Arriva l'autunno
e gabbiani si allontanano
dalle spiagge deserte
senza briciole di pane
e un gabbiano che non sà volare
Lo guardo tra il chiarore del sole
accecante
e sabbia scavata dai pensieri
e dall'ultimo bagno di stagione
goduto negli occhi
fermi a pensare
al selciato dipinto
che percorsi controllerà
in mezzo alle proteste
a difesa dell'ombra
cercata
con le maniche
girate
pazzamente
non ricordi quasi niente.
Ma se proprio vuoi imparare
due, tre cose devi fare:
usa il tatto, usa il gusto
pensa solo ad un bel prosciutto.
Se vuoi migliorare
l’immaginazione devi usare.
Puoi sognare di volare,
un bel viaggio ti puoi fare.
Senza spese nè biglietti
senza mogli né calzetti.
Tante cose tu puoi fare
puoi dipingere, colorare,
non ci vuol alcun attrezzo:
solo un po’ di fantasia
e porti via la malinconia.
Mente Pazza
pazzamente
non ti scordi più di niente.
Restringi i cerchi viola
ai confini del caos
i colori del bordo
mi crei in acrilico
mi circondi con il colore
gioia esuberante sveglia la guerra
la guerra di tutti gli uomini
cerchi di dolore
Malcolm X in piedi
schizzi di equilibrio
sulle bilance dei tempi
occhi riavvolgono
neve al sole su rami di pino
bellezza al mattino sereno
sangue cremisi come dolore
musica penetra le mura del castello
lei è scura come una luna zaffiro
lei è reale come le stelle di Van Gogh
l'eclettica Madonna
la tromba d'oro di Miles
la fame di un leone ruggente
docile dietro un buon batterista
l'emozione non del tutto cognitiva
le porte della percezione
creano musica come un pittore
fuori dalla giungla arriva il sole
l'alba subliminale
Un fiore da Alice
ho sentito Il tuo dolore.
Non è ancora giunta la fine dei tempi,
non andrai in pasto a fame di venti.
Quella notte scontrandoti con te stessa
rimanesti muta.
Tu antica come il tempo,
custode di arcani segreti,
calma e maestosa,
quella notte hai pianto.
Ora asciuga le tue lacrime
I tuoi figli,rocce della tua roccia,
riporteranno agli antichi
splendori i luoghi amati.
Io posso essere contento
Sol se il viso tuo rivedo.
E in quell’unico momento,
un poco io mi illudo e credo
che per me, per me soltanto,
tu compaia da orizzonti
estranei, che da qui tanto
son lontani. E bei tramonti
con te scopre la mia mente!
Oh amor mio da molto assente,
dai miei tempi disadorni,
perché ora non ritorni?
27/05/2012
una fibra incerta,
e canti nei
ricordi abbandonati
di quando fosti
amato. Disilluso
é il tuo sperare.
Con una lacrima,
la mia, la tua,
i nostri cuori
cadono come
foglie opache;
una vita d'autunno
subiamo.
Siamo nomi vuoti,
bugiardi, come troppi
ce ne sono, ma comune
é la nostra
quieta disperazione.
Fratelli?
Compagni?
No, sempre sconosciuti.
Ama te stesso.
Invecchierò senza chiederti chi sei
immaginando le tue mani
di quella carezza nel tempo
che dolcemente lasciavi scivolare
sulle mie rughe
ascoltando ancora il tuo respiro
quello che sa di noi
tra queste pareti senza tempo
in quella stanza che il primo sorriso
ci ha regalato
e ancora chiuderò fuori questa porta
le paure
per poi riaprirla
e
viverti ancora
aperta,
sul petto villoso,
seppur senza peli;
chiudi i bottoni,
parti per la montagna
e allaccia i pantaloni...
Preparati col piccone
e trafiggi
quelle dure protuberanze,
resta imbacuccato:
ti osservano
da quelle baite,
tra panini,
salumi
e calde stanze...
Tu ti arrampichi,
tu sudi,
forse tocchi la vetta
e onorerai
il padre,
l'amico
che si attaccava
con vigoria
a quel calcare
che avanzava...
