sotto la pelle dura
in salita nella via curva e ricurva
che porta alle tue mura
Un castello fatato all’apparenza
una fiaba letta e riletta o solo ascoltata
risuona ancor nelle orecchie
dolce voce che accarezza la mente e il sogno
Solitario connubio di anime “gemelle”
particolari diversi ma intensamente identici
Incrocio
rasenti le mura sfiorandole
granello per granello poni baci
Ticchettio di lancette impolverate
dove il tempo lentamente ha corso
senza incontrar la ragion di esistere
Respiri e sospiri divisi da quelle mura
inconsapevoli del sentir dell’altro
Non bussar…entra…sei attesa da una vita.
dà quel balcone che si affaccia
il mare che sembrava
fondersi con il cielo
erano soli a gurdarsi a guardare
un mare placido e un cielo
che irradiava luce della luna sottomesso
prendersi in giro l'un l'altro senza fine ...
il vento che scorre morbido
li solletico abbelendoli
il loro fuoco interiore gli regalo
un bagliore strano rifettendo
sulla loro pelle riarsa
ombre cinesi di voglie nuove.
Aperte le cateratte dei cieli stanotte
una coltre bianca avvolge
il giardino e gli alberi veste
come giovani spose
di fronte all'altare
Fiocchi di pioggia gelata
copiosi scendono dall'alto,
piccole stelle danzano lievi
leggiadria portano a me che li osservo
incantata come una bambina,
la bocca un po aperta
attonita da tutto questo bianco
E ti vedo ….
nel prato innevato
correre, giocare
sento le risate dei nostri bambini
deja vù di tempi remoti
Vedo il tuo sorriso
il tuo sguardo dolce
mi innamorai di loro e di te
ed ancora mi sconvolge la prepotenza
di questo amore
Ti sento arrivare, il passo stanco
affiancato da un ritmo metallico
non mi volto,
le braccia tue tremanti mi avvolgono
le labbra si sfiorano
- buongiorno, ha nevicato !!!! -
Non è una nevicata è una magia ...
troppe cose
e la vita fa male
ci si nasce
ci si muore
senza nemmeno
avere il tempo di dire
potevo cambiare.
Troppo amore
troppi sbagli
i rimpianti fanno male
poi ci piangi
ma sai
che no puoi rimediare.
Troppo tempo sprecato
troppa poca la vita
vorresti far tutto
ma non riesci a far nulla.
Troppo lunga stanotte
troppe domande
mentre l'alba è vicina
s'addormenta il mio cuore.....
pochi sanno chi realmente sei,
nell'agio, moltitudine di persone saranno al tuo fianco
nella miseria ci saranno seggiole vuote,
affiancando le persone anziane
ti rendi conto di quanto la vita è breve,
non farti domande
vivi
La notte si dovrebbe dormire, amare, sognare
a volte arrivano gli incubi
ti distruggono l’anima ed il cuore
non era un sogno……
un incubo vorresti svegliarti
scoprire che non era realtà
cosi una giornata stupenda,
meravigliosa,
si trasforma in incubo
Il peggiore della tua vita
I sogni si dissolvono
non volevi credere a quello che diceva
quel maledetto monitor…
Era li scritto nero su bianco
la dura, triste realtà, difficile da accettare,
dopo una giornata intensa
da togliere il fiato.
Un incubo…..
Il peggiore che potesse esserci.
che basta un gesto sbagliato, un po’ agitato,
a farlo schizzare fuori, in ogni dove,
così, inaspettatamente, basta poco
perché quel che nascondi nel profondo,
tutto il dolore, la tristezza, l’ansia,
quel vuoto profondo vago e inconscio
che ti porti appresso mentre continui a vivere,
venga fuori d’impeto tra singhiozzi e lacrime,
come una valanga, come un fiume in piena
che abbatte la diga e si disperde
…finché ritorna l’apparente calma.
Ti senti poi spossata,
asciutti, senza lacrime, gli occhi
così la gola arsa e dolorante
e desiderio, ormai sempre più forte,
chiudere gli occhi e lasciarti andare.
Ma, nel contempo, tu già sai
che non ti abbatterai per sempre
e solo in te potrai trovar la forza,
il coraggio di andare avanti e sentire,
nel mentre guardi il cielo,
che la speranza ti sarà compagna
fino all’ultimo respiro della vita.

Nel silenzio amato lì cercami
non nei ricordi
In quell’abbraccio senza respiro
nella maestria dell’impeto
Cercami negli incontri di pelle bianca
negli occhi espressivi e vivi
Profumo di salsedine
dove odi il suo rumorar
lì bramami nell’amato mar
Nell’Origine del mondo ricercami
sono lì, morbida e bianca
Consacrata
Nella fame del pensiero cercami
pronunzia il mio nome
comparirò al mondo e ti vedrò
Ricercami nella calma
quiete del tuo divenire
nella materia che plasmi
concedendo vita ed alito.
oh donna!
