non avevi considerato,
si può dividere tutto
e questo con l'età
l'hai capito da solo.
Non è facile da spiegare
non sono nemmeno cose da dire,
ma tu vuoi esagerare
perchè piace ci sei portato,
neanche lo sapevi
che l'amore poteva giocare
brutti scherzi.
Ora ne sei entusiasmato
magari ti daranno del matto
ma non ti fermi più.
Due cose nella vita
non lo avresti mai pensato,
emozioni fantastiche
da far perdere la testa
ogni volta che ci pensi
la notte diventa giorno.
Vorresti scriverlo sui muri delle case
ma non lo puoi fare.
Fino a ieri stavi impazzendo
tutto il mondo crollava addosso
è bastata una parola
solo un sì.
Ed ora eccoti qui
felicemente innamorato della vita,
con dietro l'angolo
certi amori esagerati.
Pioviggine
di nebbia marinara
spruzza
odori salmastri
sui vestiti di
plastica gialla dei
pescatori al rientro.
Sale su quell’odore
di mare nebbioso
che non traspare
il suo lento ondeggiare.
Mentre fanali di auto
in corsa nelle strade cupe
fendono il grigiore che
accompagna
questo meriggio d'inverno.
Due pilastri orgogliosi
si stagliano splendidamente
sullo sfondo di un mondo magico.
La loro pelle bianca
si illumina nell’immobilità della notte.
Echi dal di fuori,
sospiri,
insulti,
dubbi che provano
la nostra volontà,
le nostre fondazioni.
Viscide creature notturne
strisciano su di noi,
si inerpicano,
ci blandiscono
come per distrarci
dal nostro legame
e provare la nostra forza.
Ma è impossibile penetrare
la roccia monolitica.
Spruzzi salati d’oceano
portati dal vento
arrivano da est,
penetrano nel nostro marmo.
E così che noi ci immergiamo
nella misericordia
e nei pensieri di domani.
Il cancello della mia mente si apre
ritmo di pensieri corrono su corde sospese
cadono, diventano etere e raggiungono l’anima
la circondano,la seducono, la immobilizzano
Divento carta su cui scrivere con inchiostro di lacrime
un racconto di vita calpestata
tra rovi e spine, tra buio e gelo
tra coltelli di parole assassine
Come per incanto tutto si placa e poi
tutto ricomincia come in una danza macabra,
in un rituale ancestrale, in un girone dell’inferno
dove la parola speranza non ha dizionario
Danzano i miei pensieri su note stonate
danzano nudi senza pudore, senza aver compassione
danzano fino a togliermi le forze,
a togliermi il fiato, a togliermi l’amore
Cercando il senso di tanto dolore l’anima
si ribella e corre, corre nella galleria scavata dal cuore
raggiunge la luce, mi culla, mi consola
forse ha chiuso il cancello a doppia mandata.
Se avessi immaginato
che ascoltando
una semplice canzone
avrei risvegliato un mondo
sotterrato e creduto dimenticato,
e che avrei sentito scivolare
calde lacrime a bagnarmi il viso,
avrei evitato proprio oggi,
che già ero malinconica.
In quei cassettini della memoria
i ricordi son tutti conservati in ordine,
coperti da un velo di nostalgia,
e le emozioni che credevo superate
si rinnovano all’improvviso
ma hanno un sapore amaro,
un sapore che un po’ ti avvelena
un po’ ti dice che queste
son pagine di vita vissuta bene o male,
ma che fanno parte di te
del bagaglio che ti porti dietro.
Ecco ora le lacrime si son seccate
agli angoli degli occhi,
la stretta al cuore un po’ ancora rimane,
un bicchier d’acqua a sciogliere l’amaro
e guardo fuori, oggi che c’è il sole,
lo faccio un po’ mio…
lo conservo nel cuore
perché mi accompagni, mi riscaldi,
mi dia un po’ di luce
quando la bruma mi avvolge.

Ormai non faccio altro che sommare costi:
Il negativo batte il positivo, sono triste e sconsolato.
Tasse, sovrattasse, sovraimposte ho la tosse.
Applico il 21 poi il 31 non c’è più nessuno.
Quando mi sveglierò da questo brutto sogno,
voglio trovarmi su un’isola sperduta,
dove non ci sono moduli da compilare
e se qualcuno rompe puoi mandarlo a c……
Tasse, sovrattasse, sovraimposte son supposte.
Applico il 21 poi il 31 non c’è più nessuno.
Bevo un sorso di acqua minerale,
vado in cantina e cado per le scale.
Poi di fretta mi portano all’ospedale
dove mi riscontrano la rottura del sacrale.
Tasse, sovrattasse, sovraimposte son batoste.
Applico il 21 poi il 31 non c’è più nessuno.
Esco di casa e compro il giornale
hanno raddoppiato l’imposta cerebrale:
ma non c’è nessuna proporzione
speriamo non si arrivi alla glaciazione.
Tasse, sovrattasse, sovraimposte sono toste
Applico il 21 poi il 31 non c’è più nessuno.
