Ti canterei il canto delle balene,
per renderti felice,
diventerei un ladro,
per poterti donare il corallo migliore,
sarei il tuo confessionale,
per poterti aiutare,
sostituirei la notte e il giorno,
per starti sempre accanto
vorrei confondere
il mio respiro con il tuo
di quelle che
lasciano senza respiro
una storia scritta
con il rosso
dell’inchiostro.
Il cielo era terso
lungo i viali mentre
baci scivolavano
sulle labbra bramose
d’amore
appena aperte.
Fogli di vita
che se ne vanno
si staccano e si allontanano
leggeri come le foglie
dei platani prese dal vento e
se ne vanno a planare
verso la fine del loro
passato.
Arrivò la pioggia
In un giorno senza calore
e
con la pioggia
quelle parole scritte
svanirono
rimase il vento
le asciugò
fece volare nuove foglie
per far leggere tante storie.
E' capitato di perdonare tante volte,
pensando di volere nella mia vita certe persone,
sopportando molte cose,
nella speranza che un giorno finisse tutto,
pensavo il nemico fa male devi allontanarlo.
Ho sempre creduto che l’amicizia fra donne
non esiste,le amiche sono come aghi,
pungono,criticano,sono invidiose.
Invece……quell’amica conosciuta per caso
diventa l’amica sempre presente,
ti consola,ti capisce,ti ascolta,ti sta vicina
diventa l’amica del cuore,
quella che ti confidi,che fai cose strane……
Quella che ti accorgi che vuoi un bene dell’anima,
cosi ….senza neanche rendertene conto
diventa indispensabile,importantissima.
Lei che era la rivale,lei che odiavi…..
Adesso non puoi piu farne a meno
lei che era una sconosciuta è diventata
la mia migliore amica.
Le persone che vuoi bene, non le dimentichi.
Facile essere amiche quando c'è il sole,
ma quando c'è il diluvio
capisci chi ti vuole veramente bene.
Il corpo accarezzato
dall'acqua calda della doccia
sferzate dolci e prepotenti
l'epidermide arrossata
mentre una nuvola densa di vapore
prende vita intorno
Chiudo gli occhi volano i pensieri
e l'anima,
viaggiano nell'acqueo fumo
portandomi lontano, in alto
dove le stelle tenendosi per mano
fanno un girotondo
Dove il cielo partorisce il sole
e le nuvole quando son tristi piangono
lacrimando pioggia,
che si fa pozzanghera sulla terra
di cenere ricoperta
Cenere vite bruciate nel sacrificio,
nella stanchezza, nella paura
di perduti amori, di peccati inconsci ...
come l'Araba Fenice
rinasceranno a nuova vita
rinnovato cerchio vitale
che fine mai non vede
che abbiamo appena avuto
al profumo di frangipane
che ha vestito i nostri corpi
ai colori volanti
che hanno segnato i nostri visi
ai sorrisi scanditi
dalle ore del tempo
e tutto sembra un quadro
dipinto da pennellate lievi
e tocchi espressivi
su tela d'amore
è stato facile scivolare
oltre il rosso
disegnatoo sulle labbra
respirare il nero
terso dei capelli
e scostare il grigio del tempo
per far posto a spruzzi di blu
è stato semplice svestirsi
delle stagioni
correre oltre i giorni
fino a definire l'infinito
è stata meraviglia sorprendersi
con occhi diversi
parole nuove
e scoprire che è
è ancora blu
sempre più blu
Abbarbicati sulla cima di queste colline ondulate
assorbiamo una brezza esilarante,
calda, magica, delicata;
è il mare che ci culla e ci protegge,
che ci scalda e ci ipnotizza,
che ci rende unici nell’anonimato, nell’ignoto.
Contempliamo dall’alto il nostro trofeo rosso tenue,
che si erge sereno e orgoglioso
su uno sfondo di scogli e luce riflessa;
è l’amore che bolle in pentola,
è la felicità, la gioia di esistere l’uno per l’altro,
è quel pizzico di sale che si alza dalle onde languide.
