Arriva l'autunno
e gabbiani si allontanano
dalle spiagge deserte
senza briciole di pane
e un gabbiano che non sà volare
Lo guardo tra il chiarore del sole
accecante
e sabbia scavata dai pensieri
e dall'ultimo bagno di stagione
goduto negli occhi
fermi a pensare
al selciato dipinto
che percorsi controllerà
in mezzo alle proteste
a difesa dell'ombra
cercata
con le maniche
girate

 

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Mente pazza
pazzamente
non ricordi quasi niente.
Ma se proprio vuoi imparare
due, tre cose devi fare:
usa il tatto, usa il gusto
pensa solo ad un bel prosciutto.
Se vuoi migliorare
l’immaginazione devi usare.
Puoi sognare di volare,
un bel  viaggio ti puoi fare.
Senza spese nè biglietti
senza mogli  né calzetti.
Tante cose tu puoi fare
puoi dipingere, colorare,
non ci vuol alcun attrezzo:
solo un  po’ di fantasia
e porti via la malinconia.
Mente Pazza
pazzamente
non ti scordi più di niente.
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Profilo Autore: Giovanni Ciani  

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Restringi i cerchi viola
ai confini del caos
i colori del bordo
mi crei in acrilico
mi circondi con il colore

gioia esuberante sveglia la guerra
la guerra di tutti gli uomini
cerchi di dolore
Malcolm X in piedi
schizzi di equilibrio
sulle bilance dei tempi
occhi riavvolgono

neve al sole su rami di pino
bellezza al mattino sereno
sangue cremisi come dolore
musica penetra le mura del castello
lei è scura come una luna zaffiro
lei è reale come le stelle di Van Gogh
l'eclettica Madonna

la tromba d'oro di Miles
la fame di un leone ruggente
docile dietro un buon batterista
l'emozione non del tutto cognitiva
le porte della percezione
creano musica come un pittore
fuori dalla giungla arriva il sole
l'alba subliminale
Un fiore da Alice
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Specchiandomi nella tua tersa aere
ho sentito Il tuo dolore.
Non è ancora giunta la fine dei tempi,
non andrai in pasto a fame di venti.
Quella notte scontrandoti con te stessa
rimanesti muta.
Tu antica come il tempo,
custode di arcani segreti,
 calma e maestosa,
quella notte hai pianto.
Ora asciuga le tue lacrime
I tuoi figli,rocce della tua roccia,
 riporteranno agli antichi
splendori i luoghi amati.
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Profilo Autore: Giovanni Ciani  

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Io posso essere contento
Sol se il viso tuo rivedo.
E in quell’unico momento,
un poco io mi illudo e credo
 
che per me, per me soltanto,
tu compaia da orizzonti
estranei, che da qui tanto
son lontani. E bei tramonti
 
con te scopre la mia mente!
Oh amor mio da molto assente,
dai miei tempi disadorni,
perché ora non ritorni?
 
 27/05/2012
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Sei tu
una fibra incerta,
e canti nei
ricordi abbandonati
di quando fosti
amato. Disilluso
é il tuo sperare.
Con una lacrima,
la mia, la tua,
i nostri cuori
cadono come
foglie opache;
una vita d'autunno
subiamo.
Siamo nomi vuoti,
bugiardi, come troppi
ce ne sono, ma comune
é la nostra
quieta disperazione.
Fratelli?
Compagni?
No, sempre sconosciuti.
Ama te stesso.
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Profilo Autore: Luana D'Onghia  

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Invecchierò senza chiederti chi sei
immaginando le tue mani
di quella carezza nel tempo
che dolcemente lasciavi scivolare
sulle mie rughe

ascoltando ancora il tuo respiro
quello che sa di noi
tra queste pareti senza tempo
in quella stanza che il primo sorriso
ci ha regalato

e ancora chiuderò fuori questa porta
le paure

per poi riaprirla
e
viverti ancora

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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Una camicia,
aperta,
sul petto villoso,
seppur senza peli;
chiudi i bottoni,
parti per la montagna
e allaccia i pantaloni...

Preparati col piccone
e trafiggi 
quelle dure protuberanze,
resta imbacuccato:
ti osservano
da quelle baite,
tra panini,
salumi
e calde stanze...

Tu ti arrampichi,
tu sudi,
forse tocchi la vetta
e onorerai 
il padre,
l'amico
che si attaccava
con vigoria
a quel calcare
che avanzava...

"Non c'è lavoro"
dice il lavativo;
io mi esprimo,
con il correttivo,
con la tuta da impiegato
e mi immergo
tra le alghe
dell'ambizioso creato...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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Logori gomiti
su tavolo doloranti
sospesi aspettano altro
caldo tepore alcolico
gettato a morir
in gola,
 
tenue luci
lumeggiano la
tenebra del cuore
al Bar dei Balordi
incrocio, snodo
ad alta gradazione
angoscioso svilire
in serate al neon
velate di zolfo.
 
