Ecco ancora gli anni
seduti accanto a me
vedono sfilare il mondo
girare il cuore
soffiare il tempo
da un’isola all’altra
da un cielo all’altro
e tutto sembra oltre
oltre me
oltre te
oltre noi

sgranati come in un film
fotogrammi presenti e passati
giocano a rincorrersi
a nascondersi
ad apparire
senza alcun preavviso
senza alcun ordine
e tutto sembra oltre
oltre me
oltre te
oltre noi

trafelati ci incontriamo
anime non più erranti
corpi non più persi
oltre l’immaginazione
oltre il sogno
oltre la realtà
bussando al vento
sfiliamo la notte
per giacere nel cullare
del buon mattino
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Con mani calme di lusinghe

scosti il velo dal tuo viso pallido

esile tristezza scarna

ti mostri dolcemente al bianco pensiero

confessi sottovoce all'anima

pudici singhiozzi sommessi

urlando nel cuore un pianto nero

bagnato di lutto e di dolore.

Inquieto volo di campane

disperate litanie e blasfeme orazioni

mozzano il corpo in cadaveriche mutilazioni.

Malinconica musa madre d'arte

intimo ricamo di poesia

tristezza

nutri di solitudine l'affamata anima

che l'uomo più non si riconosce

divenuto pasto di belva folle e famelica

vomitato e deformato mostro svilito.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Del vivere
ognuno è privo
del proprio destino
Alla cieca contiamo
degli anni il numero
Silenzioso il tempo
di anno in anno
viene da te
colmo di grati doni
Per ogni nuova primavera
ringiovanite speranze
tra le rose fioriscono
“ E agli amanti
altra vita è donata”.

 
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Profilo Autore: Raffaele Di Palma  

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Come polvere d’argento
un’acquerugiola insistente
si posa sui vestiti della gente,
bagna i volti,
rende lucidi i lastroni del selciato,
scurisce i muri,
scivola dagli ombrelli.
 
Come polvere d’argento
un’acquerugiola insistente
gorgoglia nei canali,
singhiozza su tetti e comignoli,
schizza sopra gli alberi spogli
e mormora la sua solitudine
alla lussuria dei gatti vaganti
nella notte buia.
 
Come polvere d’argento
un’acquerugiola insistente
scroscia attraverso gli ombrinali,
si adagia sui cuori degli uomini,
accarezza la loro anima
e lava le coscienze.
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Nell’esplicito
pensiero
dove abbandono
il respiro
cullo l’ostacolo
del perpetuo viaggio
dove centimetri
di nostalgia
prendono spazi
di enormi contrasti.
Ora è accaduto
l’evento
l’impaccio impacciato
del sorriso mascherato
allontano l’episodio
nel centro avanzato
dove centimetri
di vuoto
respirano il senso
del senso.
Piccoli ricordi
ritornano e allontanano
il lungo pensiero
e si ritorna di nuovo
nell’abitacolo
del sogno
dove l’esplicito
inventa il falso
dell’altruismo.
 
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Profilo Autore: lorenzo calandrella  

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Percorro questo mio giorno 
con pensieri fuori corso
delusa dai troppi ladri 
di tempo.

Scivolano le mia dita 
tra la tastiera umida
dinanzi a un fuoco 
che si sta spegnendo. 

Dall'esterno odo l’acqua 
che con veemenza
s’appoggia sulla nuda terra. 

Uno spiffero d’aria
mi percorre la schiena 
non leggo in esso un futuro 
che possa ravvivare 
il mio dolore. 

Sento che non mi devo arrendere
eppure 
vorrei essere una lepre
e fuggire in un parco protetto.
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Profilo Autore: lucietta  

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bellissimo il fiore 
che simboleggia la verginità
dell'amore
colorato è un cuore
con i battiti e la frenesia
dell'innamoramento
e tutti a dar consenso

ci sono attimi della vita
importanti ma aimè
meno attraenti al pensiero
ma pronti a cascare
nel cassone dell'indifferenza

nessun plauso per loro
solo un taciuto indifferente
 
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Profilo Autore: elvio angeletti  

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Che rovina
questa poesia
un petalo s'arrotola
bruciacchiato

quanto vorrei
infuriarmi

no, si guarda
il tramonto
dell'onda turchese,
dei tuoi saluti
sempre più formali,
la tenda che si oscura.
E su se stesso geme
 l'angolo dove mi trovo.




 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Non voglio vederti piangere

dolce bambina

non voglio le tue lacrime.

Son palpiti d'amore,

sublime sentimento,

io l'ho visto nascere

momento per momento.

I tuoi sospiri languidi

i tuoi ti amo,

i tuoi baci,

la tua mano che sfiora la mia 

in una dolce carezza

mi fanno stare male.

io

non vivo lo stesso sentimento

mi fa male pensare le tue pene,

ci son momenti

che vorrei stringert al cuore

lenire il tuo dolore,

accarezzarti come una bambina

ma poi la ragione ha il sopravvento,

non voglio che la mia carezza

sia intesa come amore.

L'Amore che ti tormenta 

mentre un ti voglio bene

sfiora le tue labbra

t'uccide e ti trafigge l'anima,

ma io non ho colpa

se

non sento questo amore dentro.

