accarezzandomi la guancia diceva mia madre
no... le rispondevo non è finita, ancora
nascevano le parole
quelle che io ora scrivo e ricordo
e vorrei che voi ascoltaste
e tardi troppo tardi per la tristezza
entriamo tutti nel foglio colorato per finire la fiaba
mezza montagna è colorata con tre alberi senza foglie,
cominciamo da lì,
voi mi aiuterete a finirlo
pensavo ad un fiume che esce dal foglio una via di fuga è sempre utile
voi aspettatemi al mare.
Non è fisso o vuoto
il tempo dilaniato
nel dolore vivo
sanguina e si contorce
urla di silenzio
si ciba di pianto
scava la ferita
come la rabbia nel vento
dimentica di vivere
senza mare cielo terra
deserto di stelle
nessun segno sulla pelle
se non piccoli graffi
precipitati in volo
polverizzati e spenti.
Ti costringe a vivere
il diabolico mostro
come entità morta
mostrandoti la fossa
dove non c'è che la croce
di antiche preghiere
con ossa putrefatte
e libri senza scrittura
indicando l'esempio
con fiero disincanto
un bimbo vecchio che piange
il senso e la misura.
(pensando ad Alda Merini)
Non ti stupire
mio dolce e antico amante
se le mie mani si scaldano
al tuo cancellare il tramonto…
e nemmeno se diventano mille
le mie mani
non so, non posso, non voglio
trattenermi un istante di più
e ti coprirò con una tela
di baci ricamati a misura del cielo.
Poi la mattina
torneremo distanti
come due parallele
pronte a convergenze
sempre intriganti e nobili…
dimostrando ai filosofi
di quante anime è fatto
l’amore
Entro in una chiesa
e mi sorprendo
vedendo cristiani
che s'avvicinano al parroco
per confessarsi
e sentire bisbigliare
una voce che consola
ascoltata educatamente
dal battito incessante del cuore
di mille pensieri paurosi
spariti per un cartoncino
con scritto mi servirebbe del latte
i miei bambini hanno fame
mentre percorre la navata centrale
senza luci artificiali ma basse lucine
di ceri accesi, sciogliendo la cera
E' un'enorme torre di paglia
il tetto dove sono,
le nuvole perdono le foglie
sotto la loro bianca cuffia
è sbarrato l'ingresso
è di rami
alle stanze nascoste.
Il letto così corto
chiuso in un armadio
sto lì, intreccio quei trifogli
per farne ombre d'amore.
Bella cantina
fatta di cosa,
di uno straccio nell'aceto,
io so che vedrò
un gatto bianco e rubato
e nascosto lì dentro
a guardia
di cosa.
Di un vecchio
che taglia camicie
con le unghie sporche,
portano il brodo
portano la sera
portano la morte
che è il nostro onomastico.
Ora si sente ciò che la casa ha da dire.
Il rubinetto suona la goccia nel buio,
le pareti ipotecate mutevoli nel disagio,
e voci che bisbigliano come un drone senza fine
delle denunce di piccole dimensioni come i suoni di una famiglia
che anno dopo anno si è imparato a ignorare.
Ma ora è necessario ascoltare le cose che possiedi,
tutto quello che hai fatto in questi ultimi anni,
il mormorio dei beni, delle cose in rovina,
le parti in movimento che annullano,
nel diario le piccole parole per ricordare tutto
le facce non portavano se stesse per amare.
A quante voci siete sfuggiti fino ad ora,
il forno ventilato, le mattonelle staccate sotto i piedi,
suoni uguali
le accuse costanti dell'orologio
contare i minuti non segnerà.
La chiarezza terribile questo momento porta con sé,
l'intuizione inutile, il buio ininterrotto.
Come una rosa
di rugiada irrorata
così il mio fiore di fluido
di passione è imperlato,
dalle mani tue forti
che piume si fanno alle carezze,
amato
Le labbra nostre si cercano
si trovano si aprono ai baci
un gioco di lingue
accresce il desiderio
Amo il tuo corpo dissetandomi
del sapore della pelle
dalla tua intimità
che turgida mi chiama,
mentre i seni accogli nelle tue mani
lacrime e sudore stillano sull'epidermide
Ed io ti voglio …. si voglio sentirti in me
e l'atto ancestrale si compie
siamo un solo corpo
una sola anima,
è come un'opera lirica
ascoltata e riascoltata mai perde
la sua amenità
così per noi amore, i nostri amplessi
si rinnovano mille e mille volte
vestiti di nuove sfumature erotiche
come un quadro che cambia colore
per magia
Questa è la nostra magia
la passione univoca colorata, profumata
viva nel tempo e mai svanisce ….
contorti e battaglieri ,
si trasformassero in parole
con tutto il colore.
Senza ansie e paure
contro le cose scure.
Librandosi nell’aria più liberi della libertà,
perché essa finisce quando inizia la viltà.
Liberandosi dall’ipnosi di chi ti fa pensare
che oggi si è più liberi perché è più facile comunicare.








