sorde imprecazioni,
suoni di bestiale disperazione,
aspirazioni al vizio assurdo
e al gesto inutile.
I matti sono come fiumi in piena
e qualche volta straripano.
Essi non fingono mai
e i loro pensieri sono liberi
di andare oltre i corpi,
oltre ogni legge,
al di là di tutte le bugie del mondo.
Connessioni sentimentali e poetiche
crescono nei loro cuori
e si sviluppano liberamente,
come la lupinella e le erbacce selvatiche
che infestano i terreni incolti.
Come l’edera s’arrampicano
sulle pareti murate
e sulle umane debolezze,
senza alcun senso.
Smanie di speranza,
frenesie irraggiungibili,
fervori di felicità
assurdi come temporali estivi,
come chimere incartate
nelle brume rossigne della sera.
Frantumi di parole stellate,
seta sbriciolata tra raggi di sole.
Scavando nei meandri dell’imponderabile
ritrovo steli ghiacciati,
parole senza sangue,
volti senza religione,
tensioni e pulsioni,
sarcasmi e furori,
sussurri e deliri,
inconsapevolezza assoluta,
generosità claustrale,
candore infantile,
inattesa nobiltà.
Nella Casa di cura non ci sono luci
che irradiano gli occhi dei pazienti
e la putredine quotidiana
insanguina i crepuscoli vermigli.
Il respiro dell’anima corre lontano
e i cuori danzano su prati verdi,
come piedi nudi di un evaso
sull’asfalto rovente.
verso il calore del sole
ancora più su oltre le vette del cielo.
Ancora più in là dei margini del mare
oltre gli orizzonti amanti dei pensieri fuggenti
oltre ancora oltre la fantasia.
Avrei voluto assaporare quel raggio
rubino che meriggia al tramonto per
tinteggiare di fresco il mio mondo.
ancora più su
avrei volato con le ali d’ Angelo
fino a trovare Dio.
Tendere
con il pensiero l’alba
fino all’ inverosimile
come un arco
pronto a colpire.
Attendere l’istante
di un’esplosione cosmica
lasciando la mia mente
a corrompere il tempo.
Un botto di vita folle
come il tappo stappato
da una bottiglia
di spumante fresco…
per poi veder scoppiare
bollicine nel cielo assopito,
mentre io ebbra dalle promesse
brindo in un bacio
raccogliendo gocce nello sguardo.
di respiri amati
fermi sullo stipite
di una porta
sempre aperta.
Vie percorse
senza meta
portando il profumo
della gioventù spensierata.
Un pallone
che viaggia verso il fiume
del tempo,
mentre si rompono gli argini
del silenzio
soffocando l’anima
in un vissuto in piena.
ed in dosso una camicia bianca,
ben stretta
ed i piedi nudi
sul soffice pavimento...

Mi dondolo,
mi ninno...
fissando sul muro,
anch'esso soffice,
un punto...
Il mio puntino...
che sorveglio,
tengo d'occhio di continuo...
perché è lui
a tenermi compagnia.
Eppur tremare
e tremando credere
dove soffia il canto
nell'intima costellazione
di vivo amore
annullando l'ansia
stordendo il dolore
grembo rimasto
in ascolto sofferto
d'abbraccio avvolto
eterno candore
di pianto e stupore
soave e gentile
con la gioia che duole
fisarmonica di luce
nell'anima vivida d'amore.
Colma di tenerezza
è l'idea infinita
rinascita e purezza
perchè mai nella vita
né nella morte,
unicamente nell'amore
vi è la sola promessa
d'eterna umana grandezza.
trasportato dal vento,
ti sveglierei
senza far rumore
ti coccolerei.
Attraverso un bacio
ho capito che ci sei.
Con un bacio
ho preso il mio tempo
per un solo bacio
non tornerei indietro.
Con un bacio
il desiderio s’accende
solo un bacio a te
Con un bacio io…
ti sveglierei e ..
vorrei che tu fossi
per sempre mia.
sentimenti, ti prego vienimi a trovare.
Sorprendimi in qualsiasi momento,
lasciami solo il tempo di assaporare il tuo arrivo .
Inonda il bicchiere ormai inaridito e lascialo esondare:
fa' che io senta, fa' che io veda.
Se non puoi raggiungere il mio cuore,
lascia il tuo alveo sicuro e sommergi l’animo degli uomini:
fa' che sentano , fa' che vedano.
RIVOLUZIONE
Aria di rivoluzione,
Quando i cannoni da tempo tacciono.
Quando il pagliaccio scherza con la fame.
Quando il popolo non ce la fa.
Quando il popolo capisce.
Quando il mare soffia contro il vento.
Quando il crepuscolo lascia posto alla notte.
Quando il mattino infrange di luce la stanza.
Quando il vecchio è bambino.
Quando il bambino è già vecchio.
Cammino…vado avanti
un passo dietro l’altro
affondo nella sabbia i piedi,
guardo avanti…verso l’orizzonte
e stamani
mi sento saldamente ancorata,
nessuna protuberanza dorsale
che tenti di tirarmi su in alto.
Non si può sempre volare,
ci son giorni che ti senti i piedi di piombo
che ti trattengono giù
per assaporare il gusto amaro della vita,
anche se essa ti ha offerto
la possibilità del “forte sentire”,
di catturare il profumo dei fiori,
di ascoltare il canto degli uccelli,
di sorridere e di amare.
Ci son salita sul treno della vita,
…ora son qui con i piedi
affondati nella sabbia
e non so
se quelle che sento scivolare sul viso
son lacrime o gocce di mare.
Ogni mattina sei il primo
a darmi il buongiorno
puntuale, leale e gentile
l'abito che indossi di un dorato antico
ormai vecchio cencio a stento
ti ricopre mostrando al mondo la tua nudità

I brandelli lentamente cadono al suolo,
foglie morte disegnano un tappeto
dal sapore orientale
dove vorrei sdraiarmi e svanire
nel tempo, cadere in letargo
risvegliandomi a primavera
che il tutto rinnova
Non piangere …. sono qui
come coperta calda
il mio sguardo su di te si posa
ti avvolge, dal freddo ti riparerà
quando l'inverno farà tremare i tuoi rami
ed il vento li scuoterà
in una danza di dolore
Il calore dell'amicizia che a te mi lega
scioglierà la neve
quando troppo pesante diverrà il fardello
sarà un'avventura dura ed all'apparenza
interminabile ….
resisti non morire finirà questo freddo
che ti piega ma non ti uccide
Ti sarà dato di ricominciare
un nuovo abito ornerà le tue membra
sarà chioma immensa,
sarà il tuo tempo di donarmi
l'ombra per rinfrancarmi dal sole cocente
dell'estate che tornerà
ancora ed ancora …. per sempre ….











