Portami dove il mio silenzio
non sia tombale
dove semplici pensieri
prendono vita
dove le illusioni diventino frutto
di solide certezze
dove ogni essere diventi
natura per l’altro
dove ogni forza negativa
diventi saggezza
dove ogni cosa possa
riprendere il suo respiro
mentre le mie parole tacciono
in questo etero mondo
riprendendo il viaggio
da dove sono arrivato
con questi passi
oramai dimenticati
su pietre scolpite dal tempo
mentre la pioggia purificherà
quelle parole mai dette
in questo tempo
portami dove
qualunque cosa
mi dia sollievo
chiudendo gli occhi
per
ringraziare il mondo.
Vorrei rubare il dolore
che padrone si è fatto
del tuo corpo
e farlo mio
per non vedere la sofferenza
nei tuoi occhi
ed il tuo sorriso
aperto ma non vero
Sento le tue notti insonni
vorrei portarti
sulle nuvole
a riposare sul soffice bianco
che nel cielo viaggia,
le vivo insieme a te
se pur lontano sei
mi arriva il soffio del respiro
che asciuga le mie lacrime,
il battito del cuore sul cuscino
anche lontani siamo
un'anima sola
Vorrei che oggi fosse ieri
conoscere il futuro
e stupidamente credere
di fuggire al destino
vorrei che oggi fosse già domani
per risvegliarci da
un incubo
che è crudele realtà
ma il tempo non si può
invertire
morte dal lungo aspettare
giorni in fila come legioni
di tristezza che si contrae.
Guardando il blu nel vento
toccando capelli sventolati
divenir una lacrima mi invento
lacrima dalla quale siamo rinati.
Sopra c’è un’altalena che ci aspetta
nell’illusione che irradia il riflesso
perenne neve sulla finestra aperta
ferma il volo dello sguardo oppresso.
Sotto passa il fiume del tempo
ma non profuma ormai di vissuto
rimane giovane eppure è spento
un tempo rinnegato e muto.
Silenzio anche nell’iride verde
torbide orme dove giace la vita
anche quella la pioggia disperde
cancellando i nomi, poi è finita.
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nei posti vissuti ma ancor verdi
dove il tempo si è fermato
e dove niente può invecchiare.
Quelle vie polverose di ricordi fini,
le stradine
fatte di piccoli passi, sempre di corsa
che profumano ancor di bambini.
L’eco della vita
di una montagna rimasta sempre verde
dove sorvola lo sguardo e poi si perde.
E quella spensieratezza,
che ancora gioca a nascondiglio
nella penombra degli ultimi sorrisi dell’innocenza
faceva castelli del nostro futuro
sfuggendo alla realtà così crudele e roca
che stonava il creato nelle sue stagioni.
Laddove nessuno invecchiava
all’alba di una manciata di attimi sfuggiti della legge
nascevano rughe negli occhi
tanto nessuno lì ci guardava.
Ti racconto la voce del mio silenzio
che rimbomba ora tra pareti di montagne alte
e io in mezzo , un piccolo albero fragile
trovando il vento
che ora soffia le radici che spuntano dalla terra arida
aggrappandosi alla vita.
Il racconto di una vita intera
che durò per te
il tempo della mia sigaretta
che ora spengo.
in un inverno diverso.
In quel cielo pesante
divenuto ormai stanco
nasceva l’istante
che mi vestì di bianco
e alzando lo sguardo
vidi il tempo sincero
arrivato in ritardo
nell’amore più vero.
Esplodeva un tramonto
in un'estate uguale.
Sulla terra calpestata
divenuta campo di illusioni
nella gioia d’esser amata
ho seminato nuove stagioni
intorno a questo frutto
maturato in una sera
serpeggia dolore e lutto
di chi nulla oramai spera.
Se ti vedo ancor com’eri
nei miei ultimi pensieri
io so che il forte pianto
non posso trattener. E intanto
e’ il buio tutto intorno!
Tra l’acre odor dei pini
di questo parco senza più contorno,
parlavamo qui vicini,
e niente era importante
come starti ancora accanto.
Or che sei così distante
è il buio qui soltanto!
È il buio tutt’intorno! Sempre piove.
Il ciel sereno è forse là ove
Tu riposi? È tra quelle
lunghe piante che il sole poi risorge?
Che risplendono le stelle?
31/12/2000
scopre grandi disordini
in quella che chiamavi tesoreria
un nido di lucertole
sfugge veloce
come l’idea essiccata,
lo scirocco
ho solo due mani e più reperti
nella terra bollente
in bilico
mi lascio prendere
da un’eco improvvisata
salvifica carezza di chioma
e mi ubriaco d’aria,
più lontana di sempre
tra le mani nelle mani lontane.
Nello spazio distanti e disarmanti
nel pensiero vicine e infuocate
audaci e sinuose
dipinte nell'anima come segno indelebile
come tocco d'amore che lascia profumo-.
Solo tu, dolce senso di immagini
sprigionate nella pelle
che scivolano come acqua quando bagna e scompare
attraverso il tempo che non c'eri
e in quel che mai più ci sarai
Solo tu, sogno di un tempo mai inutile
vasto come Nettuno nel suo regno d'azzurro
possente frastuono d'onde
che mi porta in alto mare
tra le mani nelle tue mani lontane.
Inediti di Antonella Soddu

Chiudo gli occhi,
in balia delle onde...
come un vascello
mi faccio cullare,
dai raggi del sole
mi faccio riscaldare,
salsedine
sulla pelle,
lontano
le onde s'infrangono
sugli scogli...
e ti vedo,
tu
immersa nell'acqua
come una
sirena...
rimango rapito
la tua bellezza
m'acceca
allungo la mano
voglio toccarti...
ma tu svanisci ...
come una chimera
sfumi lontana
mi rimane
la tua
essenza.
negli accordi suonati con lo sguardo
piccolissime particelle di vibrazioni
che arrivavano nel cuore in ritardo.
Insipide parole da tempo sussurrate
nelle notti di un buio flaccido, buio morto,
nessun respiro tra le stelle così ingrate
non esaudendo i desideri rimasti lì nel porto.
Desistere al sottordine di una sorte
che giace tra mare di pesci squamati
e tu diventando la tanto desiderata morte
spogliandomi di tutto, meno dei miei peccati.
perché il tempo nostro non è tempo comune
va, come vento di brezza leggero
saggio all'anima.
Se il tuo tempo distante dal mio tempo
immersi nei tuoi
immersi nei miei
quando il tempo, poi, si ferma per noi
mi fermo sulla soglia della casa della tua anima
per donarti la mia.
Inediti di Antonella Soddu
se solo fosse amore nelle parole dell'amore pronunciato!
ma quand'è che questo silenzioso parlar d'amore da vita alla parola?
E se dunque dal parlar non giunge dolcezza e sensuale chiara passione
qual'è il suono melodioso che emana?
se solo amore fermasse il tempo
e non parlasse di chiassoso rumore rubato all'anima
per esser trasformato in tormento
e per la mente in incessabile lamento?
Ah, amore, amore
c'era un girasole solitario al centro di quel prato
splendeva di giallo Apollo
sorrideva al profumo della vastità conquistata!
Inedito di Antonella Soddu








