su binari della mente
attraverso mille stazioni
ogni viaggio
un mondo nuovo
flash da catturare
fotogrammi da ascoltare
distensioni da riprendere
luci da riflettere
sferza pensieri e sogni
taglia in due io ed es
fischia l’arrivo dei momenti
ogni fermata
un respiro fresco
parole da lasciare
sguardi da incrociare
orizzonti da respirare
colori da bere
viaggia sempre
in ogni dove
in ogni quando
anche quando riposa
è il treno della vita
segue il nascere ed il morire
delle stagioni
accarezza fiori
e petali che volano via
senza alcuna distinzione
lacrime da ricordare
corse da immaginare
venti da seguire
spruzzi da dipingere
viaggia sempre
in ogni dove
in ogni quando
anche quando riposa
è il treno della vita
all'angolo scopre l'addio,
sotto l'arco che l'accolse
ha chiodi spezzati
che gli riempono il corpo.
Stremato
con la zampina
stringe umanamente il mio dito,
rauche pupille
mi leccano devote.
Sdraiata
la mia lacrima
affogherebbe il mondo
disperata e sola
all'ade accompagna il felino
migliore compagno
che abbia mai avuto.
Con l'ultimo sospiro
ho visto il tuo soffio
diventare anima,
per il tuo ricordo
ora siamo
due rose bianche.
Romeo
l'ultima mia parola.
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Tanti nick ... un solo grande Amore,
a chi nella sofferenza ha sempre detto no
al patimento senza valore.
Doveroso rispetto
a chi l’estro poetico ha donato
per incoraggiare
gli sconfitti già prima di esserlo.
Dono semplice
a chi l’uomo ha scrutato
nel profondo dell’animo
per amarlo
e gli autentici valori fargli scoprire.
Sentimento profondo
a chi cultura con modestia ha armonizzato.
Tu sorgi dall'isola in fondo al molo
appesa alla coda
d'una croce smagrita e nera,
io sono un bambino seduto in un angolo
che chiede la carità,
gioca a mendicare.
Chiuso nella mia lampada
vedo trasparire
- chiamiamolo dono -
nelle schegge lasciate dal mare
regine affrante, piene di fiori
su un inginocchiatoio.
E il cielo se ne va
senza guardare
( l’uomo )
fregandosene di chi ha fretta
di chi rincorre un sogno.
Ha da tempo preso
decisione
aprire spazi azzurri
illuminare il giorno.
Asciugare i vestiti
umidi dal sudore
o seccare il lacrimare
di alberi spogli
con il calore del sole.
E intanto se ne va
le pecorelle seguono il pastore
per
sciogliersi in pioggia
a detergere la terra
assetata di novità.
E’ un gioco di luci
una fotografia in bianco e nero
o un dipinto dai tramonti rossi
e intanto il cielo se ne va
senza nascondersi nel
buio della notte.
Se ne va
trascinandosi dietro
tutti i miei perché
impotente, io
sotto questo cielo.
-PRIMA PARTE
In un pallore di non-vita,
con la testa fra le mani,
troppo stordito per riflettere
troppo consapevole per non farlo.
La disperazione scintilla nozioni irregolari,
... troppo letali per essere registrate.
Lo sfondo sciama intorno a me
si ferma, e poi all'improvviso riparte,
mentre delle campane suonano fuori chiave
echeggiando attraverso il tunnel
in cui sono condotto.
Senza guardarsi intorno,
le mie gambe malferme
involontariamente mi portano
dentro un'altra scena,
che non riesce a permeare
la mia sfera indebolita.
Fino a quando, più avanti,
si erge una figura solitaria -
Un’incantevole fiamma giallo oro,
fiera, in un deserto che ha cercato
di assorbirmi e di spegnermi.
Io salto verso il fuoco,
la mia salvezza, e la mia speranza.
-SECONDA PARTE
Eternamente,
affondo nella fiamma
e sono legato al suo calore.
Benevolmente,
mi offre vita e gioia
e tutto quello di cui ho bisogno.
Teneramente,
esploro la sua miseria.
Delicatamente,
accarezzo la sua febbre.
Dolcemente,
lenisco il suo dolore,
ungo le sue piaghe,
ed abbraccio il suo amore.
La torcia,
beatamente sibilante,
scricchiola,
spumeggia.
In tutta la sua meraviglia,
finalmente respira
nuova vita.
scie di respiri muoversi
e prendere forma
sentieri vuoti riempirsi
e prendere vita
gocce di colori cambiare
e prendere trasparenza
nella notte non ero solo
pur nella mia unicità
camminavo e mi specchiavo
in vetrine colme
di diverse identità
nella notte ho ascoltato
ombre di passi scivolare
e prendere luce
parole emblematiche scriversi
e prendere spazi
spruzzi di cielo spostarsi
e prendere campo
nella notte non ero solo
vicino alla mia anima
origliavo e sentivo
ancora quello sguardo
dentro me
nella notte ho visto
le stelle assediare la nebbia
e scioglierla
l’orizzonte scavalcare il blu
e unirsi all’unisono
il mare avvicinarsi
e sussurrarmi
nella notte non ero solo
dietro al mio vento
l’angelo che soffiava caldo
poggiava sulle spalle
e mi faceva veleggiare
nella notte
non ho sognato
nella notte
non ho mentito
nella notte
sono stato
Ti dedico me
tutto il mio cuore
ti darò
e se in mosse acque mi troverò
non penserò che a te
invisibile uomo grandioso
nel libro dei profeti
guidati dalla tua mano
spirituale
Pensami magnifico dono
tu sei la mia cura, cerco
cerco, ma alla fine sei solo
tu che mi scaldi, e fai rivivere
l'anima triste, che pensa sedendo
la pioggia asciutta
fuggendo lontano
come i sogni
lontani
nelle vene
del pensiero
dove l’aria
lievemente
accarezza
i nostri ricordi,
ascoltando
i miei respiri
mi accorgo
di averti amata
sempre
anche quando
l’ostacolo
divideva
la nostra vita.
Ti amo
lungo il vuoto dei miei
giorni
dove le lancette
del suono
erano rivolte
nello sguardo
del tuo arrivo,
come rimanere
aspettando
il tuo fragile
sorriso.
Ti amo
e non potrò
viverti,
questo è l’estremo
pegno che pagherò
alla vita
questo è ciò che donerò
al destino
questo è
il mio saluto
all’amore.
scavo una buca nel giardinetto avanti casa
per seppellire gennariello
non perderò tempo a dirvi che era un gatto
investito nella parallela, vicino la stazione
ma che scritta la decima poesia
più che un bel gesto (parlo dello scrivere una poesia)
sembra una mortificazione, una presa in prestito della vita
sia che fosse una ragazza, mio nonno
o il corpo indurito di gennariello
che tocco cauto con la pala
per farlo entrare in una buca poco profonda
manco fosse vivo
non è il contatto con la morte
a disvelare gli orrori della natura
ma il colpo di zappa
che senza farlo apposta
trancia il verme
mi dissero che un solo uomo sostenne
tutti i pesi della vita. Fu grande
ogni suo sforzo, enorme, tra le blande
luci che ancor sostavano nel cielo,
il quale allor moriva sotto un telo
nero, che cancellava anche la terra.
Ma un uomo solo al mal fece la guerra
Vincendo piano piano ogni battaglia.
E se oggi il sole ancor risplende e abbaglia,
è grazie a un uomo che non ha più voce,
e che tanti anni fà fu messo in croce.







