Mi fanno compagnia, mi toccano dentro.
Sei il lato oscuro dell’amore
L’incantesimo, la magia, il gorgo
Che rallenta il tempo e sospende la vita.
Non seguo più le tue tracce, non riempio
Le mie giornate dei tuoi sguardi malinconici,
non ti cerco tra le foglie appassite di ricordi
che impetuosi venti d’autunno fanno volteggiare
nell’aria carica di pioggia e tristezza.
Nello spazio che la notte regala ai sogni
Mi sei accanto, sillabi ciò che l’anima
Vuole sentirsi dire, fiammeggi con lo sguardo,
respiri emozioni suggerite da echi lontani,
adagi il cuore su petali di rose profumate.
Cosa accade quando
l'attore inventa le battute
e il pubblico dimentica l'applauso?
C'e sempre una scelta.
La verità si lascia svanire
nella paura appare nuda
in una stanza senza voce.
E il tempo urla basta
senza recriminare
e dimentica di capire
calpestando le stelle
inciampando nei rimpianti
a chi appartiene la scena.
Credi di essere
ma non sei.
Puoi solo morire.
Suggerisco all'autore di riempire
quell'enorme vuoto.
Mi guardo le mani chiedere
senza voler credere.
E' un dolore insopportabile
restare senza una lacrima.
C'è sempre una scelta.
Pensieri tristi nella notte,
ecco ti vedo
con quella falce scura,
tendi la mano,
vuoi che venga,
no,
non sono pronta
non posso lasciare tutti nello sgomento,
non voglio che non mi vedano più senza un perchè,
lascerò il mondo,
lascerò uno scritto
non voglio stare sotto terra
non voglio restare al buio
voglio che le mie ceneri siano disperse al vento,
lascerò di me dolci ricordi
le mie poesie, i miei pensieri,
poi chiuderò gli occhi,
ti tenderò le mani e volerò lassu'
dove non avrò più problemi
assilli e dispiaceri,
lassù riposerò,
avrò un pò di pace
e tu morte contenta te ne andrai
cercando nuove braccia.

perkèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè?
sono tutto il peggio
di corazzini pascoli
mi hai reso così
ma è tutto vero
non è letteraletteratura
snaturalizzata
è roba vera
del tipo
ieri
ho pestato una merda di cane
e ho urlato agli ideiiii
pietàààààà
in ginocchio braccia all'aria
e nulla è sceso dalle saette
è tragedia
è questione di
dramma
da quando (sempre)
la parola
non
salva
che lasciasti
al tuo passaggio,
solcando
i miei pensieri
fragili
tra luce e ombre
si stanno perdendo…
Ritornano solo frammenti
della folla,
che riempiva piazze
con urla di bambini felici,
piccoli passi
e volo di palloncini,
scappati
a manine disattente ,
che stringono il gelato
che si scioglie ,
sporcando il sorriso
verso un cielo ladro
di felicità effimera
come il nostro vissuto
che viaggia ora verso la luna.
con la mente
il mio volto
mentre mi sogni.
Cancella anche
i contorni
del mio corpo
che si perde
ormai tra il bianco
e il nero di autunni
piangenti
diluiti dalle
nostre lacrime.
Immaginami
come una brezza
sulle labbra baciate
nelle notti di desideri folli,
come un ramoscello
coperto di verde
tra cortecce
morte da tempo.
Spogliami in un ricordo
che danza vibrando
tra i pensieri,
come un cerchio
che si distende
accarezzando l’acqua
del fiume della vita.
Sognami come
una barca
che viaggia verso
la luce
che genera le anime
come me…
sole e incomprese.
che ti rendono fragile e indifeso
rigidi pensieri corrosi dal tempo
ereditati dalla umana paura.
Pensi di governare la tua esistenza
alzando la voce con prepotenza
ma alla fine sei solo una farfalla notturna
che cerca la luce a volte sbattendo
contro un ingannevole neon abbandonato.
tra i ricordi…
sono così
effimeri,
fragili
ed ingannevoli
disegni
della mente.
Non cercarmi
nello sguardo altrui,
anche quello
così unico
come ogni respiro
del blu infinito.
Trovami in un battito
del cuore,
saprai
che sono io
da quella malinconia
che ti porterà
una lacrima sincera
che ha viaggiato
per mille inverni,
per scaldare
accarezzandolo,
il tuo volto
amato.
Di pulviscolo fresco
sospensione d’inizio autunno
s’incipria l’aria
-hai visto che bel tramonto grigio?
sì...son salite lingue d'asfalto
verso il cielo
l’umano che contamina
la stagione
ruotando anch’esso
-ruota, vive e sporca
Il panorama brulica
dello sbadiglio vegetale
poco portato ad accordi con il progresso
-rigetta sbuffando
intorno a qualche comignolo
già acceso
forse in prova
arrostendo marroni
il lassismo della vita,
la mancanza di sussulti
nei gorghi dell’anima,
fa appassire le gemme di felicità
ancor prima che le falene
s’impadroniscano del buio della sera.
Minuti, ore, anni,
scivolano lenti lungo il fiume della vita,
quasi a voler levigare il marmo duro del cuore,
quasi a voler stemperare la disillusione
che, a tratti, s’incrosta nell’ardito sentiero,
diluendosi poi nel livore tenue
di una felicità impossibile.
Dalla finestra osservo strisce di vigne
e il respiro assurdo dei solchi nei campi,
della terra aperta a maggese.
La terra, ondulata e ampia,
come la schiena di un cavallo,
fuma generosa
nel sole germogliante del mattino.
All’interno della struttura psichiatrica
l’immenso lago del nulla,
l’opacità dei sentimenti,
il cielo plumbeo della nevrosi
e un sottile sorriso di pietà umana.
Nei cameroni e lungo i corridoi
pazienti sventurati, non si lamentano,
non palesano le stille di malinconia,
non esternano i loro deliri vespertini.
Piangono di notte negli antri oscuri,
lontano da sguardi
indiscreti e indagatori.
Piangono con dignità e orgoglio
e non chiedono affetto,
non si lasciano amare.
La malinconia accompagna la loro fierezza
e punge, gelosa, l’intelligenza,
il sentimento, le azioni.
La malinconia crea in essi
il dubbio sulla vita.
La malinconia chiede informazioni
su tutti i ‘perché’
e nessuna parola cancella il dubbio.
E allora le ombre
prendono più consistenza delle luci,
il silenzio delle parole,
la solitudine del rumore.
Ogni parola diventa un inganno,
ogni azione naviga nel tarlo dell’inutilità.
E allora lo sguardo
vaga oltre le parole,
al di là degli eventi,
per scoprire la compostezza dell’ombra
nello scandaglio erosivo del mistero.
Ho passato giorni
nella quiete del mio silenzio
ho rivisto immagini
di un percorso stampato
nei prati della memoria
monti innevati
e bambini in corsa
ho visto nascere un amore
e con amore è nata la vita
ho visto crescere la vita
e con amore generare
un’altra vita
in un prato all’ombra dei cipressi
ho visto anche morte , dolore..
e lacrime inumidire gli occhi
ho visto albeggiare i miei sogni
e con i sogni aspetterò
lontani tramonti
ma vale la pena provarci
Oggi non è il passato
oggi è ora-adesso
Voltarsi in dietro
voltarsi in dietro, non ha senso
se non altro per rimaner
attaccati a ciò che non esiste più
fin dal momento in cui
hai deciso di mettere un punto
e di andare a capo.
Quindi, non voltarti indietro
vai avanti, prosegui e apriti
oggi ... si oggi...
è il tuo giorno migliore!










