Nell’uomo
un fuoco è acceso
Calda la terra
la possente natura
come i fiori
i propri figli genera
Nei pensieri
ne alita l’aria
Incolpevole
la notte adombra
i silenziosi sospiri
Non allevia le ferite
la colpa
Smosse le radici
il resto del tempo
appare
privo di senso.
forgiano il carattere
come i boschi dei dintorni.
Radici centenarie
coperte di terra e di speranze.
Cumuli di amarezze
e di ricordi cristallizzati
nelle zolle dure da coltivare.
L’agitazione cede il posto
alla fredda determinazione,
lo sguardo diviene
specchio dell’anima
e i pensieri zampillano in racconti
come dopo un viaggio poetico.
Nel vago orizzonte
miseria e frustrazione
e un brusìo d’insetti
che fascia le inquietudini
come un lamento familiare.
inseguendo futili pensieri
senza un punto d’inizio
ad occhi chiusi, poveri di vita
tra tenui respiri.
Il silenzio
mite tassa le lacrime
e l’allegria, stesa tra gialle foglie
pazza ride di buon gusto
mentre con serenità raccoglie l’anima.
Vidi
paesaggi innevati
e raffiche di vento
allontanare le nuvole
Apparvero
castelli di ghiaccio
dalle guglie nebbiose e
uccelli giganteschi dal volo assordante
Tu pensiero m’ avvolgesti
con fili di seta
e nelle nebbie ghiacciate m’addentrasti
ti trovai piangente m’abbracciasti
in quella selva labirintica
di figure indecenti
lo sguardo s’adagiò sui fili di seta
e gocce di rugiada vidi posate sul tuo viso
e fu la vita.
Ci siamo chiusi al buio,
nel freddo elettrico
di una grotta viola.
Siamo confinati e liberi
ed insieme rimaniamo soli,
in balia del sesto chakra.
Ci teniamo per mano
e studiamo i nostri riflessi,
le infinite variazioni
delle nostre personalità,
i salti cromatici dei nostri occhi.
È tutto cambiato però
è tutto più giusto adesso,
oggi che viviamo
in un geode
d’ametista.
con le parole,
come se una mano ti toccasse.
Cerco d’inventarmi frasi
per farne carezze
sui tuoi occhi
sulle tue mani.
per scrivere
di te
che sei il mio sogno.
Poi disegno il vento
per trattenerti un momento,
e far arrivare una brezza
lieve tra i capelli.
Affondo cercando
in un cuore un contatto
Poi cancello tutto
infinite parole
ma so
che dopo l’ultima parola
ci sarà un altro sospiro
allora stilo un’altra emozione
di un cuore che batte
in un tratto.
viola nata libera
libera e senza tempo
tempo che vuole bussare
bussare ai miei occhi
occhi che vogliono dormire
dormire per poi sognare
sognare fantasie vagabonde
vagabonde nel cielo
cielo che cade sulle stelle
stelle fatte di corallo
corallo che riflette
riflette il profondo
profondo del mio mare
mare che mi prende
prende e mi trascina
trascina su terre silenziose
silenziose sono le mie labbra
labbra che aspettano
aspettano il tuo profumo
Sei musica dei miei pensieri
sei le note di un pentagramma
strappato dalla notte in silenzio
con Il vibrare di un violino scordato
Sei tu a giocare con parole del cuore
perle giocose dell’amina
colorando emozioni
Sei tu melodia
racchiusa in una clessidra di cristallo
a scandire i battiti del mio tempo
se il troppo è tanto
s'incontrano in un abbraccio
Rapaci le bocche
mentre la carne brucia
e profuma di passione
Quella passione nuova, sconosciuta
che esalta i sensi, li prende tra le mani
e li lancia nell’universo
Tra le bocche gridolini di piacere
mescolati a quell’umido piacere
è complice la mente così, libra e vola
Ogni passo è spontaneo
è quella fame e quella sete
che ora....potrà saziarsi.
Quella volta
mi accorsi
che l'amor
non è per me.
Poesie di lacrime
intorno a me
con una musica
si fu assai spaventata.
Quella volta che
una ragazza mi fece
un sorriso io tornai
a casa deriso.
La parola amore,
che magia è se
sotto sotto la
persona non ti ama?
Una storia d'amore
è fatta da due persone
e se ricambiato non sei
deluso per sempre sarei.
Ecco perchè quella volta
che piansi per amore fu
per me la batosta
piuttosto dura che mai matura.
Non esistono pianificazioni
non ci è dato più sognare
in questo terzo millennio
in cui la vita è simile
ad un bosco di rovi, graffia e graffia
lascia lacrime di sangue
e poco spazio al sorriso
Ed allora amiamo gridando
al cielo fino a spaccar le nuvole,
viviamo alla giornata, attimo per attimo,
che ad ogni alba a cui gli occhi schiudiamo
ignaro è il destino che ci attende
Prendiamoci per mano amore
stringendoci più forte ancora
perchè buia e spaventosa è la notte
ed il giorno navighiamo nella nebbia
così densa che nemmeno
il potente dio Sole dissolverla più non può
e se come miraggio l'oasi appare
rinfreschiamoci nella fresca acqua incontaminata
ripuliamo la pelle dalle scorie infette
prima che a brandelli cada
come le foglie morte in autunno
Buon viso facciamo a cattivo gioco ….
altro non resta da fare ….
“Show must go on”
lo spettacolo deve continuare









