vacilla come ubriaco
perso nel nulla che lo circonda,
nel silenzio che lo culla.
Si perde nel vento della sera
via la luce…via il respiro,
scivola amareggiato nel cuore
stretto in una morsa.
Si chiudono gli occhi
rapiti dal sogno che sfugge
nel silenzio sussurrato della notte
rinnovano emozioni incise nell’anima.

Angoli e specchi
a volte si fa luce
nel viaggio dell’ombra
sfugge un riflesso
ma è solo un riflesso.
Stralci di verità.
Sono residui di sogni
d’imperfezioni, scorie di soste
sulla soglia dell’anima.
La danza intorno al fuoco
rende luce e calore.
Notte gambero
un salto all’indietro nel tempo,
come prima, ci siamo
poi non ci siamo più.
Torno dove la notte
nasconde volti di donna
vela sguardi indiscreti
rimargina antiche ferite.
Cerco con gli occhi
le gambe incrociate
il letto sfatto
m'inebrio del profumo
dei sensi ancora bollenti.
Un abbraccio che va a vuoto
è il segnale che il tempo
già sfasa luoghi ed eventi.
Mi guardo intorno:
qui non sono mai stato.
si vestono di armoniche
carezze
e l'eco si disperde
in profumi di miele
per bocca tua
io muoio
scivolando fra le pieghe
di un sogno
albeggiando sul tuo
morbido sentire....
mentre tra le mie dita
fugge il tatto
posandosi sulla bocca
tua, delineata da tratti
giocosi
avvertendo vibrazioni di
piacere che si accentuano
unite da un'invadente melodia
che si sincronizza coi tuoi
gesti armonici
su un lembo di
umida tela....
coprono il freddo di primavere recise
qualche stagione ci lascia il respiro
cadono lettere senza radici
-ma il nome non serve a chi sta dormendo
un’eco torna indietro
dal puzzle di numeri e foto
- il mondo immobile
Lo sciame dei vivi si affolla
a riesumare giorni finiti;
qualcuno manca, si dice
non sia capace di piangere
qualcuno crede che la morte
renda liberi
e cura un fiore sul davanzale
-un fragile “non ti scordar di me”
Vorrei Vedere
gli aironi in volo
e come gli aironi
planare lontano
vorrei sentire il profumo
dei fiori di pesco
ed assaporare i suoi
frutti rossastri
vorrei andare sulla
cima del monte ,
raccogliere una stella per te
ti vorrei accarezzare le ciglia
prenderti la mano
nella mia mano
vorrei regalarti il
mio sogno e nell’andirivieni
dell’ onde cullarti
e come un bambino
accarezzare il tuo petto
amore mio
per te per sempre
e ascolto il vento
che mi scuote l’anima
e respiro la tua voce
che mi risuona dentro.
Nelle mie ore
mi accompagni
ma quando giunge sera,
nel fuoco del tramonto,
i miei pensieri si sollevano
e sulla scia delle stelle
mi portano da te.
Lunga è la notte
ed io vorrei vegliarla
per rimirar le stelle
che son le stesse
che anche tu guardi
…sorride la luna
e ci accarezza entrambi.
quanto scompiglio
nella solitudine dei giorni
Meta desiderata dell’ispirazione
dove fioriscono i creativi pensieri
e che illuminano l’alba
di un ardente destino
tu sei davanti agli occhi
l’incoronata bellezza.
Partiamo all’alba
per tornare
portando il tramonto
nascondendo
quegli spruzzi rossi
nello sguardo.
Ma prima della vile notte
che mette a tacere
la coscienza
abbiamo visto
la vera morte
quella che s’aggira
tra i corpi
delle nostre madri
e figli ancor in culla…
Viene incontro ad abbracciarci
solo l’ululato
di un cane
rimasto a vegliar la sorte.
tempo e l’ho messo nel mio sogno
per sfamare il desidero di andare
lontano e cercare altri mondi
Un po’ di quel tempo
l’utilizzerei per costruire
la mia storia,
l’amore per il mio amore
Nel sogno tra nebbie colorate
e profumi dei ciclamini selvatici
ti rincorrerei
per i sentieri irti della vita
all’albeggiare quando il sogno
m’aprirà gli occhi vorrei
amare te
tra lo scintillio della rugiada
Ti cercavo, nel respiro di un momento
tu, che sfuggivi dalle tempie del maestrale
infinito deserto formato da sogni
di una notte sorprendente
che sognò, un'astrale previsione
concisa, puntandomi un dito
vigoroso, in pupille vistose
abitati internamente, notizia
palpitante, aggrappata alla fune
ancorata sul fondale marino
d'una leggerissima rete
sulle brezze speranzose
la tua figura
che, passa rasente
sposandosi con i pensieri
Rimasti biancastri tra i sospiri.
E nell’imbrunire
i segnali
crucciano ristretti tra le mura
il canto d’amor disperato
che si perde malinconico nel vuoto.
Vorrei aver un paio d’ali
per proiettarmi in un ultimo giro
con meta il tuo cuore
eludendo il sole
che e sveglia i battiti solitari