"Non c'è lavoro"
dice il lavativo;
io mi esprimo,
con il correttivo,
con la tuta da impiegato
e mi immergo
tra le alghe
dell'ambizioso creato...
su tavolo doloranti
sospesi aspettano altro
caldo tepore alcolico
gettato a morir
in gola,
tenue luci
lumeggiano la
tenebra del cuore
al Bar dei Balordi
incrocio, snodo
ad alta gradazione
angoscioso svilire
in serate al neon
velate di zolfo.
Ognun cerca
il delirio con
quel che possiede
musicava un
francese solitario,
e crollan distrutti
corpi femminili
venduti nei bagni
voglie perdute
nel rivolo sordido
di un sciacquone.
Tra bicchieri
incrostati di memorie
ultime gocce JD
battono come
tamburo un
assordante suono
sul timpano
del passato,
buttando a terra
un corpo
nella dolorosa
polvere, allucinante
serata di
uomo bonsai
al Bar dei Balordi.
Essere
Che cosa è l'Essere?
La risata dei filosofi
la profondità della questione,
odioso, irrilevante,
una canzone per i sordi,
una neve
nell'inverno della nostra incredulità,
questo mondo, non un mondo, umiliato
al livello di
illusioni, astrazioni dei sensi,
l'odore del pane appena sfornato
contenente l'essenza
di una colazione, metafisica
le visioni di un altro mondo, non
questo mondo,
il regno <al di là di>
colline, arcobaleni, palazzi, giardini,
persone felici con facce felici,
baciare leoni e dormire con draghi,
fuori del gusto che sarà,
di essere è di essere <un mobile ikea>
il suono inaffidabile
di illusioni senza pari
solo avanzi di pezzi in più in più in più
P.S
segui attentamente le istruzioni.
Non si rubano le auto ad Ustica. I ragazzi, sono solo picciotti, che devono crescere. E crescere, significa perdere quell'incoscienza tipica dell'età; il saper decidere volontariamente, grazie all'esperienza, di non fare certe cose, perché troppo rischiose. A volte, però non si fa in tempo a diventare grandi. E quando il Destino ci si para davanti, diventa un muro insormontabile, che per superarlo, lo si può solo scavalcare. E questo è successo: una disgrazia. Improvvisa, imprevedibile, ineluttabile. SPUMA BIANCA Amici inseparabili, dagli occhi che sorridono con mani che si tendono e labbra che si accendono. Il buio dell'abisso lesto inghiotte tutto ed anche il respiro resta sospeso incatenato a pensieri che più saranno ascoltati. Chissà se avete capito e se vi siete stretti in un ultimo abbraccio. Adesso ancora insieme nuotate sereni in quel mare eterno dove non esiste abisso e tutto è come lo avete sempre guardato. Azzurro, cristallino, incontaminato. A Voi perpetua spuma bianca che adorna l'onda quando si getta in mare. A Bartolo e Fedi 09 agosto 2012
intrisa di emozioni di un istante
sciolto nel dubbi e nelle incertezze
di quel momento del nostro incontro.
Ti perdo nell'istante in cui nasce la nuova emozione
data dai brividi all'anima
sospinta verso l'azzurro intenso del piacere dei corpi .
Ti perdo nell'istante in cui fuggi dai miei spazi
ti nascondi nella scura stanza dei tuoi silenzi
e vai, vai via lontano verso i tuoi giorni liberando i miei.
Dove i miei giorni danno spazio a nuove emozioni
oltre il tempo lasciato dalle tue, bagnate dal rumore del loro sparire silenti.
Parole che entrano e vanno
compresse, alternate, in chiasso che sfuma, ma, non si dissipa
attento e goliardico sorriso
perdona ancor meno
s'anima di persone
filtrando malinconia
parlando senza contare le ore
sfuggente incasinato cuore andante.
andante frustrante gioia non condivisa
che scorda la vitalità
e non rattoppa gli strappi sui pantaloni
incisive indifferenze
mascherate in arse personalità in perenne scissione
no, no, non alla deriva di spogli giorni tribolanti
ma, chiaramente perduti nei templi obsoleti di maschere in volti.
di Antonella Soddu
senza limiti nel tempo
raggiungo la tua bocca
profumata dal silenzio.
Usami
come fossi un manto di seta
per avvolgere il tuo corpo nudo.
Fa di me
lo specchio dei tuoi sensi
per travolgermi da ogni tuo ansimare.
Nei tuoi capelli
che ho tra le dita
è il morbido tepore
che ci abbandona.
Ed i colori del mattino
s'esaltano sulle pareti.






