La donna di pietra è immobile,
ferma ed intenta ad ascoltare
il mondo degli altri.
Ogni giorno
lo guarda silenziosa
ed anche un po’ distratta,
dal piedistallo di bronzo
dal quale svetta
e ne disprezza
i tempi e i modi con durezza
senza rendersi conto
che dal mondo
è stata scolpita
essa stessa.
Poi si trucca gli occhi finti
con ombretti celesti
e sottolinea le labbra semichiuse
con contorni sanguigni
per sembrare più donna
di come mai sarà.
E si crede
più viva di ieri
e non s’avvede
del levigare del tempo
che ne sfina la forma
e ne sfuma la linea
facendone sabbia
e rabbia.
E inveisce contro gli ometti
che le stanno accanto
solo per il suo seno sostenuto
ma poi vive per chi ne incensa
il culo ed apprezza solo quello.
 
E, in questa giostra d’ipocrisia,
io che non l’ho accarezzata
con lo sguardo,
appaio ai suoi occhi
come un vecchio giudice avvizzito
nella sua miserabile toga.
Mi è sempre piaciuto lo scontro
ma stavolta la ignoro
mandando uno scalpellino
a guisa di bacetto
ai suoi pensieri di marmo.
E’ come una stilettata
per la Regina di Roccia.
E, difatti, la donna di pietra
ci resta di sasso.
Peccato!
Sembrava quasi calda
nel momento del trapasso!
 
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Emanuele Borsati  

Questo autore ha pubblicato 112 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.