Guardo te come scruto il cielo,
con stupita meraviglia
ed infinita ammirazione
e lascio che gli occhi
bevano da te la vita.
E tu diventi per me
volta celeste
e sublime scenario avvenire
e gelo siderale
e fuoco cosmico
e dolce richiamo disperato
d’aurore e diamanti.
Bagliori di sempiterne emozioni
illuminano i miei occhi
quando incontrano e si perdono
palcidi nei tuoi,
lucenti cristalli di brina argentata,
luccichio di ruscelli nei quali
sazio la mia sete.
E vorrei che la notte non finisse
lasciandomi,
sul più bello,
senza senno a rimirare
il tuo enigmatico mistero.
Donna,
inestinguibile fiamma
che ardi il mio cuore
e purifichi il mio esser uomo
in crogioli d’oro!
S’accende la vita
al primo vagito
una prima carezza
il primo dolore
al distacco dal ventre materno
per un cordone tagliato.
Lì respira la vita
giorno dopo giorno
e cresci nel mondo
corri e t’affanni
conosci l’amore
le prime voglie d’amare.
Come il vento soffi lontano
un insetto volare da fiore in fiore
e cercare l’amore
che porta ad un unico amore e
a quell’amore ogni giorno
far brillare come rugiada i suoi petali.
Il tempo muta le forme
lo specchio spia le
rughe disegnate sulla fronte
e nella mente puntuale
ritorna il passato
dell’amata vita amata.
Un lampo di luce
nel dormiveglia mentre dormi e pensi
ha illuminato mente e cuore …
ora so cosa fare
Architetto autodidatta riprogetterò
la nostra vita
sulle fondamenta di quella vecchia
tutto avrà un profumo nuovo
Sarà un nido dipinto in colori pastello
che donano serenità e pace,
disporrò in ogni angolo vasi fiori,
fiori di ghianda la nostra immortalità
perchè noi vivremo per sempre
anche oltre la morte ….
Fiori di astro simbolo del nostro amore
forte e delicato
e l'azalea per dirti che di te sempre avrò cura,
La camelia per dimostrarti
l'ammirazione immensa per te provata
la tua bellezza, la passione e la forza
con le quali alla mia vita hai dato accezione,
eccellerà fra tutti l'uccello del paradiso
elegante fiore magnificenza emana,
Noi siamo il re e la regina
del regno nostro,
siamo i sudditi mai scontenti
le nostre leggi improntate sull'amore
la fiducia e la voglia di vivere
non utopia ma eredità
da seminare per mietere il raccolto migliore
Sono passati molti giorni oramai
e io sono ancora qui, spaventato
e raccolto nei miei pensieri.
Mi ricordo tutto, minuziosamente,
e ricordare mi fa male.
La vita la sento scorrere
per le curve dei miei nervi,
la sento precipitare
nelle grotte dello stomaco.
C’è qualcosa che entra e che esce,
che c’è e che non c’è,
che mi parla,
che non mi lascia dormire,
e che purtroppo non riesco a vedere.
Le giornate scorrono lentissime,
eterne come l’amore non corrisposto,
dolorose e tristi.
Se chiudo gli occhi
e con la mano sondo i fondali
dei miei pensieri,
sento il calore di abbracci passati,
la chimica dei profumi
e la saggezza di un amore puro.
Di mattina seguo il sole,
lo vedo crescere,
lo guardo con invidia,
lo minaccio, lo odio,
lo accuso di essere nato.
Quanti anni ha il sole?
Quante volte ancora
dovrà ricordarmi
quanto sono imperfetto?
Ho visto un profeta
che mi ha scritto sul cuore
un nome e un cognome.
Ho visto il tuo volto
dipinto su un petalo,
e un uomo che raccoglieva un fiore.
Ci sono morsi che il cuore non regge
e bocche che sputano grumi di sangue.
Non mi sento bene, è evidente.
Tutto mi dice, tutto mi parla.
La mia pazzia ha la forma
di un corpo che trema,
il colore del mare profondo.
Dimmelo tu,
dimmelo tu che mi vuoi bene:
sto morendo?
fino a conoscere
foglie come piume
scivolano nella notte
leggere in libertà
come il vento
potrei sentire
fino a parlare
onde come fiori
nascono dal profondo
dolci in agio
come il riposo
posso sapere
dove sto andando
cosa sto cercando
chi sto seguendo
dimmi ancora
quando il mare
perde la marea
dimmi ancora
quando la luna
lascia il buio
più di questo
cos’altro ancora…
più di questo
non c’è altro…
più di questo
sussurrami ancora…
ascolterò ancora…








