distrutto dalla tempesta
delle parole.
Ora il cuore a smesso di battere
non trova quelle frasi
che tanto lo fecero felice.
Distrutto da un vento freddo
soffocante....
Che con irruenza
ha preso tutto il corpo
portandolo via lontano.
Ha paura, non tornerà più indietro.
Fertile tristezza ora nel cuore
rimane un desiderio solo.
Non esser mai esistito.
di avallare la cenere
la febbre dei polsi non batte rumore:
poche linee, poche e la casa vuota
ai gradi apparenti - flessioni dell’aria
la fame dei rettili si chiude nel petto
si sfibra l’indole, il filo rosso
corre al fiume della notte
scorre lento un senso
di solitudine innata
tenendo i miei stati d'animo bloccati come cani in un canile
le canalizzo attraverso dei tic nervosi
da rendere la mia figura pericolosa come certi picchi nevosi
dove si scia come quando mi hanno chiuso qui per una scia di cocaina
perchè tradivo il mio presente con il passato usando come preservativo la monotonia.
Ora preservo ancora un ancora che nel mare inquinato dell'anima mia
dove come netturbini annoiati nel mio corpo farmaci buttano via.
Mia moglie si era presa una sbandata per un altro
come anche la mia sanità mentale sbandò quando la uccisi nell'atrio
eppure lei ora ha le chiavi del paradiso
io starò qui altri 50 anni in questo inferno condiviso.
Camminando nel bosco
sotto i piedi il rumore delle foglie secche,
il vento le ha fatte cadere,
il cinguettio degli uccelli sugli alberi,
i raggi del sole filtrano attraverso i rami ,
ormai spogli.
Una magia.
Lo scrosciare dell’acqua nel ruscello,
la sensazione che tutto parli.
La magia del bosco ti fa provare
la pace dei sensi…..
Mentre mi incammino
nella strada del ritorno,
mi giro a quardare
il bosco è ormai lontano…..
I rami non si muovono piu,
non parlano piu…..
Un silenzio irreale.
un’agonia senza lamento.
La bicicletta senza prospettiva
solo correndo ti si apriva la vita.
Correndo correndo ti trasformavi:
ruota ,pedale diventavi.
La tua figura di carta velina spinta
dal vento volava in salita,
e quando lui soffiava più forte
dietro di te non c’era più sorte.
Sulla tua scia color giallo rosa
i tuoi tifosi sognav ogni cosa .
Poi, quando cambiò direzione
non fosti capace di girare il timone.
E quando lui soffiò più forte
lungo la strada incontrasti la sorte.
Così, te ne andasti senza lamento
come un campione sa fare soffrendo.
Quando mi giunge
l'eco del silenzio
mentre respiro l’aria
della notte,
il mio pensiero
vola a te che sei lontano
come una brezza o una carezza.
Buonanotte amore mio
forse già dormi
oppure no…
e allora se guardi in cielo
potrai contar le stelle
che luminose
spezzano i silenzi e
sembran carezzare i sogni.
Anch’io le guardo
e scelgo la più bella,
incastonata nell’azzurro,
ne faccio dono a te
che aneli l’infinito
oltre i limiti del cielo.
Buonanotte amore mio
pianeta azzurro
che vorrei raggiungere
oltre l’eternità!
E come un incantesimo
le sue parole ti distolgono dalle tue
Quell'inchiostro nero che tanto ti piace
ami quell’agro odore
non potresti farne a meno
scorre lento e lieve
ricalca e riempie
pagine e pagine
descrivi quel particolare
così attentamente
da farlo sembrar vivo
è così che lo senti, vivo
Rimbalza sul pennino
per arrivare sul tuo braccio
saltella, uno ... due ... tre
rimbalza come un grillo
sorridi, è frivolo e, la pelle
oh quella pelle…
la tua diventa la sua
ti soffermi quasi sofferente
annusi qualcosa che
non c'è e che vuoi
stringi al petto le braccia
come per abbracciarti
stringi mentre le tue mani
ricercano quella carne
che con tanto desiderio reclami
odore di menta e di tabacco
d'inchiostro e di cera
di lamenti della carne
di fruscii di seta
spigoli e argini
traboccano sapientemente
senza fermarsi
è così che lo senti
VIVO.

Ho intravisto questa idea
in un nobile
necro=
logio
poi si sono dispersi
i limoni della siepe
nella notte profonda
e sono rimasto perplesso
a chiedermi
quale fosse il senso.
Una benda, una benda nera sull'occhio
per la metà del poeta
che vede la vita sfumare.
Per Me
è questo il requiem dell'anima,
o il preludio di una nuova vita?
L'eco dei folletti
sul bagnato, la morte color foglie di autunno,
o il sussurro di un Dio al vento
mentre sta facendo l'amore con la terra?
Il mondo intorno a me è battezzato
in un contrasto morbido
e l'ombra appare più luminosa,
e la luce sembra accecarti.
Che cos'è che mi trasforma ipnoticamente?
Sto cambiando, piroette,
l'amore è disegnare il mio corpo
il film della mia psiche.
Si è messa a punto nel mio cuore in scale minori,
utilizzando come note fondamentali
Dipinti di Rembrandt.
Quando mi vedo allo specchio?
Nudo e bello,

Nuvole come aquiloni
nell’azzurro del cielo,
il mio sguardo distratto,
stanco e vuoto di sonno
si sposta tra mare e montagna.
Anche il sole è distratto
perché, a tratti, si nasconde,
ma quando riappare picchia sulla pelle
quel che hai dentro
ti sale agli occhi e brucia,
ma è dolce e ti da vita,
senti che pulsa e ti da il senso,
quel senso che conta più di tutto
e che dentro l’anima
indelebile
ti lascia un segno e un nome.
I
Parlano de valori e io me stufo
Poiché dietro a ogni lemma de valore
C’è il trucco de potere, c’è il vigore
De’ privilegi stronzi, e io ce gufo.
Coi valori ce fanno il gioco a ufo,
Chi più sporca la fa se fa priore.
Ce schiattano de sangue e de sudore;
Ma poi con me ce sbattono sul tufo.
Invece no, me danno poi la sola,
Ché da che mondo è mondo al popolino
Ce raccontano questa e quella fola;
Così come se fa con un bambino
Ce sospingono, quasi pe’ destino,
A credece nell’asino che vola.
II
Parlano de giustizia e tu ce credi,
Parlano dell’onore e tu ce giuri,
Ma se ce guardi dentro e poi misuri,
Dimme un po’ che cosa tu ce vedi!
Nella parola non ce resta in piedi
Un fatto, un cristo, ma vapori scuri
D’astrattezze e rumori de tamburi,
Nodi de ‘mbrogli e simboli de fedi.
Ce resti fesso e poi te contraddici,
Sotto sotto ce credi e poi tentenni
Pur se l’idea cià messo le radici.
Lo so bene; le tengo sul groppone,
Ce credetti e la fede ce mantenni,
Ce credo ancora e so che so’ minchione.