Ho paura della televisione
trasmette soltanto una comunicazione:
Tasse, sovrattasse, sovraimposte sono percosse
Applico il 21 poi il 31 non c’è più nessuno.
Mi emoziona pensarti,
mi emoziona descriverti,
mi emoziona immaginare e progettare di amarti...
Anarchicamente le lacrime vanno giù,
leggendo a stento ciò che scrivo…
Potrei pensare di perdere parte di me nelle lacrime…
Ma riflettendo in questa vita tutto ritorna…
Spesso mi ritrovo a piangere
quando fuori dal mio mondo
anche il cielo piange…
Di modo che quando lui la smetterà
sovrastato dal sole che ritorna,
tornando a pensare al tuo sorriso
ad ogni raggio di sole che mi spunta davanti,
avrò motivo anch'io di smettere…
Allora entrambi ci saremo sfogati,
lasciando finalmente spazio per due meravigliose curve:
il suo arcobaleno ed il mio sorriso…
E così quelle lacrime che inizialmente credevo perdute,
si dissolvono nell’aria
che ritornerà dentro di me e anche dentro di te…
E tu mi respirerai...!
Riconoscendo la vera essenza
che invaderà i tuoi polmoni...
So che con l'assenza convive l'altrui dimenticanza...
Per questo io sarò ovunque tu sarai!
In qualsiasi cosa che dirai,
farai e penserai,
vicino a te la mia ombra scorgerai
e quando il mio respiro sentirai,
accanto a te mi ritroverai…!
Sul cinto dei monti
va soffiando il cielo, quanto deve
per marcare se stesso
Non si vede, nero com’è
ma s’indovina
lavagna senza cornice
Non si scrive questa notte,
la poesia giace sul fondo
una macchia, l’onda di ritorno
E’ specchio aperto, è pece
è il tuo occhio
Mi precipita
Triangoli di fucsia e di giallo
su pareti scarafaggio
piange la lampadina
sotto il filo
che triste, io resto in un
portaombrelli a vedere
cosa succede nel portico
a quest'ora,
poco in realtà.
Il vecchio glicine della galleria
si è vestito di zucchero a velo.
una dolce musica,
le note che arrivano
m'incantano
ma sono tristi,
è come un pianto d'amore
che si scioglie nella sera.
Note dolci di chitarra,
che scivolano nel tempo,
scandiscono momenti,
richiamano ricordi
e salgono incantate al cielo
mentre, nostalgica,
una lacrima le accompagna.
Vorrei scrivere, si vorrei ….
ma lo schermo bianco mi osserva
muto, indifferente e scialbo
ed a stento le dita si muovono
sulla nera tastiera ….
Nera come l'inconscio
di ogni risveglio quando filtra la luce
tra le persiane che non vorrei aprire,
per non incominciare a vivere
un nuovo giorno
Nera come la paura, ronzante
sciame di vespe
ovunque si posano dentro e fuori di me,
sulle pareti di casa, sui fiori che non ho nel giardino
questa paura del non sapere
dell'aspettare senza sapere cosa aspettare
E nel fumo della sigaretta
che lentamente brucio
rito di esorcizzazione di un momento
breve come un battito d'ali,
ambisco una sentenza
conscia che non la troverò
in questo sistema assurdo,
solo vivendo con coraggio il futuro
al fine saprò ….
che non si finirò mai di amare.
Impossibile dimenticare
il cuore continua a pensare.
Rivederlo per poterlo baciare
toccare con mano
quel corpo di uomo.
Il pensiero
che potrebbe finire
mi fa impazzire.
Ho messo un punto tante volte
per poi ricominciare
stavolta è diverso
un angelo
m'ha stravolto la vita.
Con lui ho conosciuto tanti segreti
un'amore diverso.
Scrivo emozioni di
un dolore indescrivibile
ma finito.
Esistendo in una bolla
emergiamo solo per l'aria;
per poi affondare ancora,
avvinghiati l'un l'altro
ed estranei alla vita
che scorre fuori dal bozzolo.
Cautamente tu ruoti l'anello
osservando la sua brillantezza.
Il disco gira selvaggiamente,
e il suo suono che pervade l'aria
affolla la nostra dimora.
Galleggiando nel nostro mondo
salutiamo il futuro
con un certo senso di urgenza.
Ruote di due biciclette
che girano freneticamente
su percorsi a spirale,
e che conducono alla serenità.
Nei miei sogni carezzo il tuo ventre,
contemplando la sua forma.
L'anello stringe,
ti circonda con dolcezza,
mentre placidamente ci chiudiamo
nel nostro rifugio sferico.
dal mio VERSI ORTICANTI.
Fiore de cardo,
Al simposio ce so’ tutti d’accordo,
Magnano la cotenna, l’osso e il lardo.
Fiore distrutto,
Ce mettono le mani dentro al piatto,
E mo se so’ magnati quasi tutto.
Fior de tulipani,
Mo se magnano pure gli stecchini:
Tutta la gente ce batte le mani!
Fior de viole,
I poeti so’ come le cicale,
Ce stanno in ozio e scrivono parole.










