uomo allo stupido pensiero.