Ognun cerca
il delirio con
quel che possiede
musicava un
francese solitario,
e crollan distrutti
corpi femminili
venduti nei bagni
voglie perdute
nel rivolo sordido
di un sciacquone.
 
Tra bicchieri
incrostati di memorie
ultime gocce JD
battono come
tamburo un
assordante suono
sul timpano
del passato,
buttando a terra
un corpo
nella dolorosa
polvere, allucinante
serata di
uomo bonsai
al Bar dei Balordi.   
 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Essere

Che cosa è l'Essere?
La risata dei filosofi
la profondità della questione,
odioso, irrilevante,
una canzone per i sordi,
una neve
nell'inverno della nostra incredulità,
questo mondo, non un mondo, umiliato
al livello di
illusioni, astrazioni dei sensi,
l'odore del pane appena sfornato
contenente l'essenza
di una colazione, metafisica
le visioni di un altro mondo, non
questo mondo,
il regno <al di là di>
colline, arcobaleni, palazzi, giardini,
persone felici con facce felici,
baciare leoni e dormire con draghi,
fuori del gusto che sarà,
di essere è di essere <un mobile ikea>
il suono inaffidabile
di illusioni senza pari
solo avanzi di pezzi in più in più in più
P.S
segui attentamente le istruzioni.

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Profilo Autore: fabio brogini  

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Non si rubano le auto ad Ustica.
I ragazzi, sono solo picciotti, che devono crescere. 
E crescere, significa perdere quell'incoscienza tipica dell'età;
il saper decidere volontariamente, grazie all'esperienza,
di non fare certe cose, perché troppo rischiose.
A volte, però non si fa in tempo a diventare grandi.
E quando il Destino ci si para davanti, diventa un muro insormontabile,
che per superarlo, lo si può solo scavalcare.

E questo è successo: una disgrazia.
Improvvisa, imprevedibile, ineluttabile.


SPUMA BIANCA

Amici inseparabili,
dagli occhi che sorridono
con mani che si tendono
e labbra che si accendono.

Il buio dell'abisso
lesto inghiotte tutto
ed anche il respiro
resta sospeso
incatenato a pensieri
che più
saranno ascoltati.

Chissà se avete capito
e se vi siete stretti
in un ultimo abbraccio.

Adesso
ancora insieme
nuotate sereni
in quel mare eterno
dove non esiste abisso
e tutto
è come lo avete
sempre guardato.

Azzurro, cristallino,
incontaminato.

A Voi
perpetua spuma bianca
che adorna l'onda
quando si getta in mare.


 
A Bartolo e Fedi
09 agosto 2012

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Profilo Autore: Arwen@  

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arrivano
tra un’onda e l’altra
- vive -
 
intervalli apneici
cianotici pericoli
d’esistere
 
prima
che la risacca rubi
se m’avrai tumulata
sotto una pausa
di ciglia
 
io
sarò salva
 
tu
anche
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ti vedo nel tuo invisibile apparire tra gli spazi di questa stanza
intrisa di emozioni di un istante
sciolto nel dubbi e nelle incertezze 
di quel momento del nostro incontro.

Ti perdo nell'istante in cui nasce la nuova emozione
accarezzata dalle mani sulla pelle 
data dai brividi all'anima
sospinta verso l'azzurro intenso del piacere dei corpi .

Ti perdo nell'istante in cui fuggi dai miei spazi
ti nascondi nella scura stanza dei tuoi silenzi
e vai, vai via lontano verso i tuoi giorni liberando i miei.

Dove i miei giorni danno spazio a nuove emozioni
oltre il tempo lasciato dalle tue, bagnate dal rumore del loro sparire silenti.    
 
di Antonella Soddu

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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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Parole che entrano e vanno
compresse, alternate, in chiasso che sfuma, ma, non si dissipa
attento e goliardico sorriso 
di chi ama poco 
perdona ancor meno
s'anima di persone
filtrando malinconia
parlando senza contare le ore
sfuggente incasinato cuore andante.

andante frustrante gioia non condivisa
che scorda la vitalità
e non rattoppa gli strappi sui pantaloni 
incisive indifferenze
mascherate in arse personalità in perenne scissione
no, no, non alla deriva di spogli giorni tribolanti
ma, chiaramente perduti nei templi obsoleti di maschere in volti.

di Antonella Soddu
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Profilo Autore: Antonella Soddu  

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Nella fame degli spazi
 senza limiti nel  tempo
raggiungo  la  tua bocca
profumata dal  silenzio.


Usami
come fossi  un manto di seta
per avvolgere il tuo corpo nudo.


Fa  di me
lo specchio dei  tuoi sensi
per  travolgermi  da ogni tuo ansimare.


Nei   tuoi capelli 
che ho tra le dita

è  il  morbido  tepore
 che  ci abbandona.

Ed    i   colori del mattino
s'esaltano  sulle  pareti.



 
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Profilo Autore: ilaria montali  

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