in questa valle di poesia
dove il cielo non è mio
in canti di allegria
in un'oasi sperduta
solitaria che non saprebbe
trovare le parole
senza leggerti ancora
Come farei a fingere
a far finta che non ci sei
tu saggezza meravigliosa
che seguono tanti
nell'affetto sincero
con carezze dolci
che sfiorano delicate
da non resistere
a calde voglie.
Lasciami fare
e ti farò morire
sfiorando la pelle
brucerai di me
mentre dentro
il piacere ti assale,
bacerai le mie labbra
che invitanti
si perdono
dove tu vorrai!
nell'attesa di glorie,di gioie appaganti.
silenzi colmi di ansietà,
raggiungere delle mete prefissate
da un grande destino
che ti avvolgerà,
dall'immenso amore della vita.
Toccare il cielo con un dito
e superare ostacoli infiniti,
tra scogliere e oceani limpidi.
Sentire la libertà,
respirando quel vento d'armonia
che ti sazierà come non mai.
Ci dirigemmo a sud
perché è là che volevamo andare
ci sembrava la direzione giusta,
scendere era meglio che salire
e forse era più facile peccare.
Andare oltre
alle miserie delle maldicenze
ai falsi insegnamenti e ai pregiudizi
del giro della gente benpensante.
Ci piaceva allora e ci piace ancora,
allargare i confini delle tentazioni
l'improvvisare nuove soluzioni.
Sapevamo già
che un bacio, ad esempio,
rimane un bacio nonostante gli anni
se è quella la sola bocca che tu vuoi baciare.
Non parlammo mai d'amore
e nemmeno oggi ci piace dissertare
su ciò che non può avere descrizione,
ma ci siamo amati in ogni circostanza,
in ogni luogo, in ogni posizione.
Non sappiamo cosa vuol dire fedeltà,
ma se è sinonimo di “noi due per sempre”
allora siamo andati oltre le parole,
là, dove i corpi si incontrano e si amano
senza riserve, senza alcun pudore.
E andammo a sud
e, per amore, non siamo mai tornati.
Abner Rossi


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n.d.a. – Avere un pensiero nell’anima e, sentirlo ricambiato da piccoli gesti,
fa ricredere sul puro sentimento sia d’amicizia sia d’amore…
ombre luci e rimbombi
Giro di città
al giro di vite
Ho perso
al semaforo spento
il segnale di te
fra ingorghi celesti
di onde anomale
oramai consanguinee
La bocca della verità
determinata sfinge
ha smesso d'interloquire
a intermittenza rigurgita monete
desistendo
Come sopravvivere
senza la tua voce
antidoto isolante?
Me ne sto quasi arresa
in gradito stand by
al parcheggio del gran circo
Ikea italian style
Magari dalla corsia
del fai da te
vedo arrivare Godot
letture per diventare saggio.
Dopo il giorno
c'è una stella rimpianta
in desideri pungenti.
E
nel nascondiglio trasparente
sono sempre bambino.
Lasciami madre,
sono colpevole
mentre ascolto la musica delle voci.
E' la mia rabbia
a scandire gli orari.
Per non conoscere l'invidia
ho perso la partita.
Lasciami madre,
tra le pareti
che posso coprire di disegni a colori.
Non sognarmi
da grande.
Un altro giorno ancora
un altro giorno
di dubbi, speranze,
sogni infranti
oppure no?
Domanda che tormenti
da giorni le nostre menti
fatti risposta
che se pur non piacevole
stilare un percorso nuovo
di vita si deve
Prenderemo un sentiero diverso
più impervio forse
ma insieme non sarà
così difficile
legati da una corda forte indissolubile
che è l'amore che viviamo
giorno per giorno
e si fa spazio in noi
come un carrarmato
tra le macerie
di città distrutte da bombe anomale
Si farà spazio in noi
aprendo la mente a nuovi sogni
nuove speranze
finchè insieme saremo
la paura non esiste
Abbiamo il vizio dell'amore noi
e prima di dormire ascoltiamo
Tom Waits, Blue Valentine.
Segretamente, perché io sono
egoista.
Stanno così le cose, bisogna ammetterlo,
io forse so dipingere ma non so
parlare.
Sono vuote le giornate oggi,
sono lunghe frenetiche e mute.
Ti ho conosciuta attraverso un sogno
per trascinarti nel mio girone.
Questo e' vero.
L'inferno, la pazzia, la realtà.
La malinconia.
