è finita la tempesta
sembra niente
sembra tanto
Guarda un pò hai tutto cioè niente.
Guarda un pò hai tutto cioè niente.
Fermo dentro quattro muri e
penso al presente.
Fumo una sigaretta e
il solito ragno qui vicino che
sembra crescere insieme a me.
Faccio respirare anche a lui
l'odore della mia vita.
Guarda un po hai tutto cioè niente.
Guarda un po hai tutto cioè niente.
Aspetto l'ora che ritorni nelle mie sere
dove passo in silenzio accarezzando le pareti che hai sfiorato
dove sfioro le immagini rimaste nella mente
di aspra fragranza di pioggia d'autunno
Aspetto che ritorni nelle mie stanze dell'anima
mentre fuori ti respingo con forza che va scemando
ad ogni tua parola
al delicato sensuale suono della tua voce
che abbraccia stringendo ogni volontà.
Aspetto, aspetto e ascolto i tuoi silenzi
lontani, persi nel tempo
avvolti dai rumori delle strade invase d'indifferenza
bagnati di pioggia d'autunno
quando passeggio per le strade fradicia di pioggia leggera
cercando i tuoi occhi nei volti fantasmi
dove il riflesso di un'ora sbiadisce lentamente
come il ticchettio dell'eternità.
Stabile monotonia
a metà di un sogno
una lanterna di legno
inutile
alla porta del molo,
pende senza vetri
la mia piccola
serra d'aria lunare.
Non sono corse di fate,
corone d'iguane s'incastrano
nel tassello d'acqua
di conifere stantìe
a formare
ora un ramo pensoso
ora un essere nudo
che si spegnerà.
da sogni confusi
e rugiada senza colore.
Lontani i voli delle gazze
nell’attraversare la strada
che verso i monti mi portava.
Una pioviggine fina e pungente
del periodo attuale
picchiava sul parabrezza.
Dantesco il paesaggio fumoso
uscito dal grigiastro pietroso dei monti
con i rami irti d’alberi neri del fuoco passato .
con addii, privi d’avviso,
sbriciolando i sogni,
disseminando dolore,
schiaffeggiando cuori.
Non vi sarà più
né sole né luna,
ma, buio senza discorsi,
geremiadi di vento,
che distanzia l’amore.
Alcuno, ora, potrà
rubare di te
e nulla farà svanire
i tuoi sorrisi
dal nostro, cammino.
Che la guerra fermi la corsa
interrompa la fame
la disperazione, la paura
aborri l'odio, l'angoscia
l'inquietudine con occhi d'arsura
stringa con furore la sola luce
di perdono universale,apertura
salvezza ultima
unico istante di libertà
speranza accesa
di verità redenta,
credendo nel miracolo
di una pace
con occhi di pianto
animo puro e carezza d'ali
infinita commozione e incanto.
La malattia, il dolore
sono porta e finestra
per vestire con pudore
l'anima nuda
sdraiata nel candore di un'alba
petalo di dolcezza
divenuto bacio
polline d'amore per chi resta.
Che la guerra fermi la corsa
dei guerrieri in rabbia
travolti dall'onda
di un potere che ingabbia
venduti a sudicia moneta
che ingorda affonda
le mani in una strage
assassina di innocenti
nella lunga attesa
illusione, miraggio
di liberare la storia
da questa spietata zavorra.
Ascesa l'anima in volo
il cuore di un uomo si ferma
alle note di un violino
alla bellezza di un tuono
alla magia di un bambino
diventando luce di ritorno
per chi, puro
col cuore vive la pace
e a Dio resta vicino.
Unico organo
di un unico corpo,
siamo pelle
vene
sangue ,
lo avvolgiamo
lo copriamo ,
unico cielo
di un solo mondo ,
unico mare ,
beviamo la stessa acqua
pisciamo la stessa acqua,
nati assieme
muoriamo assieme ,
inizio
fine,
scorriamo assieme
il tempo di
un orgasmo .
Non eravamo ,
non saremo più ,
breve
intenso ,
siamo stati .
C’è la solita luna appesa al mio soffitto.
Nebbia fitta abbraccia il mio sospiro.
Un alone si dissolve sul vetro delle memorie.
Lo sfarfallio dell’ignoto scopre l’anima nascosta.
C’è troppo buio in questa stanza…senza di me.
Bimbo smarrito
fra le gelide acque di lacrima
di madre
in una calda notte d’estate
I tuoi occhi son due stelle
spazia il pensiero intorno
la vita elemosini
da chi nell’opulenza sguazza
Senza compenso
lezioni impartisci
sull’esistenza velata
incatenata
nello scrigno dorato
cosparso di nulla.
(Giornata Mondiale Dell'Infanzia)
Ti leggerò, nell'entusiasmo di riaverti
fra polpastrelli delle dita
che si emozioneranno
al ricordo di un gradevole incontro
lasciato alla mia immaginazione
la mia preferita
Preferisco immaginarti
come mi sembri, umano
che non giudichi, ma ascolti
l'emozione di una lacrima
cristallina, limpida pioggerellina
Cosa penso
non c'è niente e
alleno il senso.
Ma come si fa?
Delle volte siamo solo
dei sognatori che cerchiamo
valore nel mondo
Eh...
Una rifugio antisismico
dei pensieri non c'è.
Ma dove si va?
Nella gabbia del mondo
va bè...
fin quando è larga
si vive anche in tre.
Si dice che:
"I legami più profondi non sono fatti
né di corde, né di nodi,
eppure nessuno li scioglie"(Lao Tze)
Eppure quante volte si è tentato di farlo
innumerevoli volte, faticando faticando
Le unghie si spezzano e saltano
Dolore lancinante dalla carne al cuore
Lo stomaco si contorce in un rigurgito
fatto solo di rabbia e impotenza
condito il tutto con lacrime salate
E stiamo li, ancora imperterriti
a cercar di spezzare qualcosa
che, non si può spezzare
E così finimmo abbattuti
e sconfitti in una guerra
che in verità non si voleva
ma voleva solo apparir che fosse
Stupidità umana, macchiata
dall’arroganza e dal lamento
come una nenia ripetuta miliardi di volte
per poi, ritrovarsi senza più nessun ascoltatore
Neppur le tue orecchie ti vogliono sentire.









