morente
s’accascia e
lascia.
Ed io, chiamato mortale,
osservo l’evento fatale,
pensando a ciò che ho vissuto e
perduto.
La Luna risveglia
chilometri e miglia
di sogni e di miti,
finiti.
Ritrovo
amici ridenti, so-tutto senzienti,
le donne che ho amato ed
odiato.
Ti parlo sommesso,
sei solo un riflesso
e conto le ore;
ALBORE.
Fermo come il nulla contro un abbraccio
invento occhi labbrra e lunghi capelli
uno ad uno i vostri odori creo
cambio la forma
solo dolore mutante malattia sete
trasforma al tocco <piano piano>
è mio
non toccate il cuore della strega
deve colorare
il cuore disegnato sulla carta
io sono il perimetro vuoto
vorrei prendere quelle mani
vorrei guardare quegli occhi
e ho nostalgia di avvicinare quelle labbra
in un bel niente di parole
silenzio beato meravigliosamente chiaro
di tutto
eccomi .
Ho camminato per le strade
polverose di campagna .
Solitario viandante
fino a ferirmi i piedi e
fermarmi nei ruscelli
per rinfrescar la pelle.
Ho mangiato avanzi
dei mercati a volte ho litigato
con i cani per
un pizzico di pane.
Ho visto il mondo nei suoi volti
e cantato con la gente,
ho visto Papi, Re e Regine.
Ho ascoltato il rumore dei
cannoni e salvato bambini persi.
Ho dormito nelle notti
coperto dalle stelle e
d ‘albe estive ai saggi ho raccontato.
Ho donato nel mio passaggio
quel poco o tanto dalla vita ricevuto.
Le ali ho aperto per il volo
in questo giorno
e come un Angelo inseguirò
quel soffio dell’anima mia
in giro per il mondo.
Una vecchia emozione disgustosa
il cuore assilla
la sindrome dell'abbandono,
elaborare un lutto psicologico
Sono foglia morta
abbandonata dall'albero madre
un giornale sgualcito
usato e riusato, dormiente in eterno
tra la spazzatura
Afflitta mi rendo conto
che ripetutamente mi hai lasciata sola
quando della tua mano
vivevo la necessità
Incredula mi ritrovo or ora
a cercare quella mano
ma è andata via nuovamente
è mutata in una voce al telefono
lontana metallica
sputa cavilli, si arrampica su specchi scivolosi
per addolcire una pillola amara ….
Non sono più bambina, sono donna … donna
che racchiude in avverso pensiero
il desiderio di esserlo ancora
... E ingoiamo l'ennesima pillola amara
che sotto l'albero di Natale
come dono hai posato,
sola non sono ora
nemmeno capisco perchè devo soffrire,
tanto amore a me aleggia intorno
ma una mamma non dovrebbe mai
smettere di essere tale ….
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"VOGLIO TORNARE BAMBINA PERCHE' LE GINOCCHIA SBUCCIATE
FANNO MENO MA LE DEI CUORI INFRANTI"
JIM MORRISON
Leggendoti
ho trattenuto
il pianto
commuovendomi
immensamente
in quella sofferenza
che mi ha stretto il cuore
fermandolo un attimo
mentre rileggevo
quei versi nel vuoto
difronte al balcone fiorito
di petali rossi impauriti
dispiaciuti del tuo umore
sciupato, di lacrime nascoste
sulle rime poetiche impresse
alla ricerca della pace
Scritta tre anni fa
Tu sei quello
che ho sempre cercato
e quando da lontano ti vidi
alitai piume rosa
pregando il vento di posarle
sul tuo viso,
dolci carezze per avvedere di me
la presenza, catturare l'essenza
del mio amore, nato come fulmine
che trafigge un cielo sereno
Ho creato un tappeto con rossi petali
di rose profumate per portarti a me,
ho danzato e danzato
e dal cielo un elisir d'amore è piovuto
irrorando il tuo cuore ….
trafitto il tuo petto con una freccia
come Cupido virtuale
e ti innamorasti di me ….
Tu sei quello
che ho sempre cercato
l'uomo che desideravo, compagno di vita
amico … amante
il destino era nelle stelle avviato
io l'ho solo aiutato ….
Di follia
di sensualità
nella pelle bagnata d'amore
negli argini infuocati delle mani che si cercano
negli sguardi che si chiamano
nelle labbra acese di desiderio.
Di follia e sensualità
nel pomeriggio di un giorno lontano, oramai, dai giorni a venire
di te
di me
di noi
che di follia ci siamo inebriati
quasi come fosse acqua fresca di fonte
in un ora dipinta di giorni
mai vissuti
accesi di note di una canzone di fine estate.
Un giro di mimose mi risale
come fosse, sì,
una piuma ventosa
sul mio pallore universale
disegni d’ali viste o intraviste
in posti qualsiasi, forse della mente
fino a sbiadire
in storie sotterranee
oscilla d’ombra, l’evento
futile da non poter raccogliere
ho perso tutt’e due le gambe
contando i passi