Siamo stati ovunque io e te
come due gatti
come due piante idrofobe.
Noi, tu ed io.
Radicati nel metro strampalato
degli artisti di strada,
avevamo l'alibi,
la capacita' di guardare il mondo
dall'alto della Bohème.
Ma la mia voglia di vivere poteva uccidermi,
di questo ne abbiamo parlato. Ricordi?
Il mio desiderio più intimo, il mio rimpianto, il mio sogno.
Quello di non aver potuto toccare il fondo
per non tradire il nostro amore.
Così il tempo e' passato, una notte alla volta,
ed io ho potuto dimenticare
di sviluppare la vista,
e poi l'udito, e alla fine,
di aver perso l'uso della parola.
Avenue A, i vecchi tempi, la droga,
siluettes e scorci indimenticabili
sono ricordi comunque offuscati.
Si lo so, oggi lo so:
e' il colore che non si puo' descrivere,
la musica che mi suona dentro
la parola che ipnotizza.
Tutto quello che mi manca,
tutto quello che per te ho lasciato
sul fondo. Sostituendolo con i miei silenzi.
Come i bambini ci amiamo ancora
e forse un giorno
ci scioglieremo l'uno nell'altro.
Solo tu mi capisci. Lo sai no?
Come quel giorno che ancora ero io,
e con lo sguardo più acceso che mai
ti dissi:
Credimi amore che non e' con occhi orecchie e bocca
che un pezzo alla volta
mi capirai.
Perché non ci sono parole che non ti ho mai detto,
piuttosto ci sono silenzi
che non hai saputo
decifrare.
Si lo so, oggi lo so:
Forse sono solo tutte cazzate.
Urla la solitudine dell'anima
lascio che scriva
il volo della maestosa aquila
sulla cima innevata del mondo
e rapito il dolore all'angelo
canti una favola antica
piuma sussurrata
di un cuore delicato
impaurito dal buio senza spirito.
Il cavaliere bianco mostra
la strada alla speranza
dove il tempo perdona
con l'amore e cancella le rughe
apre gli occhi alla poesia
e fa entrare il profumo
del bucato steso al sole.
Ora tace la solitudine
sotto il salice piangente
addormentata serena
con in grembo un gatto
che accarezzato lento
dall'ignaro vento
fa le fusa al silenzio
come il sorriso di un sogno
sorpreso da un bacio
orfano di te sulla mia bocca
caldo sigillo amore mio.
Sobbalza l'anima smemorata
lei nata meraviglia
ingrigita e irriconoscibile
da lenta agonia
abituata al nulla
confusa ,ritrova l'ossigeno
il respiro, il battito regolare
l'amore che la riporta in vita.
quando trovava
la finestra spalancata dello studio
entrava sempre
senza nessun motivo
faceva una scorrazzata per casa
fino a quando
non veniva cacciato
era estate
e per colpa di questo gatto
tenevamo sempre
chiusa la finestra
2 giorni fa
è stato investito
e l'ho trovato che rantolava davanti casa
morente
meritava una lezione
per il fastidio che ha dato
la prima cosa che mi è passata in mente
mentre la tristezza
aspettava in un angolo divertita
almeno non romperà più
ieri
stravaccato sul divano
guardavo la finestra chiusa
così è rimasta per tutto il giorno
a sint che sol la poesia lam po’ dé una men.
Ma…….. in du clè andeta?
…… Ad un trat un sgnor e ven da me e dis:
“ in t’ioc d’un babin che rid cu la su mama;
in te cor d’un amig che ut slonga al su brazi;
int l’anim di zùvan che i lota prun ideèl;
in tlà difficultà d’un diversamènt àbil
in du cus possa avdei l’imperfezion d’linfinì;
in tlà sapienza di vèc: pilaster ad sagezza;
in tlà sufarèza umèna
perché la fa sugnì un mond migliòr.
Te da andè par sta strèda ragàz
acsè putrè truvè ancora tot quel
Che te smarì una volta.
nelle eliche derivate da pensieri umani
terra sporadica sudata d’acciaio
stipata nel cielo di sughero nero.
Pori aperti nell’odore di melma
dalle nuvole trucidate, senza ricordi
angoli smussati da mani credenti
mentre scricchiola la rabbia tra i denti.
Ciglia diradate sovrapposte a finte vedute
con sguardo bianco nell’abbandono dei pensieri
rughe nel vento che spazza via nuvole ora sedute
ad aspettare come me la rinascita del mio ieri.