La nostra casa, il nostro rifugio, la nostra fortezza,
solida, inavvicinabile, squisita come la nostra unione;
un monumento alla resistenza.
Sono tornati da oltre il giardino
dei piccoli istanti
-balzi di lepre
dai rami secchi, qualche foglia
non ha capito l’inverno
temendo al cadere il funerale del sole
Via qualche briciola dell’anno finito,
il sacco è sempre più pieno
le falde al cappello grondano
il peso di più nevicate
non mi spoglio, no
colleziono le mute, le squame;
tornerà primavera,
la pelle nuova è riva
che brucia
IDDIO VORRA' CHE IL MIO SGUARDO VOLGERA' ALL'INFINITO, OVE L'IMMENSO CIELO
CONFINERA' NELL'AZZURRO E PROFONDO MARE E FINALMENTE POTRO' AMMIRARE CON
INDESCRIVIBILE E INDELEBILE GIOIA LE INFINITE BELLEZZE DELL'UNIVERSO, CREATE CON INFINITA MAESTRIA DAL SUPREMO E MAESTOSO ONNIPOTENTE SIGNORE DEI CIELI.
-einszik - zweizik - dreizik –
a girare sui tram viennesi
si ficcano in testa le slot machine
tu non giochi ma vieni giocato
annusando la pancia
dei tram di Vienna
senti bollire cavoli e rape
crauti, affogato di gulash
effluvi di aceti
è dura prova per olfatti brillanti
dai giardini d’aprile i vecchi viennesi
sono statuette sedute
con le ossa gelate
a catene inanellano il Ring
insonorizzati si affidano al sole
e gli danno del tu
sorgono nell’ombra
della sera.
Lingue rosse
di candele d’avorio
disegnano contorni d’aria
sulla nuda parete.
Trasportano gli occhi
oltre il confine
e ne lasciano l’iride ammaliata,
senza sguardo.
Ed è lì, in quell’istante,
che capisci il tramonto,
la riposante coperta
del cielo.
Il suo rabbuiare
richiama forte i cuori
a un silenzio
più profondo
del respiro del mondo.
Ed io ti attendo anche quest’oggi.
Per dialogare, con sottili bisbigli,
con la parte più antica del cuore.
Arranchiamo su rocce frastagliate
sotto un cielo di lapislazzuli,
a lunghi passi,
verso il basso,
mentre il nostro istinto ci conduce
incontro alle onde spumeggianti
che ci minacciano da lontano.
Le increspature del mare,
ormai così vicine,
ci invitano a fermarci;
ma noi incespichiamo oltre.
I nostri passi guadagnano
scopo e distanza.
Scendiamo,
su ciottoli vellutati
che leniscono la pelle.
I graffi e le rigature
che scarabocchiano i nostri gusci
luccicano sotto la luce del sole,
per poi sbiadire,
come ci immergiamo nello zaffiro.
Il nostro abbraccio adesso è chiuso,
i nostri spiriti rinvigoriti.
portandosi via il tormento
sale e scende
dalle stelle fino al mare
albeggia nel sapore
dipingendolo nello specchio
ti guarda e non risponde
arrotola la fantasia
e la nasconde nel lontano
ora solo contro il sole
ora in compagnia dietro le ombre
scrivo di questo sogno
parlo a questo sogno
che mi ha preso per mano
lucidandomi gli occhi
e aprendomi l'anima
questo sogno infinito
nato alle pendici delle colline
cresciuto vicino alle montagne
ed esploso nel blu del mare
nel dolce silenzio
di sorrisi agli albori
sul fil del tramonto
dove, si perde lo sguardo
tra i profumi
di un’estate, già finita.
Sto in attesa
in questo viaggio
che, mi sommerge lentamente
di musica,
di vita,
rendendo ogni attimo
profondo
folle
e sempre degno d’esser vissuto.