 

 

 

 

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Profilo Autore: rosy d'agostino  

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Sparisce il mio cielo

e una coltre di nuvole grigie

nasconde il sereno.,

la pioggia sbatte sui vetri,

Vorrei uscire,

bagnarmi e danzare sotto l'acqua

un rito magico per scrollarmi 

la noia

la tristezza

la malinconia

ritemprarmi l'anima

dopo il calore dell'estate,

una pioggia benefica

che mi faccia dimenticare

che mi tolga le lacrime

i pensieri,

i dispiaceri.

l'estate è finita,

la pioggia l'ha portata via .

Vorrei..

portasse anche 

l'anima mia.

 

 

 

 
 
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Profilo Autore: rosy d'agostino  

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E' triste essere soli
al calar della sera
quando nessuno ti sta vicino
ad ascoltare quello che dici.
Parli da solo come un matto
ad acoltare c'è solo un muro.
Il letto è freddo
perché sei solo
la solitudine t'affligge
quando ritornano i ricordi
giorni raggianti di gioia e sorrisi,
lei che ti diede il primo bacio
poi ricambiato con tanto amore.
Ora sei triste ti lasci andare
non c'è più lei che ti consola.
La notte è lunga,troppo fredda,
vuoi chiudere gli occhi
e mai più svegliarti..... 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Darsi un appuntamento?
Forse si ma dove non,
si saprà mai!
 
Il segreto è parte di noi,
ogni tanto tutti
sognar sappiamo
senza segreti.
 
Il silenzio al tram,
sembra d’allegria
dove tutto si sente
festeggiare.
 
Appuntamenti?
No nessun appuntamento,
al tram ne per amore e
ne con gli amici averlo.
 
Appuntamento con me,
stesso e poesie scrivere
senza alcun problema
avere.

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Prefazione
Questa poesia farà parte del concorso
 
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Profilo Autore: Rossano Cacciamani  

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Per lei s’asciugan ancor oggi i calamai
ma benché l’odiai con tutto me stesso
mi ha fatto fesso, e or vi spiego come mai.
D’una bellezza eterea si era ammanta
che in me l’ebbrezza vitrea l’intelletto schianta,
così il pensier vanesio è soggiaciuto
al desio di render relativo l’assoluto.
L’amor dai pori della pelle entrommi,
e come grappi che vendemmi, mie vene
poté munger bene, da quel viscoso umore
s’i dilapido di pathos da elicitar clamore,
tanto che sol lei presenzia
a brutale ed aulica funzione,
per sancire l’esecrazione
di babelica morte, nell’indifferenza generale.
Così, su di me – supino – s’avanza
con funerea  scorsa di circostanza,
ma alla spoglia non rivolge sbrodi,
sicché nelle allettate labbra imprigiona chiodi,
e n’immani affusolate lignea tavola fabbra.

 

Amorevole espression agonizzante
di chi trovommi mancante,
visibil in essa nondimeno
l’apprension di non tenersi affreno,
nel mutare il vil carente in essere perfetto
s’i che accadde al vin, in sangue dell’idolo negletto.
Sospiran narici forte,
nell’aira profumo di gelsi,
mi guarda la mia nuova consorte,  
con gli occhi suoi eccelsi,
annegati oggi in un futuro
che sol lei, orsì, rende già maturo.
Tramontommi la luce,  
di sotto coperta,
mentre un battito il cor seduce,
d’un martello che m’inchioda la porta.
D’interno alla cassa,
di questa vita vuota sfrutto l’ultimo bagliore,
e la mia anima devota si confessa:
“morto e rinato nell’amore”.

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Profilo Autore: Crepuscolare  

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In navigazione

verso lontane periferie

mi pregio di non aver mai perso

un’insenatura che valesse la pena

dell’approdo.

 

Con i sensi pronti

per le mie sudate battaglie

con allettanti sirene,

so di aver perso spesso

e vinto raramente,

ma non so cosa sia

l’indifferenza…

né il compiangersi

per amorose ferite

 

L’ultima notte

che ne ho inseguita una,

la luna brillava sulle onde

e, sulla costa,

si sono accesi fuochi,

allarmi, richiami, voci, suoni,

le barche in secca hanno preso il mare.

 

La terra,

che sembrava dormisse

in un antico sonno centenario,

all’improvviso riprendeva vita.

 

Era stata avvistata una sirena,

forse la regina, comunque la più bella:

 

un sogno che si fa una volta sola,

poi diviene finalmente comunione,

se della notte,

e del mare che ribolle e grida,

non si ha paura.

 

tu eri notte e mare grosso e luna

e lo sei tuttora.

 

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Bianche sono le case
guglie imponenti diroccate
sulla collina
 
hanno le persiane volte ad est
sul mare ed accogliere
il riflesso del sole nascente
 
sono fresche
sanno di vernice appena passata
all’ombra dei mori che bordano i viali
prima dei cancelli
 
raccontano il  vissuto
nascondendo   i  segreti
del tempo che fu
quelle
bianche case dei  ricordi
 

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Profilo Autore: elvio angeletti  

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